Che cosa sono i muri a secco?

Che cosa sono i muri a secco?

Versanti terrazzati in valle Imagna (da A. Carminati, P. Invernizzi, Prida e PiГ¶da , Sant’Omobono terme, Centro studi Valle Imagna, 2012, foto Alfonso Modenesi)


(14.08.19)
Nel novembre del 2018 il comitato intergovernativo dell’Unesco su candidatura presentata da Croatia, Cipro, Francia, Greecia, Italia, Slovenia, Spagna and e Svizzera ha approvato l’inserimento delle conoscenze e delle tecniche per la realizzazione dei muri a secco nell’elenco del patrimonio culturale immateriale dell’umanitГ . In sede di decisione questo patrimonio ГЁ stato cosГ¬ inquadrato dal comitato:
L’arte dei muri a secco consiste nei saperi connessi alla realizzazione di costruzioni in pietra sovrapponendo le pietre una all’altra senza utilizzo di altri materiale, con l’eccezione, talvolta, di terriccio. Le strutture di pietra a secco sono diffuse nella maggior parte delle aree rurali, sia all’interno che all’esterno dei centri abitati e non sono sconosciute nelle aree urbane. La soliditГ delle strutture ГЁ assicurata dall’attenta selezione e posizionamento delle pietre. Le costruzioni a secco hanno modellato numerosi e differenti tipi di paesaggio, dando luogo a modelli abitativi, agricoli e zootecnici. Queste strutture evidenziano i metodi e le tecniche utilizzate dai gruppi umani, dalla preistoria ad oggi, per organizzare i propri spazi di lavoro e di abitazione ottimizzando le risorse umane e naturali localmente disponibili.

Esse svolgono un ruolo cruciale nel prevenire i movimenti franosi, le alluvioni e le slavine, nonchГЁ nel contrastare la deserificazione e l’erosione del suolo, nel promuovere la biodiversitГ e nel predisporre adeguate condizioni microclimatiche per l’attivitГ agricola. Chi esercita e trasmette queste conoscenze e di queste tecniche sono le comunitГ rurali, ma anche gli operatori professionali del settore edilizio. Le strutture a secco si armonizzano sempre perfettamemente nel contesto ambientale e la tecnica rappresenta un esempio di rapporto armonioso tra l’uomo e la natura. La trasmissione di questa pratica ГЁ avvenuta attraverso la sua stessa applicazione, adattata alle particolare condizioni di ciascun luogo (1) .
Requisito per il riconoscimento di un elemento nell’elenco del patrimonio immateriale dell’umanitГ ГЁ il suo rappresentare un elemento vivo, funzionale alle esigenze attuali. Da questo punto di vista il comitato dell’Unesco si ГЁ espresso in questi termini:
L’arte del muro a secco rappresenta una tradizione vivente che si ГЁ sempre piГ№ perfezionata in funzione di una gestione sostenibile del patrimonio culturale, delle terre coltivate, delle abitazioni e del loro contesto. Nell’ambito di chi la pratica, le conoscenze e le abilitГ si trasmettono attraverso il lavoro congiunto di abili maestri e di apprendisti ma anche attraverso workshop, attivitГ di formazione professionale, corsi e molti altri modi. la pratica implica una stretta cooperazione tra i membri della comunitГ , cosГ¬ da rafforzare la coesione sociale e la collaborazione tra famiglie e tra vicini. In quanto elemento diffuso ma al tempo stesso caratteristico del paesaggio culturale, esso infonde in tutti i praticanti un forte senso di identitГ . L’arte del muro a secco combina una tecnica diffusa con il riguardo per le specifiche condizioni locali e l’uso del materiale di costruzione disponibile localmente. Nel valorizzare il carattere condiviso del sapere tradizionale, essa risponde all’esigenza di sistemazione del terreno a fini agricoli e di utilizzo della pietra per la realizzazione di strutture altamente funzionali (2) .
Il comitato non mancava di aggiungere come l’arte del muro a secco non solo rappresenta un ottimo esempio del ruolo del patrimonio immateriale nella creazione e nel mantenimento degli ambienti umani ma, attraverso la sua larga diffusione e l’attiva protezione di cui godono gli elementi materiali piГ№ significativi realizzati con questa tecnica, uno strumento di promozione del patrimonio immateriale in generale.

