Diario

…e qui finisce

Domenica, 31 maggio 2020

come stai? Oggi è il 31 maggio e un altro mese è passato senza che me ne accorgessi, o quasi. Tra un po’ la scuola finisce quindi puoi immaginare quanto intense siano state queste settimane, diciamo che ho passato molti giorni a studiare, senza però togliere del tempo ai miei amici o parenti.

Questa settimana, per la prima volta dopo tanto, sono andata a fare la spesa, e devo dire che mi sono ormai abituata a vedere le persone che indossano una mascherina, anzi mi fa strano vedere che, nonostante tutto, alcuni non la portano. Mi sono anche abituata al fatto che dobbiamo mantenere le distanze, l’altra sera, come ogni venerdì, stavo guardando uno dei miei talent show preferiti e siccome le puntate sono in diretta, tutti i partecipanti devono mantenere le distanze e anche i quadri, le coreografie e tutto il resto sono ideati per farsi che ciò avvenga; a un certo punto hanno fatto vedere un filmato che rappresentava il percorso di uno dei partecipanti e la cosa che ho subito notato è la quantità di pubblico presente quando questo programma è partito, posso dire che quello mi ha dato una strana sensazione, sento che i tempi in cui potevamo stare tutti attaccati sono davvero lontani, è come se non fossi più abituata a vedere così tante persone in un unico luogo, mi sembra incredibile che le persone prima si potessero abbracciare, toccare o tenersi la mano davanti a tutti senza alcun problema. È come se stare distanti fosse la nuova normalità.

Nel frattempo l’utilizzo di mascherine e guanti usa e getta sta provocando gravi danni all’ambiente, infatti molti di questi vengono gettati per terra come se niente fosse e secondo alcune stime entro la fine dell’anno provocheranno circa 440 mila tonnellate di rifiuti, nonostante durante il lockdown ci fossero stati dei significativi miglioramenti sulla qualità dell’aria che respiriamo e sull’inquinamento, questo provocherà una vera e propria catastrofe naturale.

Vorrei parlarti anche dell’episodio di George Floyd, ma credo che non ci siano abbastanza parole nè per descrivere quello che è successo né per esprimere l’odio che provo nei confronti Derek Chauvin, meno male che questa quarantena doveva renderci persone migliori!

Ora ti lascio, ci sentiamo.

come va? È già passata un’altra settimana, il tempo è volato in questi mesi. Questa settimana è stata molto impegnativa, abbiamo avuto due verifiche e due interrogazioni.

Adesso mancano pochi giorni alla fine della scuola e poi siamo in vacanza. Quest’anno è molto diverso dagli altri, non provo quella sensazione che di solito si prova verso la fine della scuola, non mi sembra nemmeno vero

che manchi solo una settimana e un po’ mi dispiace. Gli ultimi giorni sono sempre i più belli e non poterli passare a scuola tutti insieme è triste.

Comunque questa settimana oltre a studiare per le verifiche, sono anche uscita con le mie amiche. È bello poter di nuovo uscire e rivedere tutti. È come se fossimo di nuovo liberi, è come se ci avessero ridato una parte di normalità. Ovviamente non è tornato tutto alla normalità perché bisogna indossare la mascherina per uscire e mantenere le distanze, ma un passo alla volta.

Adesso i paesi, le città stanno ricominciando a prendere vita, il mondo sta riprendendo piano piano a vivere…

Diario ai tempi del corona virus

Asolo, 31 maggio 2020

due sole parole: che strano.

Tra sei giorni finisce la scuola ma ormai il classico conto alla rovescia non ha più cosi tanta importanza.

Devo dire che non è stato un anno facile, e siamo meno di metà

Scolasticamente parlando credo di aver affrontato una delle sfide più grandi. Convivere con i propri problemi personali e gestire la propria carriera scolastica non è stato facile. Sono diverse le persone che conosco che non ce l’hanno fatta.

Non è facile pensare a tutto quello che è cambiato negli ultimi mesi. Non è facile pensare a tutto quello che abbiamo vissuto senza che mi venga la pelle d’oca.

Oggi credo sia l’ultima volta che ci sentiremo, tu che mi hai sopportato nei miei giorni più duri in questa situazione così surreale e allo stesso così vera.

Oggi voglio parlarti di una delle cose alla quale credo che dedicherò tutta la mia vita. Oggi ti parlo della società in cui viviamo. Tu ovviamente non lo puoi sapere quindi te lo spiego io.

In america, il continente della libertà, oggi come cento anni fa sono all’ordine del giorno episodi molto spiacevoli a sfondo razziale. Il razzismo è qualsiasi forma di odio e di repressione verso il “diverso” verso la “razza” diversa da quella di appartenenza. Ci si dimentica spesso che in realtà di razza ne esiste solo una, quella umana. Al massimo possiamo definire etnie diverse, ma vabbè

In america il corpo di polizia, con più episodi, ha dimostrato abuso di potere e forza verso persone nere. È stato facile negli anni insabbiare gli episodi di violenza che si sono tramutati in veri e propri omicidi. La cosa più triste è che probabilmente questi episodi verrano fermati solo grazie alle protese globali che sono in atto. È triste che un intero pianeta debba ribellarsi per avere giustizia. È triste ma allo stesso tempo commovente. Potrei stare qui a rattristirmi si, ma sono qui felice che finalmente tutto il mondo si batte per una causa che ha bisogno di essere vinta.

Sono sempre crescita in un ambiente familiare in cui il colore della pelle non è mai stato oggetto di discriminazione. Sono cresciuta in ciò che deve essere la normalità.

Spero che negli anni che si succederanno io possa sempre di più mantenere questa mia posizione riguardo al prossimo.

Nel bel mezzo di questa pandemia sono diverse le cose che sono successe ma sono felice di essermi sempre creata la mia posizione su ciò che mi succedeva intorno.

La libertà di espressione è forse la cosa di cui oggi sono più grata.

Caro diario, sei stato il mio braccio destro questi mesi. Non so come avrei fatto senza di te.

Non so come mi abituerò a questa estate strana che mi aspetta. L’unica certezza che ho è la consapevolezza di chi sono e di quanto valgo.

Ad oggi i contagiati sono 233 mila.

Montebelluna, 31/05/2020
Caro diario, sono stati segnalati 355 nuovi positivi. Le persone sottoposte al test e attualmente positive al virus sono 42.075 cioè 1.616 assistiti in meno rispetto a quelli segnalati ieri. I morti sono 33.415, sono invece 157.507 le persone guarite o dimesse dagli ospedali dall’inizio dell’emergenza.
Le persone che hanno contratto il virus dall’inizio dell’epidemia sono 233.019.
Caro diario, ormai è finita la scuola, manca una settimana.
Questo è stato un anno veramente ambiguo. Sono successe così tante cose che non mi sono neanche resa conto sia finito tutto. Non mi sono accorta di aver finito la quarta.
Di solito quando finisce un anno scolastico penso a tutte le esperienze che ho fatto, ai nuovi amici che ho conosciuto, ai momenti passati in classe, ai viaggi che ho fatto. Quest’anno purtroppo ho poche cose positive a cui pensare.
Riguardo al coronavirus, sembra che ne stiamo uscendo. I casi sono nettamente diminuiti, alcune regioni non ne hanno più. Di conseguenza, le restrizioni sono meno ferree: ho potuto rivedere i miei amici, sono andata a cena fuori, ho rivisto dei compagni per studiare insieme, sono andata a fare un giro in centro, sono andata in montagna. Ho tanta voglia di libertà.
Spero con tutto il cuore che la situazione continui a migliorare, che non ci siano più morti e che una volta per tutte riusciamo ad uscirne.
L’unica cosa a cui voglio pensare ora è di passare una bella estate, stare con le persone a cui voglio bene, recuperare tutto ciò che non ho fatto in questi mesi e tornare a sorridere.

Domenica, ore 23:00

oggi è stata una giornata bellissima, ho fatto un grandissimo e bellissimo giro in vespa con mia morosa. Finalmente mi sono praticamente liberato da tutti i miei impegni scolastici (verifiche, interrogazioni e compiti) e posso divertirmi a mente sgombra.

Ormai anche questo virus sembra stia demordendo, i contagi sono drasticamente diminuiti, ne sono molto felice. Speriamo continui così, e che a settembre si possa tornare sui banchi di scuola tutti insieme. Questa settimana nel complesso è andata molto, molto bene anche per quando riguarda i miei ultimi risultati scolastici. Questa sembra essere la penultima volta che ci sentiamo, scriverti questa frase a dirti la verità mi sta provocando un senso di malinconia. L’estate è sempre più vicinaaa . Che bello sono stra felice. Allora vediamo di cosa potrei raccontarti…… ah ecco! Vorrei parlarti un po di oggi. Allora sono andato a prendere mia morosa, sta mattina sul prestino, e siamo partiti da Asolo alla volta dell’Osteria senz’Oste, davvero tutto buono ciò che abbiamo mangiato. Poi siamo andati al Piave, e siamo stati lì tutto il pomeriggio, la sera l’abbiamo passata ad Asolo, tra un gelato e l’altro. Sono stato davvero bene oggi !! Anche se ho fatto quasi 75 km, molto stancante, non sono nemmeno io il perché di così tanta strada, anche se tra abbiamo fatto diversi giretti tra le campagne.

In ogni caso sarà importante anche quest’ultima settimana di scuola, e in quanto tale non va sottovalutata, perciò da mercoledì a sabato ci dovrà esserci tutto il mio impegno! Ora credo che andrò a dormire, ci sentiamo la settimana prossima per i saluti e le miei ultimi considerazioni !! Buonanotte, alla prossima!

Pederobba, 31 Maggio 2020

Quest’oggi credo che mi dilungherò molto, e non solo perché ho tante cose da dirti, ma perché credo che questo sarà il nostro ultimo appuntamento, l’ultimo incontro, e voglio salutarti a dovere. Per ringraziarti come meriti dovrei scrivere anche molto più di quanto ho in mente, ma le parole non esprimeranno mai appieno quello che il cuore prova, quello che nello stomaco farfuglia, quello che per la mente passa, ma io in ogni caso ci proverò. Hermann Hesse, nel romanzo con cui ho iniziato a vedere la lettura da un altro punto di vista (“il lupo della steppa”), diceva che “ciò che è tesoro e saggezza d’un uomo suona sempre un po’ sciocco alle orecchie degli altri” e così sarà anche questa volta, ma non per questo voglio rinunciare a ciò, credo che sarebbe triste per entrambi. Tu ti starai chiedendo perché dovrei dirti addio, sappi che non è solo perché sta per finire la scuola, per me non sei mai stato un dovere scolastico, eri una parte della mia vita e, come già molte volte ti ho detto, eri una parte molto importante. In mezzo alla burrasca mi tenevi saldo, con i piedi per terra. Durante quella che sembrava la fine del mondo, tu eri una bolla che mi proteggeva, che mi elevava, una cura per tenere salda la mia mente malata che stava per perdere ogni cognizione. No, non è per questo che voglio dirti addio, che alla fine potrebbe anche trasformarsi in un arrivederci. Come tu stesso ti sei accorto, è un po’ che non ti parlo più del contagio, ti parlo solo di cambiamenti, di ritorni alla normalità, processo che ormai pare stia giungendo a compimento; dopo tre mesi siamo giunti alla fine del tunnel, dopo aver toccato il fondo, siamo risaliti. Tu sei stato con me nei momenti più tetri, eri la luce nell’oscurità che mi faceva superare la paura del buio e mi faceva dormire sereno la notte. Ma credo che quel me spaventato abbia ceduto il posto a un nuovo me. Dopo avermi tenuto per mano è giunto il momento di lasciarmi andare, di farmi camminare da solo.

Il sole è sorto di nuovo.

Questo è il reale motivo del nostro addio, alla fine entrambi sapevamo che prima o poi saremmo giunti a questo punto, ma non mi scorderò di te, di questo puoi essere certo, credo di essere maturato durante questo percorso, ma questo dovresti giudicarlo tu e non io, chi sono io per giudicare me stesso? Gli addii sono sempre tristi, sembra di strapparsi via una propria parte, ma quanto sto strappando continuerò sempre a portarmelo appresso. E chi lo sa cosa ci riserva la vita? Potrei sprofondare di nuovo e in quel caso ritornare. Che opportunista, solo quando ne necessito torno da te, torno a tirarti pugni come a un sacco da boxe, e tu zitto incassi tutto quello che ti ho riservato, accetti tutto l’odio e l’ira che su di te getto. La cosa che più di tutte apprezzo di te è che non sei umano, noi umani siamo creature strane, incomprensibili, e come vuoi che possa essere una creatura che non riesce a comprendere sé stessa? Apprezzo questo perché a una persona mai riuscirei a dire quello che confesso a te, perché una persona non mi ascolterebbe, la mia voce soffocata non verrebbe nemmeno udita. Forse tu sei un tramite, un mio gergo per dire tutto quello che dal vivo, a una persona, non direi. Tu sei il mio strumento per sfogare la delusione che mi porto appresso, il vuoto, per denunciare cosa non va in questo mondo, pur essendo solo uno sciagurato ragazzino di diciassette anni, non mi giudichi. Ma perché poi un ragazzino non dovrebbe vedere cosa c’è che non va? Cos’hanno i suoi occhi per non vederlo? Gli errori sono visibili da chiunque, la miseria ancora di più, e forse questo maggiormente nei ragazzi che osservano questo mondo con occhi diversi, che lo studiano pur non sapendolo, che vorrebbero cambiare tutto, ma loro non possono. Ormai ci vogliono anche privare di sognare, ci vogliono affievolire la fiamma prima ancora che si accenda, tutto appare impossibile da cambiare come se stessimo vivendo secondo un ordine celeste, ma io qui di celeste non vedo niente. Perché dovremmo proseguire la strada da loro intrapresa se è sbagliata, perché molti di noi si stanno perdendo? La società si frantuma, i miei coetanei pensano di essere ancora bambini, forse credono che questa vita sia un gioco e a quest’età ancora non hanno aperto gli occhi alla realtà, una realtà in cui nulla quadra, ma loro avvolti da una splendida cupola sembrano essere immuni. Non riesco ad immaginarmi nessuno di loro tra un paio d’anni, non so quale contributo possano dare, anzi possiamo dare a questa società che nuotando tra gli agi sta annegando e sprofondando nella miseria. Tu sei la mia voce, una voce che non sentirà nessuno, ma che comunque, come il diario di Winston in 1984, fin quando continuerò a proclamare queste verità, creerò un filone con altre genti. Ma chi sono io dopo tutto per giudicare i miei coetanei? Spesso mi sembra quasi di venire da un’epoca diversa e di vedere il presente come un’assurdità, come una finzione, ma io sono sulla stessa barca e calerò a picco assieme a tutti gli altri. Perché l’istruzione non sta rendendo le persone veramente più istruite per fronteggiare questo mondo come si dovrebbe? Non lo so, posso tentare a dare una risposta, ma credo che non ne esista una vera e propria. La vita scolastica viene vista da ogni persona come un qualcosa di separato dalla vita reale e concreta, i ragazzi studiano quelle nozioni per crearsi un futuro migliore senza però capire a cosa potrebbero servire, le apprendono perché imposte, senza trovarne un’utilità. La scuola appare un mondo a sé stante, quello che lì viene insegnato continua a rimanere tra quelle mura, appena usciti è come se non avessero fatto nulla, ecco perché si ritrovano con un diploma ma non sanno cosa farsene. Hanno molte nozioni in testa, ma tutte scollegate, riordinate bene in alcune cassettine che non gli permettono di mescolarsi e regalare una vista d’insieme, e inveiscono contro la scuola proclamando la sua inutilità, ma è ovvio che quando non si sa che uso farne appaia inutile. Ecco perché in un epoca in cui l’istruzione è più accessibile che mai, i risultati appaiono discreti e i bisogni sono in continuo aumento. A questo va ad aggiungersi che quando una cosa è talmente accessibile tendiamo a non valorizzarla, ma questo influisce in scala comunque minore. Forse mi sto dilungato un po’ troppo in questa visione universale, dovrei iniziare a narrarti la mia settimana, l’ultima settimana, ed è quello che farò ora. Inizierò proprio da lunedì, un giorno nero che ha indignato molte persone, me compreso. In questo fatidico giorno, a Minneapolis, negli Stati Uniti, un agente di polizia ha ucciso un uomo di carnagione scura, George Floyd, bloccandogli le vie respiratorie con il ginocchio, il video in cui è immortalata questa drammatica scena sta facendo il giro del mondo e viene ormai ripostato da chiunque. Mostra un odio razziale che pare non aver fine, l’ultimo di innumerevoli atti di questa matrice. Chi dovrebbe proteggerci ci uccide, e a molti è saltato in mente all’inizio che fosse un criminale, ma anche se fosse stato tale, che differenza avrebbe fatto? Chi è un poliziotto per decidere, mediante libero arbitrio, chi deve vivere e chi no? Se così fosse non avrebbero motivo di esistere i tribunali, ma loro non hanno questo potere di decisione. Avrà mai fine quest’odio razziale? Mi piacerebbe dire di si, ma purtroppo mi vedo costretto, di fronte a tali fatti, a rispondere negativamente a questa domanda. E non solo per questi atti, ma per un’altra serie di motivi. Porrò alla tua attenzione solo uno di questi motivi, che a parer mio è il più importante. Sto vedendo aumentare sempre di più il consenso nei confronti di persone che incitano all’odio, che prendono delle posizioni razziste, che chiudono le strade all’immigrazione, e questo può significare solo che la gente ha queste stesse ideologie, supporta queste idee che non dovrebbero nemmeno passare per la testa delle persone, meno che meno in un mondo globalizzato come quello che si sta formando ai giorni d’oggi. Ma se da una parte c’è quello che ho appena scritto, dall’altra continuo ad affermare che la forza della popolazione può capovolgere la situazione, la voce, il grido del popolo è l’unica salvezza a tali fenomeni. Dopo questo crimine un’intera città è insorta per condannare l’atto, per far capire che loro non potevano stare indifferenti di fronte a tali follie, che loro non le potevano tollerare. Per quanto aggressiva possa essere questa protesta, mi fa gioire, alimenta la speranza che porto in cuore che un giorno questi pregiudizi saranno scomparsi. Tutto il mondo, scandalizzato, ha mandato dei chiari messaggi, condannando quest’evento, anche qui in Italia, ad esempio, i social sono colmi di insulti e critiche rivolte agli Stati Uniti, come io credo debba essere, ma mi sorge in ogni caso spontanea una domanda. Noi da questa parte dell’oceano, siamo veramente migliori di loro? Possiamo permetterci tali critiche? Qui non avviene che le forze dell’ordine attuino simili discriminazioni, ma noi non siamo assolutamente migliori. Pensa, tutti ripugnati da tale atto, e le persone nemmeno si rendono conto della propria incoerenza; come può una persona che lascerebbe annegare gli immigrati, condannare quest’atto? Converrai con me che questo è un paradosso, eppure è esattamente quello che sta accadendo. Uomini che sperano che tutti gli immigrati anneghino con i loro barconi: uomini, donne, anziani, bambini, tutti; che tutti loro rimangano a soffrire nei loro paesi o che allora anneghino e sfamino i pesci del Mediterraneo, condannano quest’atto. Mi fa pensare che tutto questo sia una finta per mostrarsi solidali, condividono un messaggio che non portano nel proprio cuore, i finti buonisti della nostra era. Io ora non vorrei entrare in meriti o colpe politiche, ma non posso fare a meno di citare uno slogan prettamente discriminatorio come “prima gli italiani”: in un mondo sempre più globalizzato e che si rimpicciolisce ogni giorno di più, dovremmo diventare più coesi eppure ci stiamo frammentando fino a sgretolarci, per poi sparire del tutto. Ecco a cosa puntiamo: all’autodistruzione. Io spero che il mondo non sia come io l’ho raffigurato e spero che quest’assassinio abbia scosso e risvegliato quella poca umanità rimasta nei nostri cuori. Anche qui vorrei dilungarmi molto di più ma l’argomento è molto complesso e delicato e comunque dovrei passare oltre, perché ci sono altri argomenti che ci tengo a portare. Sai che ho scoperto che le gioie alla fine giungono per rattristirmi? Tu starai pensando che sia impossibile, eppure è proprio così. Questa settimana, giovedì sera di preciso, ho scoperto di aver vinto il concorso di economia di Trento, di cui ti ho già parlato. Mi è veramente difficile spiegarti il miscuglio di emozioni che mi ha invaso in quel momento, non potevo credere a ciò che vedevo, mi pareva impossibile, io che volevo mollare tutto… Il cuore batteva come non mai, le gambe hanno iniziato a formicolare, il respiro a diventare affannoso, sentivo la gioia dei miei amici che in quel momento erano con me, la loro euforia, e io completamente perso, incredulo, non riuscivo a raccogliere i pensieri, non poteva essere vero. Ho passato dieci minuti buoni a ripetermi che era tutto reale per capacitarmene sul serio, ridevo ma allo stesso tempo mi veniva da piangere, mi coprivo il volto con le mani mentre ridevo di un riso strano, mi portavo le mani alla testa e respiravo profondamente; hai capito che le mie emozioni durante la quarantena sono proprio impazzite. Quando sono tornato a casa mi sono ritrovato inondano di messaggi dai ragazzi che avevano partecipato, erano veramente contenti per me, e credo che non esista cosa più bella e più pura, e che dimostri un cuore nobile, che gioire per le vittorie degli altri, già qui il mio cuore ha iniziato a straziare. Ero contentissimo ed eccitato, ma io non mi merito tutti quegli elogi. Ho capito subito e chiaramente che loro sono migliori di me, che sono senza ombra di dubbio superiori a me, al mio animo assetato e corrotto, io non mi meritavo nulla di ciò. Il giorno dopo ho visto la soddisfazione negli occhi dei miei genitori, la cosa più importante, a me basta solo che loro siano contenti e, questo è il mio obiettivo, non voglio nient’altro da questa vita se non renderli felici, è il minimo con tutto quello che hanno sofferto. Il mio cuore era colmo di lacrime che doveva versare, e da lì a poco è giunta la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Quando i miei nonni sono venuti a conoscenza di ciò, si sono commossi, mio nonno, con il suo cuore forte, ha iniziato a versare lacrime, quello è stato il momento più toccante, chi sono io per meritarmi le loro lacrime? Io non sono nessuno, assolutamente nessuno, e non merito nemmeno una sola lacrima, non valgo quanto una lacrima che solca le loro guance, non dovrebbero commuoversi per un’infima creatura come me… Capisci ora perché ti dico che le gioie mi rattristano? Nemmeno io riesco a capire il meccanismo, eppure quando vedo quanto le persone tengono a me, quando mi balenano alla mente certi ricordi, quando penso alle sofferenze dei miei genitori e dei miei nonni, quando vedo quante speranze ripongono in me, mi si riempiono gli occhi di lacrime. E io che cerco sempre di contenermi, di evitare gli eccessi, di mantenere un aria possiamo dire un più posata (come se ce ne fosse bisogno), che davanti a loro cercavo di minimizzare la cosa (anche perché forse, comunque, non è nemmeno un traguardo così grande), non appena mi sono ritirato da solo mi sono messo a piangere come un bambino, senza capire il perché. Le lacrime hanno iniziato a scendere incontrollate, perché facevano tutto questo per me, perché tutti gioivano? Non riuscivo a capire nulla di ciò e cercavo di soffocare le lacrime, loro sono tutti migliori ma mi elogiano, io non lo merito, sul serio. Quando mi ritiro solo esce questa mia parte, una parte ancora incomprensibile che probabilmente non vedrà mai nessuno, soppressa dal me scontroso che appare davanti agli altri, ma in quegli istanti il mio cuore stava lacerando e non capivo il perché. In ogni caso sono veramente contento e soddisfatto di questo risultato che mai avrei pensato di ottenere, è stata davvero una sorpresa. Intanto mentre scrivo ho pensato che ora ti do tranquillamente del tu, prima pensavo di aver perso il senno, ora mi pare normale. Voglio raccontarti solo un ultimo fatto, anche se ormai è tardissimo, poi ti saluto. Oggi, è un anno dalla morte di mio cugino, che ha lasciato questo mondo a soli ventotto anni, in un modo molto crudele. Ha scoperto di avere un tumore, e solo tre settimane dopo, senza nemmeno mai essere uscito dall’ospedale, è passato a miglior vita. Ancora fatico a dire queste parole, dopo un anno da questo avvenimento. Aveva appena comprato casa, si era affaccendato a ripararla e renderla nuova, si era fidanzato e già progettava di sposarsi, ma cosa valgono i nostri progetti per la divina provvidenza? Nulla. Mia zia, ancora non si è ripresa, io non ero ancora mai entrato in casa sua, fatta nuova ma che mai ha utilizzato, e ieri mi ha portato a vederla. Mai avevo provato una sensazione così brutta, entrare in una casa di un tuo caro, che non c’è più, vedere le sue foto per la casa, vedere tutto arredato, tutto concluso, tutto così bello, ma lui non c’è più. Vedi lui in ogni singolo oggetto, vedi i fiori e la sua foto e pensi che sia solo partito per un viaggio e che debba tornar… suo fratello mi illustrava i progetti che aveva in mente, sotto voleva fare una bella taverna, metterci un tavolo da biliardo, aveva ancora tante idee, tanta voglia di vivere… ma oggi, è un anno che se n’è andato, che ha preso questo viaggio, è lì che ci attende, è lì e ha scoperto una verità che noi non conosciamo e che continuiamo a temere. Vede noi che piangiamo al suo ricordo, io soffrirei molto nel vedere ciò, se da lì dovesse vedersi qualcosa. La sua dimora terrena è qui eppure lui ormai non ne ha bisogno, e noi ci preoccupiamo di questa. Lascia così profondo il segno della sua scomparsa che l’entrarci mi devasta. E come si può fare a non credere a un altro mondo dopo un simile fatto? Possibile che lui se ne sia andato e che mai più lo rivedremo? Nemmeno ho potuto salutarlo. No, un altro mondo deve per forza esistere, i legami che si creano qui non possono venir spezzati per non ricucirsi di nuovo, non possiamo non collocare da qualche parte queste tenere creature, vogliamo rivederle. Che mente limitata che abbiamo noi, non riusciamo a dare risposte a niente e sperduti, in quella che chiamiamo vita, soffriamo la nostra ignoranza. Ci affaccendiamo in questo mondo, ma non siamo nessuno, siamo precari. Un anno…

Non riesco a proseguire oltre con questo argomento, mi strazia, quindi passo direttamente ai saluti, dopo tutto questo tempo ti dico addio. Hai creato un uomo che sa ciò che vuole, quindi puoi lasciarmi andare senza timori, ti rassicuro addirittura, eh? È stato un percorso in cui mi hai aiutato molto, in cui sei stata la mia salvezza, quindi più che concludere dicendoti addio, voglio dirti:

…24 maggio

Domenica, 24 maggio 2020

come stai? Un’altra settimana è passata e la fine della scuola si avvicina, questo vuol dire che ho veramente poco tempo libero, ma nonostante questo sono riuscita ad andare a trovare le mie amiche e la sensazione che ho provato è stata simile a quella della scorsa settimana. Mi sono veramente sentita libera e spero di provare questa sensazione ancora per molto.

Finalmente siamo più liberi di uscire, ma comunque ci sono state imposte delle regole da seguire che, però, le persone sembrano non capire, infatti questo primo weekend di apertura ha portato alcuni sindaci a stabilire nuove restrizioni perché le vie e le piazze hanno cominciato a riempirsi decisamente troppo e senza il rispetto delle regole. Ma le vie e le piazze non sono le uniche ad aver avuto un così grande afflusso di gente, anche le spiagge, infatti, sono piene di persone, con ombrelloni assolutamente troppo vicini tra di loro. Ma cosa importa? Ci hanno lasciati uscire, allora abbiamo il dovere di comportarci senza un minimo di responsabilità, tanto il virus non c’è più. Ecco questo è il pensiero delle persone, non per essere bacchettona, ma vorrei ricordare a questi supereroi che, purtroppo, non è così e che ci vuole veramente poco a ritornare a tre settimane fa, o peggio, e se andiamo avanti così l’estate ce la passiamo sul divano di casa, anziché su uno sdraio in una bella spiaggia della Puglia o della Sardegna. Ma a noi cosa interessa, l’importante è che io sia riuscito/a ad andare a fare un giro con tutti i miei amici, magari pure senza mascherina.