Che cosa sono i muri a secco?

Altrove, forse, si ritiene che questi patrimoni siano, tutto sommato, uguali a tanti altri e non meritevoli di essere celebrati pur rappresentando qualcosa di importante. L’auspicio ГЁ che attraverso il registro nazionale, o altre forme di riconoscimento, tutto il patrimonio dei paesaggi rurali storici sia tutelato. Restando nell’ambito dei muri a secco e, in particolare dei paesaggi terrazzati che rappresentano la forma piГ№ interessante di applicazione agricola delle strutture murarie a secco, la prima cosa che ГЁ bene chiarire ГЁ che esse sono veramente diffuse come sottolineava l’Unesco.

Dovunque le valli presentano forti pendenze e dovunque, per strappare alla montagna un po’ di fazzoletti di terra, risultasse necessario terrazzare, noi troviamo queste strutture.

I terrazzi sono stati realizzati per coltivare la vite e l’ulivo in primo luogo. Tra i vigneti terrazzati sono famosi in tutto il mondo quelli delle Cinque Terre, in Italia anche quelli del versante retico della Valtellina. Ma ci sono (tutti compresi nel registro nazionale dei paesaggi rurali storici) anche quelli valdostani e della trentina val di Cembra.

Vi sono poi diversi paesaggi dell’uliveto (quello di Lucisano in Liguria, quello terrazzati di Vallecorsa a terrazze e lunette dei monti Lucretili in Lazio) ma anche i limoneti terrazzati di Amalfi, le limonaie della sponda bresciana del lago di Garda, i campi terrazzati della Majella in Molise, gli orti e i castagneti terrazzati dell’alta val Sturla in Liguria, le terrazze a noccioleto del golfo del Tigullio, sempre in Liguria, il paesaggio terrazzato della costa tirrenica calabrese e le policolture terrazzate dell’Etna meridionale, i terrazzamenti garganici in Puglia. Tra i paesaggi caratterizzati dai muretti a secco, ma non terrazzati, gli oliveti delle Serre salentine, sempre in Puglia, i carrubeti dei campi chiusi dei Monti Iblei della Sicilia.

Non solo vigneti e uliveti

Che cosa sono i muri a secco?

Si cominciò ad adoperarli sistematicamente sia per proteggere le coltivazioni dai i pascoli abusivi, sia come mezzo di difesa del suolo nei terrazzamenti. Si sviluppò un’arte, tramandata da padre in figlio, chi per mestiere costruiva muretti a secco era detto paritaru.

Nel tempo i muretti hanno avuto una evoluzione e le funzioni che hanno svolto sono innumerevoli. Ci sono i muretti risalenti all’epoca dei messapi con una struttura a blocchi squadrati poggiati orizzontalmente, quelli patrizi che svolgevano il compito di delimitare tenute e poderi appartenuti a casati di gran nome, quelli del volgo, costruiti dallo stesso contadino a delimitazione della piccola proprietà chiamata chisùra.

Origini e adattamento del muretto a secco

All’altezza desiderata le due file di pietre vengono legate da lastre di pietra più grosse messe di taglio. Infine si chiudono le fessure delle facciate inserendovi a forza schegge e scaglie di pietra.

I muri a secco sono stati adoperati anche in difesa delle colture dagli agenti atmosferici, specie lungo il litorale marino. Un’altra funzione è quella dei muri che chiudono pochi metri quadrati di suolo, formando un recinto per gli animali ncurtatùru.