In tutto ciò il virus ha cominciato a svilupparsi anche nei paesi e continenti più poveri del pianeta, ma nessuno sembra preoccuparsi più di tanto. Tra l’altro, la velocità di espansione è decisamente superiore a quella raggiunta a Bergamo, Madrid o New York, quattro giorni fa c’è stato il maggior numero di nuovi casi dall’inizio della pandemia, soltanto in Brasile ci sono stati più di 20000 nuovi contagi per non parlare di India e Bangladesh. Era facile dire all’inizio che siamo un mondo unito, che combatteremo tutti insieme questo virus, ma cosa si sta facendo adesso per aiutare? Assolutamente niente, fortunatamente abbiamo ospedali Covid vuoti, ma guai a donare mezzo respiratore a paesi che seppelliscono migliaia di cadaveri al giorno. I paesi africani non hanno nemmeno gli ospedali, o se li hanno sono inefficienti, figuriamoci se possono avere mascherina o addirittura tamponi. Eravamo tutti felici di essere aiutati, ma dov’è finita la solidarietà? Boh, io non lo so.

Ora ti devo proprio lasciare, ma ci sentiamo presto 🙂

Diario ai tempi del virus – 2020

Domenica 24 maggio

finalmente un po’ di normalità! Dopo più di due mesi ho potuto rivedere le mie amiche, mi erano mancate veramente tanto.

Appena finirà la scuola tornerò a rivederle spesso come una volta, ma ora sono un po’ bloccata. Questa è praticamente l’ultima settimana di fuoco che mi spetta, ho verifiche e interrogazioni a non finire. Poi potrò godermi le giornate e spero anche l’estate.

Dico spero perché questa settimana ho visto un po’ di cose che non mi hanno entusiasmato molto, i bar per esempio erano pieni già da lunedì e non sempre rispettando le norme previste. Infatti ho sentito di un bar vicino a me che lunedì è stato riempito di multe. Io non sono ancora uscita in quel senso, non sono ancora andata in bar o ristoranti, perché ammetto di non sentirmela ancora. Ho un po’ di paura, se penso al fatto di stare seduta in un posto dove la gente mi è vicina e senza mascherina, come in alcuni bar in questi giorni, mi viene ansia. Preferisco aspettare ancora un po’, non ho fretta.

Molti poi pensano che di sto passo torneremo a breve nella fase 1, al pensiero mi innervosisco subito, non sopporterei vedere un’estate sprecarsi così.

sembra già estate. Anche se la settimana che mi aspetta è piena di impegni scolastici, so che questo è l’ultimo sforzo e che poi ci sarà una pausa meritata. Oggi, per la prima volta ho rivisto i miei amici, siamo andati a camminare, che bella giornata che ho trascorso. Inutile che ti racconti quanta gente c’è in giro, tantissima. I bar ricominciano a riempirsi di persone e non so quanto sia positivo. Così facendo si potrebbe peggiorare la situazione, sarebbe un vero peccato.

Da un lato posso confermare che, stare sempre a casa non è stato facile e sapere che ora ci si può ritrovare e andare in giro, si risveglia in noi quella voglia di normalità. Sarà l’aria dell’estate, il sole, i contagi che diminuiscono, gli amici che ti chiamano, chissà. Non posso biasimare le persone. Tutti abbiamo bisogno di uscire e renderci conto di cosa possa per tornare alla normalità. Sono contenta di aver trascorso la giornata di oggi con persone care, che soprattutto non vedevo da tempo, tanto tempo. Nell’arco della settimana appena finita, ho sempre studiato e ho dato tutta me stessa per ottenere buoni risultati, però ora ho proprio bisogno di una pausa. Io ti saluto, ci sentiamo la prossima settimana, magari con qualche dettaglio in più!

Diario ai tempi del coronavirus

Asolo, 24 maggio 2020

che settimana intensa!

Questa settimana sono successe tantissime cose, per esempio per la prima volta sono uscita (per motivi medici ma vabbè) e devo dire che è stato strano. Sono dovuta andare a padova e fidati, che sensazione strana.

Le restrizioni oramai non ci sono più, molti locali hanno aperto e le uniche condizioni sono il distanziamento sociale, le mascherine i guanti. Penso che anche se non fossero obbligatori li metterei lo stesso per uscire.

Sta per finire l’anno scolastico e mai come quest’anno ho desiderato che finisse il più in fretta possibile. Il 29 dovrei fare l’ultimo compito e fidati, non vedo l’ora arrivi quel giorno.

Ci sono professori che nel periodo 27 febbraio – oggi hanno cinque voti. CINQUEE.

Sinceramente ti ho già detto che ho sempre studiato per me stessa e non per i voti, ma fidati non è facile studiare con questa modalità e con così tante pretese. Certamente mantenere l’istruzione è un nostro diritto e un nostro dovere ma con alcune modalità non mi sono trovata bene.

Probabilmente inizierò la quinta da casa, chi lo sa.

Si prospetta una settimana molto intesta, ad oggi i contagiati sono 229858.

Domenica 24 maggio 2020

eccoci ancora qua, dopo una settimana. Questa settimana hanno aperto parrucchieri, estetiste, bar e ristoranti. Sono felice che abbiano riaperto, ma mi sembra ancora prematuro. Un mesetto fa ti avevo scritto un elenco di date con le rispettive riaperture, beh possiamo dire che solo alcune date per ora sono state rispettate: la riapertura delle strade per visita ai congiunti, l’eliminazione delle autocertificazioni e la riapertura dei bar e ristoranti.

La riapertura di parrucchiere ed estetiste era inizialmente prevista per il 25 maggio, poi la hanno rinviata al 1 giugno, ed infine ora il 18 maggio hanno riaperto (ogni regione decideva autonomamente se riaprirle o no, ma praticamente tutta Italia le ha riaperte). Questo continuo cambio di date non mi è piaciuto perché sembra che non sia una cosa seria. Se si decide una data, bisogna rispettarla anche se i contagi stanno diminuendo. Non bisogna subito cantare vittoria e riaprire tutto.

Quando Conte, durante una conferenza, ha detto “ci affidiamo alle mani degli italiani” non ha tenuto presente che molti italiani sono irresponsabili. Inutile dire che durante questa settimana, specialmente venerdì, sabato e oggi i bar sono stati presi d’assalto. La movida è tornata alla normalità in tutta Italia. Immagini e video di giovani tutti ammucchiati fuori dal bar che ridono e scherzano senza mascherina. I carabinieri che girano, ma non a tutti fanno la multa.

Anche io sono uscita con alcuni amici l’altra sera e la piazza di Montebelluna era piena di gente seduta al bar e un piedi ad aspettare un tavolo libero. Avevo immaginato che ci fosse stata tanta gente, ma non così tanta.

Si sta avvicinando anche l’estate e pure le spiagge si stanno riempiendo, anche se non sarebbe opportuno.

Zaia, il governatore veneto, si è arrabbiato da ciò che ha visto in questo weekend e ha esplicitato che se la gente continua a fare così richiuderà tutto. Come dargli torto.

Stiamo vedendo i risultati degli sforzi fatti per due mesi andare a rotoli.

Speriamo che vada tutto bene.

Una settimana molto intensa, una settimana di riaperture che ci ha permesso di tornare il più possibile alla normalità e dove i contagi hanno continuato a calare. Purtroppo è stata caratterizzata da un evento molto negativo ovvero quello degli assembramenti che si sono creati all’esterno dei bar dove le persone non indossavano nemmeno le mascherine. Un comportamento irrispettoso da parte delle persone che hanno agito dimenticandosi di cosa abbiamo passato e stiamo ancora passando, spero solo che i contagi non ritornino a risalire dopo questi comportamenti.

Domenica 24 maggio 2020

la responsabilità di molte persone in questa settimana è stata inesistente, è come se lunedì avessero dato il libera tutti e non la riapertura responsabile. L’ammasso di giovani e non fuori dai locali è stato sconvolgente.

Poter finalmente vedere parenti e amici stretti da tranquillità e felicità, è diventata una delle gioie più grandi.

Ieri pomeriggio ho fatto una passeggiata in centro per la prima volta dopo mesi, mi sono sentita molto vulnerabile e la mascherina è stata la mia fonte di protezione, non riuscivo quasi mai ad abbassarla nemmeno nei momenti in cui non serviva. Sono finalmente anche andata a mangiare al McDonald’s e sinceramente me lo aspettavo pieno all’interno, invece non c’era molta gente (nell’orario solitamente di punta).

Mancano solo due settimane alla fine della scuola, è passato tutto così veloce che nemmeno riesco a crederci. Se penso che a settembre inizierò l’ultimo anno mi vengono i brividi, è passato tutto così in fretta che mi sembra di aver iniziato ieri il primo anno.

Ci sono tanti quesiti nella testa di tutti, chissà come sarà l’estate, chissà se la situazione andrà sempre a migliorare o peggiorerà ancora, chissà come inizierà il nuovo anno scolastico…

Spero che vada tutto per il meglio, basta COVID19.

Pederobba, 24 Maggio 2020

Caro diario,
Oggi è stata una giornata molto impegnativa e molto stancante, dopo tutta la corsa siamo arrivati allo sprint finale e come se la fatica non bastasse ci stanno spremendo, ci spremono per far uscire succo anche dalla buggia, devo confessare che sono estenuato…
Ma non sono stanco solo per quello, ieri è stato l’ultimo giorno di Ramadan e quindi oggi era festa e mi sono svegliato presto dopo essere tornato tardi con gli amici, ma trattiamo un argomento alla volta. Per mia semplicità elencherò le cose in ordine cronologico quindi mi vedo costretto a iniziare da lunedì, il fatidico giorno in cui è stata tolta la quarantena, e ci sarebbe molto da dire su questo. Come molti altri, anzi come tutti (ma forse sto anticipando), avevo deciso di andare a Montebelluna per incontrare un po’ di amici che ormai non vedevo da quasi tre mesi, partii non sapendo nemmeno cosa aspettarmi. Subito, giungendo in macchina, ho visto uno spettacolo agghiacciante, vorrei dirti che non lo avrei immaginato ma appena mi si è presentato alla vista tutto quello, capii che gia prima sapevo che sarebbe stato così. Cumuli di persone tutte ammassate, con le mascherine si, ma abbassate, tutti che si abbracciavano, urla, schiamazzi, gioia, come se tutti fossero appena usciti dalla prigionia, come se fossero stati incatenati e poi all’improvviso si fossero spezzate le catene che li tenevano legati, scatenati, furiosi, assetati come belve che si erano incattivite stando legate, ma soprattutto come se fosse permesso. Sceso dall’auto ho visto la piazza gremita di persone, come un formicaio le cui formiche impazzite passavano da una direzione all’altra, flussi di persone, per usare una parola attuale “assembramenti” ovunque; mentre osservavo subito mi è balenata alla mente una domanda: dov’è finita la paura? Dov’è finita la prudenza? Dov’è scomparsa quella regolarità che tutti avevamo? Tutto sparito, dileguato, disgregato in una sola giornata, forse tutto vanificato. Ma chi ero poi, io, per pormi queste domande? Con quale diritto mi stavo chiedendo ciò? Ero forse diverso dagli altri? No, non lo ero, io ero lì, munito di mascherine, con tutte le precauzioni, ma io facevo parte di loro, io ero uno di loro, ero andato lì con l’intenzione di incontrare alcuni miei amici, come tutti gli altri del resto, io non sono migliore di nessuno e nel fare le considerazioni che faccio voglio dirti apertamente, e non senza vergognarmi, che io sono uguale a tutti, che non voglio elevarmi al di sopra di nessuno e che se critico qualcosa è perché so cosa sia corretto e so dove ho sbagliato, e ora nelle considerazioni che sto per fare voglio che tu sappia che non sto trovando giustificazioni ma semplicemente le motivazioni che hanno alimentano tutti e che comunque credo siano scontate. In questi mesi il distanziamento da tutti non ha fatto altro che alimentare la nostra voglia di incontrarci e rivederci e tutti attendavamo questo momento, tutti ci aspettavamo qualcosa ma lo stesso volevamo tentare, seguendo le regole; anche se poi molti hanno fatto quello che io non avrei mai voluto, cioè far finta che nulla fosse successo, si sono scordati di tutto. Ma vedo che questo è abbastanza scontato e non voglio dilungarmici inutilmente perché ho ancora molto da dire. Appena ho incontrato i miei amici è stato come rinascere di nuovo, ma non è stato come mi aspettavo che fosse. Ero così felice che sentivo la gioia soffocarmi dentro, ero bloccato come se ci fossero stati così tanti sentimenti che nessuno riusciva ad affermarsi, così tante cose da dire che non mi veniva in mente nulla di cui parlare, non era non sapere cosa dire e nemmeno da dove iniziare, era proprio un blocco, li guardavo con occhi così contenti, con occhi che esprimevano tutto e vedevo che i loro occhi esprimevano le stesse cose. Pur non dicendo nulla sapevo cosa volevano dirmi, sapevo benissimo cos’avevano vissuto, vedevo tutto ma non riuscivo a dir nulla, ero impotente, un sentimento che non avevo mai provato. Ci scambiavamo i soliti convenevoli, ma non erano i “soliti”, era tutto nuovo, nelle parole più insignificanti c’erano dei significati profondi, nascosti ma evidenti, ho visto gli opposti toccarsi, gli opposti confondersi, paradossi che si affermavano. Sono rimasto con loro solo pochi minuti, c’era troppa gente e non me la sentivo di proseguire in quel modo e quindi mi sono appartato con i miei cugini, è durato veramente poco ma è stato bellissimo. Anche se fossi rimasto di più non ne avrei ricavato nulla, avevo bisogno di tempo per sbloccarmi. Dopo di quello sono stato ad osservare tutto quel trambusto sovrumano; scombussolato, smarrito mi chiedevo cosa ci facessi lì e perché nessuno aveva imparato nulla? Dopo un po’ sono giunti i carabinieri a tenere sotto controllo la situazione. Il resto della settimana è stato molto monotono, sabato sono andato nuovamente a Montebelluna e la situazione era pressoché la stessa, invariata, e ieri sera, come ti ho anticipato, sono tornato tardi, all’una. Ora possiamo giungere al perché oggi sono così stanco, scusami se mi sono dilungato tanto, dopo essere andato a letto così tardi, mi sono svegliato alle cinque, solo quattro ore di sonno!, per andare a pregare e il resto della giornata ho studiato diritto, ci hanno fissato molte veriche in questo periodo, come se fossimo stati in vacanza fino ad ora. Devo comunque riconoscere che alcuni professori ci hanno risparmiato e gliene sono veramente grato. Quasi mi stavo scordando di te, esausto, pensando alle verifiche, ma sentivo che dovevo fare qualcosa e infatti non potevo mancare. È difficile spiegare quanto tu sia utile ed è difficile dirti quanto sia importante per me imprimere e rendere indelebili questi momenti e queste emozioni fugaci che praticamente mi dimenticherei. Non potevo mancare.