Un particolare tipo di muri a secco è il paralupi, veniva utilizzato principalmente nella recinzione del terreno circostante le masserie. La zona terminale del muro è costituita da un cordolo rialzato effettuato con grosse pietre piatte dette cappeddthi, che sporgono dal muro verso l’esterno, in modo da impedire agli animali selvatici di arrampicarsi e penetrare all’interno del recinto, originariamente venne ideato per difendersi dai lupi, da cui il nome.

    • Muri a secco di contenimento con testa a filo del piano d’uso. Si sviluppano con una altezza che è pari a quella del piano d’uso del terrazzamento.
    • Muri a secco di contenimento con testa che supera il piano d’uso. Si sviluppano con una altezza che è superiore al piano del terrazzamento. Quindi formano una sorta di recinzione del terrazzamento stesso. Essendo alti sono i più difficili da realizzarsi ma costituiscono una protezione per le coltivazioni dal vento e, cosa ben più importante, interrompere lo scorrimento dell’acqua a valle che può provocare dilavamento di terra e frane.

Essenzialmente i muri a secco sono destinati a due diversi utilizzi:

  • Metro;
  • Livella;

Utilizzo dei muri senza malte.

  • di consistente volume per assicurare il necessario peso alla struttura,
  • di forme il più possibile regolari al fine di assicurare, quando affiancate e sovrapposte, il maggior numero di contatti possibili (massimizzazione delle forze di attrito).

Le pietre impiegate devono essere:

I muri a secco sono costituiti da pietre disposte una sull’altra e tenute insieme senza l’ausilio di leganti. Questa tecnica costruttiva è antichissima ed è nata spontaneamente in tutti i paesi del mondo.Scopriamo quali sono i materiali utilizzati e come costruire, fai da te, un muro assemblato a secco.

  • Per recintare porzioni di terreno come possono essere viali e tratturi di campagna, giardini ed aiuole, poderi di campagna e fondi agricoli. Un utilizzo particolare, diffuso nell’antichità in Nord Africa e in molte zone del bacino del Mediterraneo, è per la realizzazione dei giardini arabi. Questi sono murature a secco circolari chiuse che recintano e proteggono alberi da frutta in località ventose, calde e prive di acqua. L’umidità che risale per capillarità dal terreno si condensa sulle pareti interne della costruzione creando un microclima fresco che consente agli alberi da frutta di prosperare anche in un ambiente ostile. Un esempio ancora attuale di tali strutture è fornito dai giardini arabi di Pantelleria.
  • Per sostenere e contenere terra riportata sia naturalmente che artificialmente. L’esempio più tipico di questo utilizzo è nei terrazzamenti o coltivazioni a terrazze di cui il nostro territorio collinare è particolarmente ricco. Ricordiamo che i terrazzamenti si ricavano scavando in piano il fianco di una collina e sono uno stratagemma utilizzato per rendere utilizzabili per l’agricoltura terreni con declivi elevati. Per poi impedire che lo sbancamento induca lo scivolamento a valle del terreno sovrastante, si erigono muri di contenimento che sono appunto i muri a secco.

Che cosa sono i muri a secco?

Tra le tecniche costruttive del passato ancora oggi assai diffuse e facili da ritrovare in giro per le nostre campagne c’è la realizzazione di muretti a secco (di confine, di divisione, di sostegno). Una tecnica rintracciabile in quasi tutte le tradizioni culturali del passato e che può essere considerata quale primo tentativo di modificare l’ambiente per la realizzazione di un semplice riparo o delimitare una qualsiasi superficie. Tutte le grandi culture del passato hanno fatto ricorso ai muri a secco, dai Greci ai Romani alle altre popolazioni del bacino mediterraneo fino alle culture del’Europa continentale, dell’America Latina (soprattutto in Perù), della Cina.

In Italia è possibile identificare diverse tipologie di muri a secco non solo per l’utilizzo che se ne fa ma anche per la tecnica che si utilizza per realizzarli, spesso diversa da regione a regione. Ed ogni regione sta cercando a suo modo di salvaguardare questo grande patrimonio.

In copertina: Singolare vista dei terrazzamenti delle Cinque Terre (Liguria).

Che cosa sono i muri a secco?

I prezzi dei muri a secco variano dai 40 ai 150 euro al metro quadrato. I muri a secco possono considerarsi una scelta sostenibile dal punto di vista ambientale, in quanto il presupposto fondamentale è che venga usata pietra locale, abbattendo i costi di trasporto e favorendo l’integrazione delle maestranze locali. La loro sostenibilità, poi, si protrae anche nel lungo termine, essendo soluzioni ottimali per opere di contenimento degli argini, protezione delle coltivazioni e mitigazione dei cedimenti in prossimità di pendenze e dislivelli significativi.

In merito alla loro funzione é stato anche specificato che con gli interventi di ripristino occorre impegnarsi a “rispettare l’originale tipologia costruttiva del muretto a secco senza apportare elementi estranei come reti, malta cementizia, ecc…”.

La tecnica di realizzazione di un muro a secco con struttura a spina di pesce.

Che cosa sono i muri a secco?

Banalmente, anche i muri realizzati per un bacino idrico artificiale sono strutture di contenimento, in quanto l’azione dell’acqua è assimilabile a quella del terreno e la funzione della struttura è proprio la stessa.

Il muro a mensola, invece, si realizza con il calcestruzzo armato che, grazie all’armatura, resiste maggiormente alle spinte laterali del terreno anche con uno spessore ridotto (anche 30 cm), da calcolare in base alle sollecitazioni a cui deve rispondere. Questo rende semplice capire perché, quasi sempre, si predilige questo tipo di struttura, che permette di risparmiare materiale, ma anche di ridurre i costi per la costruzione.-

In passato si usava spesso realizzare muri di contenimento in pietra a secco, senza superare determinate altezze, che avrebbero aumentato il rischio di ribaltamento.

Come si costruisce un muro di contenimento

Che cosa sono i muri a secco?

A seconda del funzionamento statico della struttura che si è scelto di realizzare, si possono distinguere principalmente due tipologie di murature di contenimento, ovvero il muro a gravità e il muro a mensola.

Costruiti per evitare che terreni scoscesi e scarpate franino sul terreno, i muri di sostegno e contenimento possono essere realizzati innanzitutto in cemento, ma anche in pietra e in legno per ragioni di estetica e arredo urbano.

I muri di contenimento possono essere costruiti con diverse tecniche e materiali, anche a seconda della località e delle verifiche di calcolo effettuate prima di procedere alla progettazione e costruzione del muro.

Un classico esempio sono i terrazzamenti che si trovano in molte regioni italiane, come la Liguria. Nel caso di forti sollecitazioni, il muro poteva anche essere costruito leggermente inclinato e le pietre venivano prima lavorate e sagomate per ottenere migliori prestazioni.

Che cosa sono i muri a secco?

  • muri di recinzione a secco: fungono da divisorio e creano una barriera tra uno spazio e l’altro. Hanno solitamente una forma a trapezio isoscele che aiuta la struttura ad essere più stabile.
  • muri di contenimento a secco o “contro terra”: svolgono la funzione di contenere un terreno sopraelevato, infatti vengono solitamente installati per trattenere il terreno in prossimità di un dislivello accentuato.

Ecco alcuni consigli degli esperti per la realizzazione di muretti a secco.

Esistono due tipi di muretti a secco:

Come si costruisce un muretto in pietra: un lavoro di “incastri”

La costruzione deve poi procedere a strati, fino al raggiungimento dell’altezza definitiva, mentre le pietre devono essere disposte in maniera da legare le fughe, evitando l’utilizzo di terriccio o materiale cementizio. Realizzare un muro a secco non è alla portata di tutti, soprattutto fa parte di una lunghissima tradizione che deve essere rispettata e mai improvvisata. Ecco perché importante rivolgersi a una ditta specializzata o a un professionista, perciò richiedi ora un preventivo su PG Casa.