…17 maggio

come stai? Io sto bene, anzi forse anche meglio di prima.

Questa situazione che non è veramente migliorata, che ci raccontano ciò che vogliamo sentirci dire, ci mostrano ciò che speriamo di vedere, continua a mettermi ansia.

Nonostante abbia ripreso a fare cose che facevo pre-covid19, sento comunque un grandissimo cambiamento.

Non vorrei tornare a una situazione precedente, non vorrei restare in una situazione attuale, e temo di un futuro che sarà quello che mi immaginavo.

Le giornate passano, per la prima volta, la primavera passata quasi interamente in casa, per la prima volta l’estate che non sarà come negli anni precedenti.

Sono sicuro che non ci sarà una brutta fine, perchè se così fosse significa che non è ancora giunto il finale.

dopo una settimana sono tornato a scriverti.

Da domani potremmo finalmente tornare ad uscire, sempre con l’uso della mascherina e nel rispetto delle norme di sicurezza.

Potremmo uscire e ritrovare i nostri amici e persino andare a mangiare fuori anche se sarà tutto molto strano e diverso, non sarà mai come prima.

Ormai manca poco alla fine della scuola che stiamo svolgendo online, i prof iniziano a fissare le ultime verifiche e le ultime interrogazioni, peccato però non potersi ritrovare insieme l’ultimo giorno a scuola a salutare tutti quanti.

Questo mese sarà molto fondamentale, vedremo l’evolversi di una società che di fronte al virus ha dovuto cambiare, sia le proprie quotidianità e sia il proprio comportamento.

La natura però ci ringrazierà di questo, stando a casa e usando meno la macchina, le persone hanno iniziato ad usare la bici (anche se io l’ho sempre utilizzata da molto tempo) e ad andare a piedi, piuttosto che accendere la macchina.

L’inquinamento si è notevolmente abbassato, forse la natura inizia a respirare adesso.

L’economia si è bloccata è vero e non sarà facile ripartire ma.. le industrie che fino a poco tempo fa lavoravano ed emettevano gas sono state ferme per un po’ di tempo facendo respirare la natura e tutto ciò che ci circonda.

Non ho idea di come sarà il nostro futuro e di cosa potrà succedere di nuovo, bisogna solo aspettare e vedere.

Di certo quest’anno verrà ricordato e studiato nei libri di scuola, ma chissà se ci saranno ancora i libri cartacei, magari verranno sostituiti dai libri digitali e chissà come verrà definito questo periodo, il periodo di cambiamento? Di innovazione? Di rivoluzione? Come quando vennero introdotte le macchine nelle fabbriche.

Ecco è strano si, vivremo nell’evolversi e nel cambiamento di tutto quanto.

Ebbene si ora ti devo abbandonare, ci rivedremo la prossima settimana.

La prima settimana di “normalità”.

Pederobba, 17 Maggio 2020

Stiamo per entrare in una fase del tutto nuova, non è un ritorno ma un nuovo inizio, forse è giunto il momento di trarre le prime conclusioni sul virus, o meglio, sul rapporto che intercorre tra noi e il medesimo, la posizione dell’uno e dell’altro, l’evoluzione del primo per fronteggiare il secondo, il cambiamento che si è prodotto in soli tre mesi: le sofferenze, i dolori, ma anche le parole di chi da questa situazione cerca di trarre profitto, cerca di sfruttare la miseria per i propri interessi personali, chi come uno sciacallo si accanisce e sfrutta con egoismo le situazioni di disgrazia. Il virus ha creato un campo di battaglia in cui instancabili continuano a scontrarsi e combattersi due fazioni, la fazione che “tutto conosce” la quale, non si sa per quale motivo, ha la soluzione a tutto ma non ha il potere di decidere nulla; al lato opposto troviamo chi le decisioni deve prenderle, chi le responsabilità deve assumersele, chi ha continuamente gli occhi puntati addosso, il dito puntato contro e deve subire critiche ed ingiurie per ogni parola detta, per ogni decisione presa, chi deve guardarsi bene dal non fare scivoloni perché a quel punto gli sciacalli gli si avventerebbero e lo squarterebbero. Questa fazione è quella che “nulla conosce” ma deve prendere le decisioni, e perfino chi nemmeno sa di cosa si sta parlando pensa di riuscire a risolvere meglio la situazione. È dall’inizio del contagio che questo scontro procede inesorabile, prima sulla gestione della diffusione del virus e ora su quella economica e sociale, ogni situazione è buona per scontrarsi, per mettersi in luce, nemmeno in una situazione di emergenza riusciamo a collaborare, anzi, forse è il momento in cui queste due divisioni l’hanno fatto meno; sempre emerge questa smania di protagonismo, il timore di perdere la propria personalità collaborando con un rivale, ma questo gesto mostrerebbe la loro personalità, mettere gli interessi generali prima di quelli propri, prima di quella poltrona. E chi in questa situazione ha gli occhi rivolti verso l’alto: vede questa babilonia che si è andata a formare, ormai i suoi bisogni, i bisogni della popolazione, il bisogno di chi viene colpito sembrano esseri passati in secondo piano per lasciare l’intera scena a questa battaglia che ormai è un’importantissima parte della nostra vita, ci scateniamo sui social arruolandoci tra le loro fila. Perfino in questo sono riusciti a spostare la nostra attenzione in altro e ci hanno fatto dimenticare il vero problema, la vera sciagura. Ma non è di politica, o comunque di ideologie politiche che voglio occuparmi, proprio per questo non parlerò nemmeno delle ingiurie contro Silvia Romano, alcuni comportamenti non meritano nemmeno di essere citati tanto sono immorali e vergognosi. Come ho detto all’inizio domani inizia una nuova fase ancora, riapriranno i bar, i ristoranti, le pizzerie, si potranno incontrare nuovamente gli amici, ci si potrà spostare all’interno della regione, tutto cambierà, tutto sembrerà nuovamente bello come la prima volta, rivedremo le cose con occhi colmi di felicità, di gaiezza, tutto riacquisterà un fascino nuovo che prima non possedeva o per meglio dire che non notavamo. L’ultima volta che ho incontrato un mio compagno di classe è stata il 23 febbraio e da quella volta più nessuno ho visto di loro, non attendo altro che poterli rivedere, penso che questa sia la parte più bella, la concessione fatta più importante. Sulla riapertura dei bar staremo a vedere come si evolverà la situazione con questa situazione stringente, con tutta una serie di norme che non invogliano le persone ad usufruire di questi servizi ma cui comunque dobbiamo abituarci, perché, sebbene tutto stia riacquistando ritmo e dinamicità, ne avremo ancora per molto con queste restrizioni, almeno fino a quando avranno trovato vaccino. Tutto è un dubbio, camminiamo bendati su una strada tortuosa piena di buche, di fosse, con ai lati strapiombi e come se questo non bastasse non possiamo rallentare il passo, non possiamo esitare, dobbiamo proseguire a passo deciso senza alcuna certezza, creandocele queste certezze, imparando a convivere con questo tiranno e a far valere i nostri diritti, le nostre esigenze senza provocare la rabbia e la reazione di questo. Io credo che in questo mondo mai ci siano state certezze e che proprio su questo sia basato l’intero ordine delle cose ma noi non ce ne accorgevamo, non vedevamo questa precarietà, quest’instabilità che vige sul mondo da quando questo è tale; quindi credo che non ci sia motivo di abbattersi ma solo per evolversi, per migliorarsi, per allargare i propri orizzonti, per riuscire a vivere e cogliere l’attimo, per non ricercare sicurezze in un mondo illusorio, per capire la precarietà della nostra esistenza e farci riflettere a riguardo, per farci riflettere sulle scelte che prendiamo, farci capire quanto l’azione di uno influisca sulle vite degli altri, quanto questo mondo sia interconnesso e quanto la nostra unione sia necessaria in questo mondo globalizzato e interconnesso. Tutto questo c’è sempre stato, ma solo ora abbiamo iniziato a vedere.

domenica 17 maggio

eccoci qui con un’altra settimana alle spalle.

Devo dire una settimana bella intensa, perché ieri sono uscita di casa per la prima volta dopo quel famoso 8 marzo. Ero molto emozionata e molto agitata perché appunto era da un po’ che non uscivo e per la prima volta mi sono dovuta rapportare con il mondo ai tempi del Corona. Un effetto molto strano devo dire, vedere tutte quelle mascherine. Perché vedere video, foto o servizi in TV è un conto, trovarseli davanti è tutta un’altra cosa. Per quanto ne abbia sentito parlare mi ha fatto comunque molto strano.

E poi nonostante tutti questi mesi che sento come ci si bisogna comportare in giro, cosa si può fare e cosa no mi è venuto veramente poco naturale come comportamento; mi sono trovata molto spaesata nel seguire tutte le procedure. Tira su la mascherina, metti i guanti, disinfettati le mani, non avvicinarti troppo alle persone, non grattarti gli occhi ecc…

Insomma, dovrò uscire parecchie volte prima di abituarmici, ma penso un po’ come tutti.

Poi oggi visto che era una bellissima giornata sono andata a prendermi un gelato, anche per farmi una passeggiata; in giro devo dire che c’era parecchia gente, per fortuna tutti ben attrezzati di mascherina.

In gelateria non ti facevano entrare, ma all’entrata c’era una ragazza che prendeva gli ordini e ti portava fuori il gelato impacchettato, perché ovviamente non puoi sederti fuori e mangiarlo lì, dovresti portartelo a casa. Dico dovresti perché ho visto due famiglie aprirlo e mangiarlo là, ma vabbè.

Devo dire che ormai la paura e il terrore che fino alla scorsa settimana si respiravano nell’aria ormai sono quasi svaniti. Questo perché da domani ci sarà il via libera per un sacco di cose, la prima di cui sono contentissima è il fatto che si potranno rivedere gli amici, dopo tanto finalmente! Ovviamente tutto senza creare assembramenti e rispettando le regole basi, però questo ormai si sa. Non vedo l’ora, mi manca un sacco chiacchierare con le mie amiche, anche se le sento praticamente tutti i giorni, ma sappiamo che è tutta un’altra cosa. Un’altra novità tanto attesa è la riapertura di parrucchieri e centri estetici, finalmente anche i nostri poveri parrucchieri potranno tornare a tagliare capelli. Saranno delle settimane di fuoco dal punto di vista lavorativo, perché avranno un sacco di appuntamenti da recuperare, Addirittura per quelli che vogliono c’è la delega per lavorare pure di domenica, incredibile a mio parere, pensa quanto bisogno di lavorare c’è. Io per fortuna non ho urgenza di recarmi in nessuno di questi due posti, do la precedenza a chi è preso peggio!

Spero che questo piccolo ritorno di normalità non porti a delle brutte conseguenze perché ci stiamo giocando l’estate. Purtroppo la situazione è brutta da un certo punto di vista perché alla fine per colpa di pochi devono pagare tutti e come puoi intuire è molto ingiusto. Speriamo che ormai la mentalità l’abbiano adottata tutti, non c’è più tempo di essere egoisti, ormai si gioca solo di squadra.

Domenica, 17 maggio 2020

come stai? Eccomi di nuovo qui, sono le 5.23 del mattino e io non riesco più a riaddormentarmi, ho appena aperto la finestra così posso vedere l’alba, dato che manca poco e fuori c’è una tranquillità che mi fa stare bene, si sentono solo gli uccellini che cantano e il vento che soffia leggermente. Probabilmente ti starai chiedendo perché non mi metto a dormire, la verità è che ci sono un po’ di cose che mi passano per la mente. Mi sono resa conto che manca davvero poco alla fine di questo anno scolastico, e anche se da una parte sono felice, dall’altra so che non c’è tanto da festeggiare perché non ci sarà più il countdown, le cene di fine anno e non faremo più a gara per chi arriva prima al bar per prendersi un posto e credo che questo darà inizio a un’ estate molto diversa dalle altre, più noiosa e monotona, ma non è tanto questo che mi preoccupa, quanto in fatto che a settembre inizierò il mio ultimo anno di superiori e sono ancora molto indecisa su quello che voglio fare dopo, potrai pensare che c’è tempo, ma se i giorni passeranno come queste ultime settimane allora non sarà proprio così. Essere in quinta implicherà che io cominci a diventare grande e indipendente, e anche se è una cosa che non mi dispiace affatto, mi fa comunque paura, perché non so cosa mi aspetta, fino ad adesso sono sempre stata al sicuro, ma il mondo fuori è veramente grande e vario e questo mi mette un po’ d’ansia.