Il muretto a secco è un’opera che richiede pazienza e un lavoro certosino, per riuscire a incastrare la pietra giusta nel posto più adeguato possibile. La solidità del muro è infatti legata all’incastro perfetto: le pietre, andando a combaciare, creano la stabilità strutturale per cui i muretti a secco sono così famosi da secoli.

Fin qui abbiamo capito come fare un muretto in pietra senza usare collanti per tenere insieme la struttura. Tuttavia una domanda sorge spontanea, quanto costa un muro a secco? Il prezzo dipende da alcuni fattori, tra cui il tipo di pietra utilizzata, infatti quella lavica costa il doppio rispetto ad esempio a una di tipo calcareo. Dopodiché bisogna considerare il tipo di struttura, ovvero se si tratta di un muro di recinzione o di contenimento: quest’ultimo può costare sui 150/170 euro al metro quadro, mentre il muretto di recinzione da 40 a 100 euro al metro quadro.

Per una struttura normale, invece, il prezzo del muro a secco può andare da 10 a 50 euro al metro quadro, in base al tipo di pietra impiegata.

I muretti in pietra sono talmente belli che l’UNESCO ha definito la loro costruzione un’arte, e nel 2018 sono diventati patrimonio dell’Umanità. I muretti a secco sono particolari costruzioni di muratura, realizzate senza l’ausilio di collante cementizio ma non per questo meno solidi, infatti grazie a tecniche antiche è possibile ottenere una struttura piuttosto robusta. In questo articolo abbiamo raccolto tutte le caratteristiche e le curiosità dei muri di pietra, in maniera da aiutarvi a capire il loro meccanismo e apprendere come fare un muro a secco.

I muri a secco sono destinati a due diversi utilizzi:

Pensare a un muro a secco significa considerarne pro e contro: un muro a secco ha infatti un costo superiore rispetto a un muro in cemento/malta, ma dura di più, richiede meno manutenzione e dal punto di vista estetico non c’è paragone: l’impatto architettonico di un muro a secco è incomparabile.

Dicesi muro a secco un tipo di muro costruito con blocchi di pietra senza utilizzare cemento, colla o malte per tenerli uniti. Da qui il nome “a secco”. Nel muro a secco, ogni singola pietra ha un motivo per essere in quel preciso punto.

In funzione dell’utilizzo potremmo avere:

  • muri a secco di pietre grezze;
  • muri a secco di pietre semilavorate. Sono adatte a realizzare muri che debbono contenere sforzi considerevoli.

La tecnica del muretto a secco riguarda la realizzazione di costruzioni con pietre posate una sull’altra senza l’utilizzo di altri materiali e di leganti (malta o cemento), se non un po’ di terra. La stabilità delle strutture è assicurata dall’attenta selezione e posizionamento dei sassi. Anche se le tecniche variano in base al terreno e alle diverse regioni, regola generale vuole che si scavi una trincea di fondazione pari all’intera lunghezza del muro che si vuole realizzare, in modo da creare una base che deve essere realizzata rigorosamente sempre a secco con le stesse pietre. La posa delle prime pietre deve essere fatta su uno strato di terreno che deve risultare il più possibile compatto e solido.

Come ha spiegato anche l’Unesco nelle sue motivazioni, i muretti a secco “svolgono un ruolo vitale nella prevenzione delle slavine, delle alluvioni, delle valanghe, nel combattere l’erosione e la desertificazione delle terre, migliorando la biodiversità e creando le migliori condizioni microclimatiche per l’agricoltura”.

Tutte le grandi culture del passato hanno fatto ricorso ai muri a secco, dai Greci ai Romani alle altre popolazioni del bacino mediterraneo fino alle culture del’Europa continentale, dell’America Latina (soprattutto in Perù) e della Cina. In Italia sono presenti da Nord a Sud: in Valtellina, nella Costiera amalfitana, a Pantelleria, nelle Cinque terre, in Salento e nella Valle d’Itria.