Questa settimana è uscita anche la quarta stagione di una delle mie serie TV preferite e devo dire che mi è piaciuta molto, forse perché un po’ rivedo me nei comportamenti della protagonista, una giovane ragazza musulmana che si trova in mezzo a due modi di vedere le cose completamente diversi, da una parte quello della sua fede, dall’altra quello della cultura del paese in cui vive, cioè l’Italia. La serie si concentra sul fatto che lei si sente sempre giudicata e che spesso parte prevenuta perché presume di sapere quello che le persone pensano di lei e si comporta di conseguenza, ma spesso si sbaglia. Spesso si trova di fronte ad alcune scelte, ma non sa se compierle o meno perché facendole ha paura di essere giudicata dalle sue amiche e della società in cui vive, mentre se non facendole teme il giudizio della sua famiglia o della sua comunità, si trova quindi in una costante lotta interna. Forse penserai che in realtà dovrebbe solo pensare a essere sè stessa e non dovrebbe preoccuparsi del giudizio degli altri, ma non sempre è così facile e a volte preoccuparsi di quello che pensano gli altri è una scelta da coraggiosi, vuol dire fare i conti con la realtà di ciò che ci circonda. La protagonista ha sempre paura di essere vista per ciò che non è e questo la porta a fidarsi solo di sé stessa e di isolarsi, per questo motivo spesso si sente sola e non compresa, ma grazie a un suo amico riesce ad abbassare la guardia e a godersi il suo ultimo anno di liceo.

Scusami se passo da un argomento all’altro, ma avevo un po’ di cose da dirti. Comunque da domani si potrà girare liberamente nella propria regione, evitando ovviamente gli assembramenti e rispettando le distanze di sicurezza. Sono molto felice, finalmente potrò rivedere le mie amiche e tutte le altre persone che non vedo da tanto.

Ora ti lascio, ci sentiamo : )

sembra proprio che un po’ alla volta il mondo ricominci a risvegliarsi, dopo un letargo, che paradossalmente ci sembra stato un lungo.

Domani saranno prossimi a riaprire altre attività come parrucchieri, estetiste, bar e ristoranti. Saranno concessi gli incontri con gli amici e ti assicuro che questo mi manca, e molto anche, non ci ancora visti se non in videochiamata, ma di questo te ne ho già paralato; speriamo di incontrarci il prossimo weekend. La settimana appena trascorsa è stata pur sempre una settimana di prova ancora, nel senso che tutto è tenuto sotto controllo. In Italia si conta pur sempre un numero irrisorio, o meno di morti al giorno. Questo ci spaventa perché il rischio c’è e rimane, gli studiosi sostengono che dobbiamo imparare a conviverci con il virus. Io voglio essere positiva e pensare che un po’ alla volta passerà questa situazione che ci inquieta e ci rende vulnerabili.

La giornata di oggi era molto soleggiata, si stava così bene all’aria aperta! Le prossime due settimane sono le più infernali, siamo pieni di verifiche e interrogazioni. Pensa anche a come ci siamo abituati velocemente a fare scuola in tutt’altro modo… che strano, veramente!

Questo è tutto, ci sentiamo.

ormai è passata una settimana ed eccomi di nuovo qui.

È stata una settimana pesante per quanto riguarda la scuola e sono felice sia finalmente finita.

Non ho fatto molte cose nuove questa settimana quindi non ho molto da raccontarti. Ho studiato, fatto i compiti, le video lezioni e ogni tanto ho fatto anche qualche passeggiata.

In questi giorni durante le mie passeggiate ho scoperto anche dei posti nuovi nel mio paese. Mi piace molto andare a camminare. Prima non lo facevo mai, non avevo mai tempo e se lo avevo di certo non pensavo di utilizzarlo per andare a passeggiare. Passeggiare mi rilassa molto, ascolto la mia musica, ammiro il panorama e devo dire che il mio paese è proprio bello. Non lo ho mai apprezzato più di tanto perché è un po’ sperduto e un po’ lontano da tutti i comfort però in questi giorni ho capito che è perfetto così com’è.

Passeggiare con la mascherina non è proprio comodo ed è molto più faticoso, ma se si vuole uscire bisogna assolutamente metterla.

Vedo ancora gente che va in giro senza e non capisco proprio cosa non abbiano capito. È una situazione faticosa per tutti e di certo se tutti facciamo come vogliamo non giungeremo mai al termine di questo incubo.

Comunque questa settimana sono andata anche a trovare i miei nonni ed erano molto felici di vederci. Mi piace sempre andare a trovarli ed è stato molto faticoso non vederli per così tanto tempo.

Da domani finalmente si possono rivedere anche gli amici, non vedo l’ora di rivederli perché mi mancano un sacco e vederli virtualmente non è sicuramente la stessa cosa.

Diario ai tempi del coronavirus

Asolo, 17 maggio 2020

è così strano scriverti solo una volta a settimana, stanno cambiando un sacco di cose ultimamente.

La quarantena domani finisce, o meglio, si potrà girare liberamente mantenendo sempre e comunque le distanze essenziali e evitando gli assembramenti.

Negli ultimi giorni mi sta abituando a questo stile di vita, ma devo dire che mi fa ancora strano.

Tra tre settimane finisce la scuola e non mi sembra nemmeno, l’unica cosa che me lo fa ricordare è il carico di verifiche che abbiamo.

Caro diario non so come andranno avanti le cose e ciò mi spaventa molto

Ora torno alla mia serie tv, guardare film e serie mi aiuta a distarmi.

Ad oggi i contagiati sono 225000

Domenica 17 maggio 2020

Quando ci siamo sentiti la scorsa settimana ti ho raccontato di come si è sviluppata la situazione quando hanno dato un piccolissimo “via libera”, quindi potevamo uscire solo per motivi di necessità, salute e visite ai congiunti (inclusi fidanzati). Ovviamente moltissima gente ne aveva approfittato per andare da chi voleva, ma detto sinceramente era prevedibile.

Da domani invece non servirà più l’autocertificazione per muoversi, apriranno bar, ristoranti, parrucchiere ed estetiste ed altro, e si potrà andare a trovare gli amici (chi ancora non lo ha fatto). A dire il vero l’apertura di parrucchiere ed estetiste era prevista per il 1 giugno, ma secondo il decreto ogni regione poteva scegliere se aprire o meno, ed il Veneto aprirà.

Ho sentito che le parrucchiere, ed esempio, potranno stare aperte fino alle 10 di sera e anche il lunedì e la domenica. Mi sa che la situazione si sta sviluppando un po’ troppo velocemnte!

La situazione in Italia sta migliorando, ma in Lombardia la situazione non è ancora stabile. La metà dei contagiati in Italia si trova appunto in Lombardia, ma sinceramente non so cosa si aspettassero perché anche al tg quando fermano gente per fare domande sulla situazione si può notare moltissima gente in giro, chi senza mascherina, chi con la mascherina totalmente abbassata e chi con la mascherina che copre solo la bocca (un po’ inutile dato che il virus si contrae anche attraverso le vie respiratorie). Chissà da domani!

Per quest’estate non si hanno ancora le idee chiare: tra i lettini ci deve essere una distanza di almeno uno/due metri e si prenota il lettino il giorno prima, quindi si va al mare solo su appuntamento! Ma io mi chiedo, quando poi si entrerà in acqua al mare che succede? Qua si che si deve contare sul buon senso della gente. Poi hanno affermato di stare in spiaggia con la mascherina….ma è possibile almeno? Poi entriamo in acqua con la mascherina? Tutto ciò lo trovo assurdo.

Per fortuna il tempo sta passando molto velocemente…siamo già il 17 Maggio. 20 giorni finisce anche la scuola! Tutto ciò mi sembra così irreale…

Quando il 22 febbraio siamo usciti dalla scuola felici perché c’erano 4 giorni di vacanza, nessuno avrebbe mai immaginato che questo ponte fosse durato così tanto! Ma soprattutto, nessuno di noi si sarebbe immaginato che quando saremmo rientrati la prossima volta saremmo stati in quinta…e c’è chi non ci tornerà più a scuola.

Le videolezioni sono diventate un incubo: abbiamo molti più compiti del solito, ma soprattutto, io già dopo un’ora di lezione davanti il computer ho un mal di testa che me lo porto fino alla sera quando vado a dormire.

Non avrai mai pensato che la scuola mi mancasse così tanto, come si dice: “non apprezzi ciò che hai finché non la perdi”.

Questa “pausa dalla normalità” mi ha fatto apprezzare anche le piccole azioni che facevo: passeggiate senza il timore di incontrare gente, non aver paura di uscire dal comune, o addirittura, di casa, andare a prendere il gelato senza dover chiamare per prenotare prima, tutto.

Montebelluna, 17/05/2020
Caro diario, le persone sottoposte al test e attualmente positive al virus sono 68.351. Di questi, 762 sono in terapia intensiva e altre 10.311 sono ricoverati in altri reparti.
I morti sono 31.908, sono invece 125.176 le persone guarite o dimesse dagli ospedali dall’inizio dell’emergenza.
Le persone che hanno contratto il virus dall’inizio dell’epidemia sono 225.435.
Tra poco finisce la scuola, sembra così strano, non mi è mai successo di andare a scuola solo 2 giorni in un quadrimestre.
Si vede che sono le ultime settimane, siamo pieni di verifiche, compiti ed interrogazioni, la prossima settimana ne avrò 6.
Nei mesi della quarantena avrei dovuto fare tante cose: fare la patente (anche se non ci credo ancora), andare una settimana a New York con il progetto dell’ONU, andare in gita, fare delle serate in alcuni locali con il mio gruppo, mio zio sarebbe dovuto venire da noi ed infine andare un mese in Canada a giugno. Mi dispiace non aver potuto fare niente di tutto questo.
Comunque continuano a succedere cose negative. Questa settimana è andata in fiamme una fabbrica chimica a Marghera ed abbiamo scoperto che mio papà dovrà operarsi a causa di un’ernia.
In questo momento vorrei solo tornare ad avere la mia vita normale e uscire.
Alunna 4AAFM

Domenica 17 maggio, ore:22:55

da domani il compito più importante passa nelle nostre mani. Sarà importante avere molta responsabilità, e una certa sensibilità nei confronti delle persone anziane, affinché possano essere tutelate da questo misterioso virus. Questa settimana è stato un periodo propedeutico a questo nuovo DPCM, a mio avviso Giuseppe Conte hanno fatto delle scelte giuste e ponderate. Anche se è continuamente oggetto di critiche, non sopporto coloro che esprimono un opinione molto negativa verso il nostro Presidente del Consiglio. In ogni caso l’ importante è rimarcare il fatto che da domani la palla passa a noi. Io penso che probabilmente la bucheremo, e la buttero in un fossato. Ho visto troppa noncuranza delle norme vigenti, fino alla mezzanotte di oggi. Staremo a vedere il da farsi. Probabilmente torneremo sulle nostre orme, e questo sarà devastante per il nostro tessuto economico. La settimana che seguirà sarà importante anche per la scuola; le verifiche, compiti, interrogazioni sono tutte concentrate in questo sprint finale. Spero vadano decentemente, non vorrei mandare all’aria tutto quello fatto fin’ora. Avrai notizie, oltre a quelle del virus, anche quelle relative alla scuola. Io ora ti saluto perché ho ordinato una bella sfilza di libri, ieri ho inizia a leggere “L’uomo della pioggia”, e promette bene. Alla prossima settimana.

Caro diario, 17 maggio

L’altra settimana ho iniziato a lavorare, non è il lavoro dei miei sogni ma è per cominciare ad avere delle entrate e per non dipendere totalmente dai miei. Lavoro part-time dalla sera inizio alle 5 e finisco alle 10, adesso sto avendo difficoltà a coordinare lo studio con il lavoro visto che durante il giorno rimando sempre i compiti alla sera, ma ce la farò. L”altro giorno al telegiornale stavano parlando di attuare la fase 3, non ho capito tanto bene perché la fase 2 sia durata così poco io l’avrei fatta durare tre o quattro settimane per monitorare meglio la situazione, ovviamente se hanno deciso così vuol dire che hanno delle motivazioni valide e sono di certo molto più competenti de me.

…10 maggio

era da tanto che non mi facevo sentire ed ora eccomi qui sono tornato a raccontarti di me.

Questa settimana è iniziata molto bene, il governo ci ha concesso di uscire a farci una camminata e di visitare qualche parente, peccato che i miei nonni abitano in un altro paese e tutti i miei parenti eccetto una zia abitano in altre regioni e quindi mi sarebbe scomodo andarli a trovare in questo periodo difficile che stiamo attraversando.

In questi ultimi giorni il mio umore è decisamente migliorato, infatti mi sento più contento e un po’ più libero, stare a casa non è da me e non ci sono mai riuscito, sono una persona che ha bisogno di uscire e passare un po’ di tempo all’aperto in mezzo alla natura e magari in compagnia di qualcuno anche se in questo periodo è solo permesso con i proprio congiunti.

Una delle cose che manca tanto, è il calcio, mi allenavo spesso durante la settimana e il weekend senza gli amici e la partita si è fatto sentire, ormai siamo a maggio e l’attività sportiva non riprenderà, quindi a questo punto speriamo il prossimo anno no?

Con la scuola procede sempre bene, ormai giunti agli ultimi voti speriamo di poter finire al meglio nonostante tutto, anche se sarebbe stato bello concludere l’anno in compagnia dei compagni di classe che sento comunque tutti i giorni tramite le diverse piattaforme.

Ormai il virus sta perdendo forza e speriamo che lo faccia sempre più velocemente in modo tale da tornare alla nostra vita normale di pochi mesi fa.

Ora ti saluto e vado a studiare qualcosa.

Ci risentiamo settimana prossima.

Pederobba, 10 Maggio 2020

Ne sono successe di cose questa settimana, nemmeno saprei da dove iniziare e come esporti i fatti, se in ordine cronologico o meno. Intanto vorrei iniziare col dirti che un po’ si è sentita la tua mancanza e che sono contento sia giunto il momento di scriverti, ma anche tu sarai stato contento di staccare un po’ e di prenderti una pausa da tutti i miei assilli e da molte atroci notizie. Beh, ormai credo che queste atroci notizie abbiano fatto spazio a delle notizie migliori di cui tutti gioiamo, la paura ormai sembra essere passata completamente, si pensa ad una riapertura di tutte le attività, ormai siamo prossimi alla fine del tunnel, anzi siamo già alla fine ed aspettiamo soltanto di sbucare fuori dall’oscurità e sfociare in un paesaggio luminoso, circondati e immersi da tanta luce fino quasi ad accecarci per farci vedere, dopo il primo abbaglio, che siamo giunti alla meta tanto sperata e per farcela contemplare, vivere, godere, assaporare, per farci gioire come di un trofeo che premia la tenacia mostrata in questa lotta ormai vinta, o almeno così credo… non vorrei che ci fossero spiacevoli sorprese. Vorrei che dopo tutto questo lungo periodo, di cui io da tempo ho superato i giorni più bui, la gente non si scordi mai di quanto è successo, vorrei che poi le persone non minimizzassero quello che è accaduto solo perché, per loro fortuna, questo mostro non li ha toccati da vicino, vorrei che smettessero di dire che questo virus non esiste, hanno proprio bisogno di soffrire per capire che tutte quelle vite strappate non sono un gioco, che tutto quel dolore è stato vissuto sul serio? Si, perché a tre mesi quasi dalla diffusione di quest’epidemia, dopo tutti questi morti, c’è gente che si permette di insinuare che questo virus non sia mai esistito, gente che non so con quale coraggio afferma che per “gli ottantenni” che muoiono non c’è bisogno di scandalizzarsi, ormai il loro momento era giunto… si, era giunto, può essere, ma com’è giunto? Com’è stata la loro fine? Dopo una lunga vita morire contorto da si atroci sofferenze, morire sul letto di un ospedale, da solo, senza nessuno che ti tiene la mano e ti conforta, senza nessuno a cui dire le tue ultime parole, i tuoi ultimi desideri, senza nessuno a cui volgere commosso l’ultimo sguardo ricco d’amore per coronare un’intera vita e lasciare questo misero mondo con un sorriso. Loro non sanno nulla di tutto ciò, non vedono nulla, nemmeno io so cosa vedano e come lo vedano perché non si può chiudere gli occhi a tutto ciò, e anche se si chiudessero non si può ad ogni modo non essere punti nel profondo da queste considerazioni. Già la morte di per sé è atroce, misteriosa, incute paura, dubbi, incertezze, tutto ti pervade e ti scuote e hai bisogno di cercare conforto in qualcuno o anche di confortare qualcuno, ma quello non c’è e non ci sarà più, mai più vedrai quel viso, abbandonerai questo mondo in solitudine, mai vedranno nemmeno la tua salma… ma se hai ottant’anni dov’è il problema giusto? Questo è l’egoismo dell’uomo, queste sono le persone con cui dobbiamo fronteggiarci, le persone che popolano questo mondo e penso che nemmeno dovrebbero averlo questo diritto. In questi mesi ho assistito al formarsi di diverse posizioni in cui tutti correvano a schierarsi con velocità per proclamare quella “verità” che ci stavano nascondendo. Le più svariate teorie che dimostrano il nostro assoluto bisogno di trovare un motivo razionale ai mali che ci colgono e soprattutto un colpevole da puntare a dito, individuato il quale, pur non migliorando la nostra situazione, ci sentiremmo sollevati di aver smascherato il criminale. Nonappena fù scoperto questo virus iniziò a popolare i social l’idea che il virus provenisse dai pipistrelli, per poi far spazio alla certezza che il virus era stato creato in laboratorio a Wuhan da utilizzare come arma chimica in una possibile guerra; ma ovviamente le teorie non si fermano qui perché più passa il tempo e più le persone ne creano di altre, inoltre questo virus gli ha anche dato tutto il tempo che desideravano per fantasticarci. Quando era la Cina ad essere colpita dal virus si insinuava che erano stati gli americani a crearlo per distruggere l’economia cinese, ma poi, improvvisamente gli Stati Uniti furono colpiti con grande violenza da questa pandemia e quindi non c’era ombra di dubbio che il virus lo avessero creati i cinesi, farebbero di tutto loro pur di guadagnare, no? E alla fine di tutto, si giunge al punto di dire che il virus non esiste. Non so se ti rendi conto dell’assurdità di tutto questo, dell’inutilità di questo, eppure stiamo sentendo di tutto, e io non so quale sia la verità ma nemmeno provo a rifletterci perché a nulla verrei a conoscenza, ma in ogni caso, per quanto riguarda l’ultima affermazione torno a dire che le persone dovrebbero vergognarsi di giungere a pensare questo. Tutto questo tempo libero ha fatto si che uscisse la vera essenza delle perone, subito si sono accanite contro ogni cosa senza che loro stesse ne sapessero il perché, subito questa situasione ha trasformato tutti in esperti (virologi, economisti, politici), persone che nemmeno hanno la “licenza media” che criticano e danno dell’ignorante a chi ha passato la sua vita nello studio di una materia, chissà perché qui in Italia le persone, da quanto si sente dire, ricoprono sempre la posizione per non si sa quale motivo perché “loro non ne capiscono nulla”. Ma tralasciando un po’ questi argomenti volevo parlarti anche un poco di me, sempre che ti interessi, piano piano sono riuscito a ritrovare un po’ di serenità in questa situazione ed ora sono abbastanza contento, contento di come la situazione si sia evoluta in meglio, contento di potermi muovere liberamente (non credo di aver mai trascorso così tanto tempo in giro qua in zona, mi sembra di aver scoperto nuovi luoghi, così belli, non mi sembra di esser sempre vissuto qui), contento anche che siano già trascorsi addirittura diciassette giorni di Ramadan che devo dire mi ha conferito un po’ di stanchezza per le poche ore che mi ritrovo a dormire, ma in ogni caso sono abbastanza gioioso e, ora che ci sto pensando un po’, nemmeno saprei dirti chiaramente il perché. Mi sento veramente bene, seduto sull’erba all’ombra di un alberello con il vento che soffia e mi rinfresca, anche se devo dire che questo è quasi freddo; da solo. Ho scoperto che anche stare soli è molto piacevole e che nemmeno solo mi sembra di essere tale, anzi, instauro coversazioni con me stesso e riflessioni. Ora che ci sei tu mi sembra quasi di discorrere con qualcuno ed è circa un’ora, poco più forse, che mi intrattengo (perché bisogna dire che in fondo mi intrattengo io e non intrattengo te), in ogni caso ho trovato questa piacevole lietezza anche nella solitudine. Prima di lasciarti volevo anche dirti che mercoledì ho fatto un concorso di economia dell’università di Trento, una settimana prima di questo concorso mi ero persuaso dell’idea di mollare tutto, cercavo di autoconvincermi che la situazione non fosse adatta a fare un concorso, che sarebbero sorti problemi di ogni tipo, cercavo insomma di trovare una scusa, quando probabilmente (dico probabilmente perché pure per me è un mistero) avevo solo paura di mettermi in gioco, di fallire e di vedere che non sono minimamente all’altezza. Se alla fine mi sono convinto a farlo devo dire che è stato anche grazie ai miei compagni. Non sai che ansia la sera prima, avevo letteralmente il cuore in gola, sentivo brividi che mi pervadevano e il respiro affannoso, la mente che non riusciva a fissarsi su un immagine ma che vagava di qua e di là catapultandomi da un luogo all’altro. Come sempre però, il giorno stesso, l’ansia era completamente passata ed eseguita la prova ero abbastanza soddisfatto, ma non mi restava altro che sperare. Per un po’, comunque, mentre facevo la prova mi è balenata un’idea di cui solo l’indomani ho avuto piena conferma, mi sono chiesto perché stessi facendo un concorso, essere valutati così freddamente in base a delle crocette come persone piatte, come persone che devono solo mettere in mostra concetti… in ogni caso non nego che sia un bel momento, in cui ti metti in gioco, in cui vedi le tua capacità e in cui apprendi anche nuove conoscenze. L’indomani del concorso sono usciti i risultati, non potevo credere di aver superato la prima fase, io che volevo mollare tutto, stavo tornando a casa quando mi sono ritrovato messaggi in cui mi facevano i complimenti, non hai idea di quanto sia stato soddisfatto e felice quel giorno, e anche ora. Nel leggere quei messaggi però, lo stesso pensiero del giorno prima è tornato a pungermi, loro mi stavano facendo i complimenti, loro che ci avevano sperato non meno di me, che hanno studiato, si sono impegnati, hanno sognato e pregato… la trovo veramente una cosa triste. Nel leggere i loro messaggi non potevo non ravvisare un’ombra di amareggiamento, so che è una mia impressione e che in realtà a loro faceva veramente piacere, ma credo di aver colto ciò perché probabilmente sarebbe stato ciò che avrei provato io. Comunque ora sto attendendo che arrivino i risultati della seconda parte, spero vivamente di farcela, ma in ogni caso sono già contento così, tutto il resto per me è una cosa in più in cui in ogni caso, però, non posso non sperare. Ora ti lascio, mi rendo conto di aver scritto anche fin troppo forse, mi è uscita la scritta “immessi troppi caratteri” (nemmeno a me piace scriverti dal telefono, è decisamente meglio la carta, però almeno così posso scriverti all’aperto), spero di non averti annoiato, alla prossima settimana!

Diario ai tempi del Coronavirus

è da un po’ di tempo che non ci sentiamo, come ti avevo detto questa settimana è stata un po’ più movimentata rispetto al solito.

Infatti sono andata a trovare mia nonna e miei zii quindi ho visto anche i miei cugini. Finalmente ho potuto vedere fisicamente altre persone al di fuori della mia famiglia più stretta.

La prima volta che sono salita in macchina dopo due mesi che non mi spostavo da casa è stata davvero strana. Tutto mi sembrava nuovo e ogni piccolo dettaglio faceva la differenza.

Insomma questa quarantena mi ha permesso di prestare più attenzione a tutto ciò che mi circonda e conferire più importanza a ogni singola cosa. Almeno tutto questo periodo nasconde anche alcune cose positive.

La nonna era davvero felice di vederci insomma anche per lei è stato davvero impegnativo non poter vedere i suoi amati figli e nipoti per così tanto tempo. Anche per gli anziani non è stato facile anzi abituarsi a rimanere chiusi in casa data la loro età e quindi il loro maggior rischio di contagio.

Pian piano appunto le chiusure si stanno allentando e mi auguro che si possa tornare alla normalità in qualche modo rispettando ovviamente sempre le misure di prevenzione.

Anche a livello economico tutto questo sta portando ad un vero e proprio tracollo, ma speriamo bene che pian piano tutte le attività economiche possano riaprire in maniera da consentire all’economia di riprendersi.

Il numero dei contagi diminuisce giorno per giorno, ma gli esperti raccomandano di non abbassare la guardia, anzi perché anche una minima disattenzione potrebbe portare a nuovi contagi e quindi una ripresa della curva.

Io sono positiva poiché credo nel buon senso e nell’intelligenza delle persone quindi spero bene che tutti prima di agire pensino alla propria salute ma anche a quella degli altri.

Domenica, 10 maggio 2020

come stai? È un po’ che non ci sentiamo, ma eccomi di nuovo qui. Questa settimana è stata piena di cambiamenti, come ti avevo già annunciato dal 4 maggio siamo passati alla fase due, ed io sono andata a trovare le mie cugine che non vedevo da due mesi. Mentre ero in macchina e mi dirigevo verso la loro casa avevo una strana sensazione, mi batteva forte il cuore ed ero molto emozionata, il fatto di poterle vedere mi ha dato una sensazione di libertà, stare con loro è stato davvero bello, mi erano mancate un sacco e avevamo così tanto cose da dirci che il tempo non ci bastava. Non siamo mai state lontane per così tanto tempo, di solito ci incontravamo almeno una volta a settimana e abbiamo vissuto insieme gran parte delle nostre esperienze, quindi rivederle dopo così tanto tempo mi ha fatto davvero piacere ed è stato come aver fatto un passo verso la normalità. Intanto, Qui le strade cominciano a riprendere vitalità, ci sono molte più macchine e tante persone che fanno attività fisica o un bel giretto in bici.

Alcuni giorni fa per la prima volta ci sono stati più guariti che vittime, spero vivamente che la situazione non peggiori anche se per quello che vedo la maggior parte delle persone indossano le mascherine quando devono uscire e questo è un fattore estremamente positivo, ovviamente le eccezioni ci sono sempre basta vedere le foto delle persone ai Navigli a Milano o in giro per le strade a ballare e mettere la musica a tutto volume, la maggior parte senza mascherine o guanti, ma non voglio neanche perdere tempo a parlare di loro credo che si commentino da soli. Voglio, invece, darti una buona notizia: a Napoli i reparti Covid del policlinico e del Monaldi sono stati chiusi e gli ultimi pazienti trasferiti e questa cosa mi fa essere speranzosa, mi auguro che nei prossimi giorni riceveremo altre notizie così.

Si parla sempre di più di come avverrà il ritorno alla normalità, anche se per questo ci vorrà ancora tempo, comunque si fanno delle supposizioni su come potrebbe essere un ritorno a scuola o come dovrà essere gestita la riapertura di bar, ristoranti o altri luoghi pubblici. Le ipotesi sono tante si pensa di inserire dei divisori e ovviamente di ridurre il numero di persone all’interno degli spazi chiusi, ma non è stato confermato ancora nulla, per quanto riguarda la scuola, invece, si parla di dividere le classi in due e di alternare le settimane di presenza a scuola a quelle di videolezioni da casa.

Per questa settimana è tutto, ci sentiamo domenica prossima.

Domenica 10 maggio 2020

da quanto tempo! Spero che anche tu, come me, mi abbia pensato spesso in questi giorni. Devo ammettere che un po’ mi sei mancato perché ormai era un’abitudine il nostro appuntamento quotidiano e in questi giorni mi ha fatto un po’ strano non scriverti.

A parte ciò sono qui anche per aggiornarti sulla situazione dopo la fatidica prima settimana.

Beh devo dire che concretamente per me è cambiato poco, sono ormai una delle poche che non è ancora uscita di casa. Non so se purtroppo o per fortuna, perché dal 4 maggio molte persone si sono sentite più libere e hanno iniziato ad uscire più tranquillamente. Dal trovarsi con gli amici, all’andare al mare, all’andare al bar; sì purtroppo hai capito bene. Ti parlo per esempio di un episodio accaduto a Milano che ha fatto giustamente molto scalpore: un video che inquadrava i famosi Navigli di Milano super affollati, ma non è finita qua perché una gran parte di queste persone era senza mascherina e appiccicate fra loro.

Ma non serve andare molto lontano per vedere episodi di questo tipo, io su Instagram vedo molta gente che non si fa problemi a mostrare che si trova con gli amici e mi chiedo spesso con che faccia tosta. Sì perché in questa situazione non fa più “figo” mostrarsi ribelli, no durante un’epidemia globale proprio no.