Custodisce il Dna del nostro paesaggio rurale. È uno dei primi esempi di manifattura umana, presente in quasi tutte le regioni italiane, sia per fini abitativi che agricoli, sempre realizzata in perfetta armonia con l’ambiente circostante, e per questo simbolo di una relazione armoniosa fra uomo e natura. Diversi concetti ma che possono essere ricompresi in un’unica parola: arte. Ed è proprio come forma di arte che l’Unesco il 28 novembre 2018 ha iscritto la pratica rurale dei muretti a secco nella lista degli elementi immateriali dichiarati Patrimonio dell’umanità.

Ecco cos’è questa tecnica antica e perché è stata premiata.

Dove è diffuso

Riconosciuta come forma d’arte dall’Unesco, che ha iscritto questa pratica rurale nel Patrimonio dell’umanità, è uno dei primi esempi di manifattura umana, sia per fini abitativi che agricoli. Utile a prevenire il dissesto idrogeologico, sta lentamente scomparendo

Tuttavia questa antica pratica sta scomparendo, per la mancanza di manodopera specializzata. Per questo sono nate diverse scuole sul territorio nazionale che cercano di preservarne la millenaria cultura artigiana. Un esempio si trova in Trentino.

La Scuola trentina della pietra a secco, istituita nel 2013 all’interno dell’Accademia della Montagna, è composta da un gruppo di lavoro che include diverse figure professionali – dal maestro artigiano al geometra, dall’architetto all’ingegnere.

Che cosa sono i muri a secco?

In un muro a secco di sostegno il lato posteriore del muro deve essere verticale per neutralizzare la pressione laterale della tarra umida: il montante posteriore della dima deve essere pertanto in squadra e quello anteriore inclinato verso la pendenza. Come sempre le dime devono essere due, una per ogni testata del muro.

Il secondo tipo è il muretto “contro terra” che ha delle funzioni contenitive e che segna un dislivello nel terreno. Come vedremo nella seconda parte dell’articolo questo tipo di muro a secco viene molto spesso utilizzato per realizzare aiuole sopraelevate rispetto al piano di campagna.

L’alternativa al cemento e alle pietre consiste nel ricorrere ai blocchi di calcestruzzo vibrocompresso per realizzare muri di contenimento prefabbricati di cui parliamo più sotto.

Muretto a secco di confine

Che cosa sono i muri a secco?

Un muretto a secco in giardino può recintare un’aiuola sopraelevata o abbellire e circondare il tronco di un’albero, le soluzioni sono molte ma quel che conta è la rusticità della muratura in pietra a secco che, col tempo, potrà anche arricchirsi della presenza di piante da roccia che vadano a riempire le fessure tra le pietre.

Una volta che avremo terminato il muro dovremo collegare le due facce dello stesso con delle grosse pietre piatte che andranno a chiudere la sommità proteggendo la struttura dalla pioggia. Sopra la striscia di chiusura si possono ulteriormente posare altre pietre di copertina che in molti casi vengono posate di costa e leggermente inclinate (come potete vedere nella foto di apertura di questo articolo) ma che possono anche essere posate, alternativamente, una in verticale e una di costa.

Per alzare il muro si parte ovviamente dalle testate usando blocchi perimetrali alternati a blocchi posati trasversalmente per sfalsare i giunti verticali a corsi alterni. Nel posare le pietre di testata si segue la sagoma della dima in modo che i lati comincino ad essere inclinati verso l’interno. Qui a sinistra possiamo vedere un esempio perfetto di testata realizzata seguendo questi criteri.

Se il muretto è basso può anche essere realizzato conferendogli delle linee curve che ne vadano ad “ammorbidire” l’aspetto.

Che cosa sono i muri a secco?

I muretti a secco rivestono una specifica funzione nel paesaggio e nell’ecosistema e costituiscono una importantissima nicchia ecologica.