Perché poi molti di questi non pensano alle conseguenze, non ragionano sul fatto che se tutti facessimo così torneremo a chiuderci in casa per minimo tutta l’estate. Non ragionano sul fatto che se la situazione dovesse tornare a peggiorare l’economia del nostro paese ne risentirebbe a non finire. E non ragionano sul fatto che se la nostra economia dovesse peggiorare ancora probabilmente i loro genitori rimarrebbero senza lavoro; e voglio vedere chi riderebbe in quel caso. Forse sono io che esagero un po’, ma mi sento autorizzata durante questa crisi a pensare ad evitare il peggio.

Scusami per questo sfogo, forse non è il rientro che ti aspettavi, ma era una settimana che me lo tenevo dentro.

Per il resto io sto bene e per fortuna anche tutti i miei familiari e spero che questo benessere persisti.

Ci sentiamo settimana prossima, ciao!

Asolo,10 maggio 2020

sono sette giorni che non ci sentiamo, vuoi sapere la verità? mi eri mancato un casino. Devi sapere che hai preso una parte importante nelle mie giornate di quarantena.

Quante cose sono successe in questa settimana..

da lunedì 4 maggio è iniziata la tanto attesa “fase due”. Sostanzialmente le restrizioni si sono allentare e è stata posta molta fiducia nel buon senso del popolo italiano.

Ad oggi non mi sento felice di appartenere a questa nazione. Lasciami spiegare meglio.

Sono felice ed orgogliosa di appartenere ad una nazione di artisti, amanti, lavoratori e chi più ne a più ne metta. Da quando ne ho ricordo ho sempre visto il mio amatissimo paese come una terra calda e accogliente. Ho sempre amato le nostre origini e ho sempre cercato di scoprire quante più cose io potessi.

Purtroppo però ad oggi non sono fiera di appartenere ad un popolo una cui alta percentuale si comporta come se il virus non ci fosse più.

Il quattro maggio è stato visto da molti come un “via libera” nel senso che non ci fosse più pericolo. Ma purtroppo il pericolo c’è e ci sarà ancora per molto. Tanta gente è convinta che il quattro maggio sia finito tutto, ma siamo ancora nel bel mezzo di una pandemia. Orribili le immagini della gente assembrata sui Navigli, a Milano, come a Napoli, come davanti casa mia.

Credo fortemente di amare il mio paese, ma mi dispiace condividere la mia esistenza con delle persone con così poco senso del pericolo. Probabilmente non hanno una madre che lavora dalle 22 alle 6:30, di notte, in un ospedale. Non so se questa loro frivolezza verso la situazione sia data dalla loro educazione o dal fatto che si sentano intoccabili.

Non capisco come si sentano così poco spaventati, è possibile non aver capito la gravità della situazione dopo due mesi di quarantena e dopo migliaia di morti?

Perché si, mio caro diario, la gente muore. Purtroppo se il virus trova un corpo immunodeficiente o semplicemente debole trova le condizioni adatte per essere letale.

Sai la categoria di uomini che odio di più sono i “versatili” in tre mesi hanno ricoperto tre ruoli, a marzo appena si iniziava a parlare seriamente di coronavirus erano tutti virologi, sapevano tutto loro, ad aprile si è parlato di MES e magicamente sono diventati tutti economisti. Ora maggio, con questa fase due sono TUTTi giuristi che credono di poter decidere loro cosa sia giusto e cosa sbagliato.

Meno male però che in questi giorni non ci sono sono pensieri negativi, anzi voglio raccontarti di tre cose bellissime.

La prima, mercoledì ho fatto in interrogazione di storia BELLISSIMA ( modestamente) e ne sono moooolto fiera.

La seconda, Silvia Romano, una volontaria che diciotto mesi fa era stata rapita durante il suo viaggio in Kenya è stata liberata e oggi è atterrata sul suolo italiano, dopo appunto un anno e mezzo di prigionia.

Infine la terza, ad oggi abbiamo un secondo paziente guarito dall HIV dopo un trapianto di midollo osseo avvenuto più di 30 mesi fa.

Ho deciso di riportarti queste tre notizie perché credo sia giusto cercare sempre di trovare un motivo per essere sorridenti. Anche se alla fine basta che mi guardo in torno, sono in salute e ho un tetto sopra la testa, sono grata di ciò.

Devo anche raccontarti che la mamma è obbligata a sottoporsi a un tampone ogni 20 giorni e prima che entrassimo in contatto con qualsiasi altra persona sono riuscita finalmente a vedere il mio congiunto! Sai mio caro diario devo ammettere che in questi mesi sono stata forte anche perché avevo lui al mio fianco.

Credo che sia giusto vedersi quanto si ha la conferma della negatività di entrambe le parti ( la mia con un tampone la sua con il completo isolamento e il completo distanziamento da qualsiasi altro umano). Personalmente avrei potuto vederlo già sette giorni fa ma non mi sarei mai permessa di mettere in pericolo lui e la sua famiglia.

Caro diario, ho imparato che bisogna essere forti e avere consapevolezza delle proprie azioni. Sono fiera dei comportamenti che sto tenendo.

Mi aspetta una settimana bella tosta ma sono pronta ad affrontarla.

Ad oggi i contagiati sono 219070. Circa 9000 in più rispetto a una settimana fa.

sono esattamente qui, dopo una settimana ad aggiornarti, per raccontarti le novità e i maggiori cambiamenti. Giusto domenica scorsa terminava la fase 1 , per lasciare spazio alla fase 2 che non portava modifiche radicali ma in qualche modo lasciava una minima parte maggiore di più libertà e preannunciava le prime riaperture.

Devo dirti che effettivamente sta andando così, stiamo riprendendo lentamente nella speranza di contenere i contagi; le aziende stanno riaprendo, ma molti settori restano ancora penalizzati. Domani i rappresentanti delle regioni si riuniranno per valutare eventuali anticipazioni nelle riaperture di ristoranti, pub, parrucchiere ed estetiste in quanto si era precedentemente stabilito come data il primo giugno, ma viene reputato troppo tardi e molto dannoso per quel tipo di attività per quanto riguarda la perdita economica.

Purtroppo dopo trentasei giorni di equilibrio, a Wuhan si è ripresentato un nuovo caso e questo pregiudica un alto rischio di permanenza del virus, e in particolar modo una seconda ondata importante. In Italia attualmente la situazione sembra regredire, purtroppo la Lombardia resta la regione più colpita e dove il virus riesce in qualche modo a strappare quotidianamente morti. Mi ha infastidito vedere quante persone a Milano si trovavano e soprattutto come stavano stretti e vicini in centro città. Con l’apparente apertura molte persone ne hanno approfittato per incontrasi anche se non sarebbe pienamnte concesso, pure su Instagram ho notato che dei conoscenti non rispettano ciò che ancora andrebbe osservato e organizzano piccole festine a casa con amici. Io i miei non li vedo da due mesi seppur abitino non molto distante.

In questa settimana ho visto più movimento intorno a casa, più macchine, più ciclisti e più persone che camminano. Ammetto che anch’io questa mattina sono andata a camminare, è stato molto faticoso, non per i 10 km percorsi, ma indossare la mascherina lo rendeva disagevole, però ho resistito e ce l’ho fatta. Avevo proprio bisogno di una passeggiata dopo una settimana dedicata allo studio, per ricaricarmi fisicamente e mentalmente. Sono fiera delle giornate che trascorro, soprattutto perché si sono allungate e mi permettono di vivere a pieno.

Mi sembra di averti raccontato tutto ciò che avevo in mente, spero di essere stata esaustiva. Ti saluto, ci sentiamo la prossima settimana!

Ormai sono un passate un paio di settimane da quando ci siamo sentiti l’ultima volta un po’ perché certe volte mi sono dimenticato, un po’ perché magari alla sera mi sono perso a fare altro e anche perché abbiamo concordato con il prof di farlo settimanalmente per non essere troppo ripetitivi. Queste settimane bene o male sono passate come quelle precedenti a differenza che dal 4 maggio i miei genitori e mio fratello hanno ricominciato a lavorare, questo non ha cambiato molto la mia routine tranne che quando non ho lezione a mezzogiorno faccio da mangiare per loro dato poi devono tornare al lavoro, e questa cosa non è che mi dispiaccia perché dopo tutto cucinare non mi dispiace. Le curve del contagio del Covid-19 sono in diminuzione tanto che da inizio maggio la maggior parte delle aziende hanno ricominciato a lavorare e si può andare a trovare i propri familiare più stretti, anche se per me questa cosa è un po’ difficile dato che praticamente tutti i miei familiari abitano a 200 km da me però ci sarà modo di farlo.

La fase due è iniziata esattamente da 6 giorni.

Non mi piace essere negativa, ma per il comportamento adottato da diversi giorni, in genere molto irresponsabile, prevedo un nuovo aumento dei contagi.

In questi giorni ho continuato a rimanere a casa, ma le stories su instagram parlano chiaro.

Nonostante con il nuovo decreto si fosse specificato che non era possibile andare a trovare amici, e soprattutto creare assembramenti, già da una settimana non faccio altro che vedere miei coetanei trovarsi insieme nei parchi e organizzare festicciole nelle proprie case, il tutto senza mantenere mascherina o distanza di un metro, ovviamente…

Sono molto delusa da questo comportamento, in particolare dall’attegiamento dei milanesi, che qualche giorno fa hanno letteralmente affolato i navigli, anche qui, con la maggior parte della gente che non aveva mascherine, nonostante fosse una delle zone più colpite.

Siamo riusciti resistere due mesi, io spero che proprio adesso che siamo in una buona fase, a causa di questa irresponsabilità generale, non ricominci tutto da capo, perché onestamente non sarebbe giusto: nei confronti di chi ha rispettato le regole rimanendo a casa e soprattutto per chi si è fatto il mazzo a lavorare negli ospedali e settori affini.

Vedremo come procederà la settimana in arrivo.

Per ora questo è quanto.

È un po’ che ti scrivo ma finalmente ho delle buone notizie.

È iniziata la fase due una settimana fa e finalmente si può uscire.

Devo dire che non ho fatto granché perché ho un po’ paura ma in questi giorni ho fatto qualche passeggiata e sono andata dal dentista, unico luogo in cui ho parlato con qualcuno che non fosse la mia famiglia.

Devo dire che portare la mascherina, igienizzarsi ogni volta che si entra in luoghi pubblici e non doversi avvicinare troppo è molto brutto. Mi manca la vita di prima, poter uscire senza problemi e senza paura e incontrare che si vuole.

Speriamo che la fase due che ha portato molte persone ad uscire e incontrare gli amici non porti di nuovo alla fase uno. Speriamo di essere abbastanza responsabili e intelligenti da non sottovalutare la situazione e speriamo soprattutto che il virus piano piano sparisca e di tornare alla normalità

Domenica 10 maggio

In questa settimana ho fatto molte cose a casa e poi in questi ultimi giorni in cui c’era bel tempo sono andato al piave, pare che questa riapertura stia funzionando, in tv non ho sentito un amento di contagi e un aumento dei casi, questa credo che sia un’ottima notizia per procedere con una riapertura graduale e cercare di velocizzare perché in questi giorni si sentono molte lamentele da parte dei lavoratori. In questi ultimi giorni pare che stiano pensando ad aprire prima bar, ristoranti, parrucchieri, centri estetici ecc. e dal 1 giugno hanno già anticipato al 18 di maggio da quel che sembra. Ora in giro si vedono molte più persone pare che le persone si sentono più libere ora, devo dire che tutte le persone che ho incontrato erano tutte molto responsabili e giravano con mascherina e tutto il necessario e questa cosa mi ha fatto molto piacere, spero che in questi giorni non aumentino i contagi e che si possa tornare alla normalità il prima possibile, devo dirti che già il fatto che ora si può uscire più liberamente e si può andare a trovare parenti mi ha fatto un po’ tornare alla normalità. Ora caro diario chiudo e vado a vedermi un bel film. A presto caro mio.

È passata una settimana da quando il nostro paese è ripartito, ponendo fine al cosiddetto lockdown. C’era molta preoccupazione sul fatto di cosa potesse accadere, di come le persone si sarebbero comportate, e possiamo dire di aver dimostrato di essere un popolo che sa rispettare le regole, ad eccezione di qualche persone per le quali sembra troppo difficile rispettarle come è accaduto ai Navigli di Milano. Un episodio che ha scatenato molte polemiche, in una regione che è al centro dell’epidemia, io spero che abbiamo capito la gravità di quello che hanno fatto perché hanno preso la possibilità di uscire come la possibilità di ritrovarsi a chiacchierare, fare aperitivi come se nulla fosse. Ma tutto sommato si sta procedendo nel migliore dei modi, ciò viene di mostrato anche dai dati che stanno calando in modo molto importante, speriamo che si continui verso questa direzione.

questa settimana è stata davvero bella. Le lezioni online sono continuate come sempre, nulla di diverso, ma da lunedì si poteva cominciare ad uscire un po’ ed andare a fare visita ai propri famigliari.

Tornare in macchina dopo quasi due mesi è stato davvero strano e ancora più strano è stato vedere tutte le persone per strada con la mascherina. Fa senso. Io non ero mai uscita di casa, se non per fare delle passeggiate ma non ho mai incontrato nessuno. Vedere tutti con la mascherina mi ha fatto un po’ rabbrividire, quelle immagini le avevo viste solo per tv o sui social ma mai di persona.

Comunque in questa settimana sono andata a trovare i miei nonni e i miei zii e cugini. Era da tantissimo che non li vedevo, avevamo fatto qualche videochiamata ma non era la stessa cosa. Sono molto felice di averli rivisti perché mi mancavano tantissimo.

per alcuni giorni non ti ho più scritto, perché il nostro professore ha deciso di passare da un diario giornaliero a uno settimanale, a mio parere è una buona idea così posso avere una visione più ampia di confronto. Questa è stata la settimana dell’allentamento del lockdown, e oggi nel telefono mi è arrivata una notifica, la quale mi informava che i nuovi contagi di oggi sono molto bassi. Questi sono ancora i risultati del lockdown più ‘severo’. Ma a mio parere, tra qualche settimana i contagi aumenteranno per via dell’allentamento di questa quarantena. Molte persone infatti hanno trasgredito a un sacco di regole, penso che abbiano inteso la fase 2, come una specie di ‘libera tutti’.