Il muretto a secco, innalzato con le pietre tolte al terreno, oltre a delimitare i confini, assume un ruolo ambientale di rilevante importanza perchè rappresenta un vero e proprio “corridoio ecologico” che permette la veicolazione di una microfauna ricca di insetti, piccoli rettili ed anfibi che operano spontaneamente, in modo sinergico all’agricoltura umana, al mantenimento di un ambiente sano e privo di parassiti. Gli interstizi ne divengono dimora e nascondiglio.
I muretti a secco, con la vegetazione spontanea che cresce tra le pietre o a ridosso dei muri stessi, costituiscono un importante ecosistema. In loro corrispondenza si crea un microclima particolare, favorevole alle piante mediterranee che possono così, grazie alla maggiore disponibilità idrica, superare la crisi estiva.
Sono decisamente numerose le specie botaniche che crescono lungo i muri a secco. Si va dai più comuni rovi, ai cespugli di salvione giallo o di timo, ma troviamo anche il lentisco, il mirto, l’alaterno e la quercia spinosa. Ci sono poi la rosa di S. Giovanni, il prugnolo, la reseda alba e il finocchio comune con l’asparago pungente e numerose graminacee.
La ricchezza maggiore di specie botaniche si ha proprio tra le fessure delle pietre ricoperte da muschi e licheni, veri pionieri della complessa ed affascinante vita che pulsa nel muro a secco. Il substrato che si sviluppa dall’azione combinata dei licheni e dai muschi permette poi la nascita di altre piante superiori.

Che cosa sono i muri a secco?

Inoltre la presenza dei muretti a secco nelle zone aride aiuta non solo a combattere l’erosione del suolo ma riveste una importante funzione nella lotta alla desertificazione e salificazione del suolo . In diverse parti del mondo infatti la pietra è utilizzata, dalle culture che si sono dovute adattare a sopravvivere alla scarsità di acqua, come superficie di captazione dell’acqua. Non solo nelle aree della Cina, della Nuova Zelanda e dell’Africa e del Medio Oriente, ma anche nel mediterraneo, ad esempio nel sud di Spagna e Italia, si rinvengono strutture in muratura a secco che vengono costruite con appositi criteri per essere utilizzate come “collettori” dell’umidità dei venti che viene catturata e letteralmente spremuta grazie alla disposizione delle pietre posate a secco con larghi interstizi che fungono anche da superficie di condensa. In questo caso l’uomo non fa altro che assecondare un processo che accade naturalmente dalla notte dei tempi e che ha osservato e cercato di riprodurre.

La rugiada, infatti, compare naturalmente sul suolo e sulla vegetazione.

Dal punto di vista paesaggistico i muretti a secco rivestono una fondamentale importanza nella difesa del suolo, il muro a secco funziona come un grande filtro nel caso in cui venga impiegato per realizzare dei terrazzamenti che costituiscono un grande sistema regolatore delle acque che scorrono sulle pendici dei versanti. Il suo impiego per la costruzione di terrazzamenti è stata l’idea su cui si fonda la tecnica delle “briglie filtranti” in idraulica, con lo scopo di ridurre la pressione idrostatica.

Muretto a secco di confine ripristinato utilizzando il pietrame preesistente e nel rispetto della tipologia costruttiva originale

http://www.salentoviaggi.it/architettura/muretti_a_secco.htm
http://www.faidate360.com/Muri_a_secco.html
http://www.architetturaecosostenibile.it/architettura/del-paesaggio/muri-secco-tecniche-508
http://www.infobuild.it/approfondimenti/muri-contenimento-cosa-cosa-servono/

http://www.pgcasa.it/articoli/recinzioni/muretti-a-secco-cosa-sono-e-come-realizzarli__13946
http://www.barcore.it/8-it/pagine/13-muri-a-secco
http://tg24.sky.it/mondo/approfondimenti/muretti-a-secco-cosa-sono

http://www.faidatehobby.it/muratura/come-fare-un-muretto-a-secco.html
http://www.murettiasecco.com/muretti_a_secco_ecosistema_paesaggio/

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