Non penso che i contagi continuino a diminuire ancora per molto. Ho anche sentito che il virus sta perdendo la sua forza, magari sparirà molto velocemente con l’avvento dell’estate, esattamente come è arrivato. Ma chi lo sa? Per ora navighiamo a vista, io spererei di andare anche in vacanza quest’ estate, magari con i miei amici, ma credo di chiedere troppo a questo virus. In ogni caso, anche le cose più negative hanno un piccolo aspetto positivo. Per esempio questo lockdown mi sta giovando molto per quanto riguarda lo studio e la lettura. Infatti senza lo stress della mia vita antecedente al virus, sono molto più tranquillo e studio meglio, ho anche molto più tempo da dedicare ai miei hobby.

Sono appena tornato, prima sono andato a fare visita a mio cugino, siamo molto legati, ma il virus ci ha abbastanza separati. Oggi invece ci siamo rivisti, e abbiamo parlato di un sacco di cose, ci tengo a sottolineare che siamo rimasti sempre a debita distanza con le mascherine. Ti ricordo che mia mamma lavora in una casa di riposo, e non ci tengo a rischiare di contagiare altra gente. È stato molto piacevole averti scritto oggi, probabilmente domenica prossima ti scriverò a proposito dei contagi dovuti dall’allentamento di questa quarantena. Quanta gente non rispetta le regole!! Mi sa che che forse torneremo sui nostri passi, e rimarremo chiusi come lo eravamo prima di questo leggero allentamento. Per oggi ho finito di scriverti. Ci sentiamo la prossima domenica. Buona settimana.

Domenica 10 maggio 2020

E’ passata una settimana dall’ultima volta che ti ho scritto. Una settimana in cui sono cambiate un bel po’ di cose. Lunedì 4 maggio è iniziata la fase 2: le regole non sono cambiate di molto dalla fase 1, bisogna uscire assolutamente con la mascherina e se si va in qualche negozio sono obbligatori anche i guanti, hanno riaperto la maggior parte delle aziende, non si può uscire dal comune a meno che non si debba fare una visita ai congiunti, per lavoro, per salute o per necessità.

Questo però non era un via libera a tutti, anche se purtroppo è stato così. Già dal primo giorno c’era la strada piena di macchine durante tutto il giorno.

Al telegiornale hanno fatto vedere Milano e altre città con moltissima gente che camminava e creava assembramenti, mi ha molto deluso come cosa. Vedere che in Lombardia, dove c’è stato e c’è ancora il maggior numero di contagiati e morti, moltissime persone sono uscite come se nulla fosse successo mi ha davvero sconvolto. In Sicilia la gente è andata al mare a prendere il sole ed abbronzarsi, senza mascherina ovviamente e tantomeno a due metri di distanza. Ma i controlli in tutto ciò dove li fanno?

Sinceramente immaginavo andasse così, ma boh speravo ancora nel buon senso della gente davanti ad una pandemia globale e che di sicuro rimarrà nella storia.

Molte regioni però hanno adottato regole diverse: ad esempio in Calabria hanno chiuso i confini, ma avevano riaperto bar, ristoranti e altro.

La fase 2 non sta affatto andando come si sperava. Il premier Conte aveva detto “ci affidiamo al buon senso degli italiani” e mi sa che un po’ ha sbagliato. Fortunatamente però i contagi non sono aumentati troppo, ma per questo, secondo me, bisognerebbe aspettare prima di affermare con certezza una possibile “vittoria” in corso. Qui all’ospedale di Montebelluna la terapia intensiva è praticamente vuota.

In questi giorni girano voci che a settembre torneremo a scuola sfasati: metà classe in aula e l’altra mesa in videolezione, poi ovviamente si fa cambio. Spero davvero non si faccia così perché ciò significherebbe non passare l’ultimo mio anno di scuola senza una delle mie migliori amiche.

Montebelluna, 10/05/2020
Le persone sottoposte al test e attualmente positive al virus sono 83.324.
Di questi, 1.027 sono in terapia intensiva e altre 13.618 sono ricoverati in altri reparti.
I morti sono 30.560, sono invece 105.186 le persone guarite o dimesse dagli ospedali. Le persone che hanno contratto il virus dall’inizio dell’epidemia sono 219.070.
Le ultime volte non è stato sempre semplice scriverti, è difficile parlare ogni giorno di qualcosa se oltre a stare a casa non facciamo nient’altro, però spesso mettere le proprie idee per iscritto aiuta a far chiarezza su determinate cose.
Ogni tanto dovevo sforzarmi a scrivere qualcosa, ma questo significava anche sforzarmi a tirare fuori ed esprimere le mie emozioni. Posso dire sia stato, nel suo piccolo, “terapeutico”.
In questi giorni ho preso una decisione molto importante. O meglio, l’ho messa in pratica. Ho deciso di troncare una relazione che durava da 4 anni e mezzo.
Era da tempo che le cose non funzionavano, non ero felice come sarei dovuta essere e in fondo lo sapevo, ma la vita era così frenetica che non volevo pensarci, lasciavo correre e non ascoltavo ciò che volevo io. C’è una canzone che fa “e confondevo il mio sorriso con il tuo”, credo fosse proprio questo il caso.
Con questo volevo dirti che è vero che in questa quarantena c’è troppo tempo per pensare, che ci porta a vedere una realtà distorta e a trovare delle soluzioni irreali, ma altre volte avere tempo è utile, in queste settimane nessuno ci ha messo fretta, non avevamo bisogno di trovare soluzioni, abbiamo potuto ascoltarci più a fondo ed analizzare i nostri sentimenti.
Prima del lockdown avevo poco tempo libero, e quando ne avevo cercavo di riempirlo perché altrimenti mi sentivo inutile, mi sembrava di perdere tempo. Da quest’esperienza spero di portarmi dietro i momenti che ho imparato a dedicarmi. Vorrei continuare, anche in futuro, a ritagliarmi un po’ di tempo ogni giorno per me stessa, in modo da non prendere decisioni di cui non sono sicura.

…3 maggio, e domani parte la fase 2

Stamattina sono andata a fare la spesa, e con mio dispiacere, ho notato veramente troppo flusso di persone.

Il supermercato era pieno, non solo in coda, ma anche all’interno, ma per fortuna tutti con mascherina e guanti. Lo stesso però, non si può dire di coloro che passeggiavano, quasi tutti senza mascherina, e inoltre masi ammassati nel marciapiede.

Io spero vivamente che da domani le persone non si sentano legittimate a fare ciò che gli pare con la scusa dell’andare a trovare i parenti, perché ciò significherebbe solo essere dei grandissimi ipocriti e irresponsabili, senza un minimo di buon senso.

Pederobba, 03 Maggio 2020

Può essere che il nostro percorso insieme sia giunto a termine, che con l’inizio della fase due inizi anche una nuova fase della nostra vita che prevede lasciarsi addietro la fase passata, te compreso, o che comunque tu non sia così presente. Forse anche per te può essere una cosa positiva, ti ho annoiato abbastanza, abbastanza volte ti ho ripetuto le stesse cose, ti ho straziato, ti ho confidato le mie gioie, le mie preoccupazioni, emozioni confuse e contradditorie che cercavo di ritrovare negli ambienti che ti descrivevo, nella dolce brezza di vento che soffiava mentre ti scrivevo, nel fruscio delle foglie. In qualsiasi cosa che ti descrivevo ci mettevo una parte di me, cercavo di mostrarti la mia fuga da questo mondo falso e ordinario di cui, in ogni caso, inevitabilmente faccio parte, ma da cui provo ad estraniarmi come se fossi un essere isolato ed esterno che osserva tristemente il macabro spettacolo dell’evoluzione antropica caratterizzata da grande iniquità; che osserva poi ardentemente gli spettacolari ambienti naturali che nella loro semplicità mi gonfiano il cuore, mi redimono dai miei peccati da misera creatura umana. Due facce della stessa medaglia contrapposte tra loro, ma non nel mondo in cui viviamo, o meglio non solo li, ma nella mia frammentata anima che non riesce a conciliare queste visioni opposte ma talmente vicine, non riesco ad abbracciarle ed unirle entrambe, non riesco a considerarle entrambe contemporaneamente come due elementi dello stesso paesaggio, oscillo tra l’una e l’altra, tra la contemplazione dell’una e l’utilità dell’altra, tra ciò che era e ciò che è, dubbioso su ciò che sarà. In un attimo tutto il futuro ha assunto un’altra dimensione, fuori dal comune e fuori da ogni schema mentale, ci ha proiettati in questa visione futuristica della vita nella quale ci spostiamo senza nemmeno muoverci da casa, con la quale andiamo a scuola, potremmo essere in ufficio, ad una riunione, con la velocità di un click. A chi cerca e spera che in un futuro remoto esista il teletrasporto consiglio di vedere, anzi osservare attentamente il presente, è tutto più attuale di quanto pensiamo. Questo, è stato un virus che ha scombussolato la nostra vita, alcuni dicono in meglio, altri dicono in peggio, ma non può essere che in peggio: se già il mondo con questa globalizzazione era piccolo ora si è ridotto ulteriormente, ora il mondo è rappresentato dal nostro solo paese (meglio che dalla nostra sola casa) e uno schermo, che invece che stimolare la nostra mente la assopisce, la porta in una dimensione astratta fino a perdere la percezione della realtà, fino a crederla una fantasia. Non saprei elencarti lati positivi, “ci dedichiamo a noi stessi” mi pare di averti detto qualche volta, nemmeno questo è vero, come potremmo dedicarci a noi se tutto questo ci ha appiattiti? Come possiamo continuare un percorso stando fermi, senza avere relazioni umani, scambi di opinioni, di idee, una contaminazione collettiva che faccia fruttare le nostre conoscenze, che le renda pratiche e le concretizzi. Non dirmi che i mezzi di comunicazione svolgono questo ruolo perché, se anche puoi comunicare con altre persone e diffondere idee, essi tendono ad allontanare la nostra dimensione confidenziale, a non renderla possibile, a frapporre la gelida schermata che sembra impedire la foga di sentimenti e impartisca un certo contegno. Può essere che le generazioni future si abituino a ciò, che nemmeno vengano a conoscenza dell’esistenza di questa dimensione sentimentale, umana di cui io tanto ti parlo (può essere addirittura che si creino una vita virtuale all’interno della quale vivere), ma non noi… per quanto dicano di noi che siamo schiavi di questa tecnologia, per quanto pensino che non sappiamo più comunicare, che nemmeno sappiamo come parlare e interagire tra noi, non è affatto vero, non ci conoscono nemmeno se pensano questo, i social giocano un ruolo cruciale nella nostra società, ma mai rimpiazzeranno il contatto umano, mai per la mia generazione, mai finché noi saremo qui… spero di non dover assistere impotente a questo degrado delle virtù umane, alla rinnegazione di tutto ciò che ci rende uomini, a farci diventare delle figure 2D su degli schermi, o magari in un futuro astratto delle proiezioni, degli ologrammi. Questa visione a mio parere apocalittica per quanto riguarda l’umanità della persona e non dell’uomo in sè, viene vista da alcuni appassionati come l’apoteosi del progresso, come l’evoluzione che vorrebbero poter vivere. Può essere che io sia antiquato, che sia io che non vedo l’importanza di questo progresso, ma a me questa tecnologia sembra che già ora ci stia facendo perdere valori di cui nemmeno siamo venuti a conoscenza. Nel leggere alcuni libri penso e rifletto che forse quei tempi erano decisamente migliori dei nostri, oggi materialmente non ci manca nulla e stiamo decisamente meglio di allora, ma forse è proprio quest’avere tutto che ci ha spenti, il modo di vivere la vita che avevano un tempo mi sembra decisamente migliore di quello odierno; il progresso avanza come la distanza dell’uomo dalla felicità, sempre più ci perdiamo tra queste sciocchezze di cui ci siamo circondati. Ma questo virus ha posto le basi, seppur sia ancora presto, per un futuro quale molti progressisti e futuristi lo immaginano, che bisogna comunque sottolineare che come ti ho detto sono pochi. La situazione peggiore e critica sembra essere stata superata, come cambierà la vita comune e come ci adatteremo è un’altra storia, un’altra fase che ho cercato di riassumerti in questa estrema prospettiva, forse giungerò io stesso, pur rinnegando tutto, a conformarmi prima di chiunque altro, ma come ti ho detto questa è un’altra fase a cui forse, per tua fortuna, non dovrai assistere, o forse assisterai solo parzialmente.

siamo giunti alla vigilia del giorno tanto atteso, il famoso 4 maggio è alle porte. Da domani milioni di persone riprenderanno ad andare al lavoro, ci saranno maggiori spostamenti e incontri. Mia sorella per esempio domani ricomincia ad andare in azienda, solamente tre volte a settimana però per evitare il sovraffollamento di operai e impiegati. Per molti riprenderà la vita di prima, ma non tutti non godono purtroppo di questo beneficio. Noi studenti per esempio non sappiamo ancora le nostre sorti per il prossimo anno scolastico, quello in corso ormai è da reputare concluso così, a casa e con l’utilizzo delle piattaforme digitali.

Oggi è stata una domenica particolarmente interessante, ho fatto una bella passeggiata. Come ti avevo già detto i giorni scorsi preferivo sentieri in mezzo ai boschi dispersi ma pur sempre vicino a casa, ecco, oggi mi sono allargata un po’ e ho quindi deciso di seguire una strada maggiormente trafficata, anche se questo non è il termine corretto, si tratta sempre di vie in mezzo alle colline che collegano i paesetti e ti portano nelle varie abitazioni. Devo ammettere che molta è la gente che ho incontrato, quasi tutti erano muniti di mascherina; questa penso sia stata la prima volta dall’inizio del cosiddetto distanziamento sociale in cui io abbia visto una moltitudine di persone. Mi è sembrato veramente strano, i miei occhi e la mia mente in questo periodo hanno perso l’abitudine di incontrare altre persone al di fuori dei familiari ma soprattutto l’abitudine di stare in luoghi affollati. Veramente spero con tutto il mio cuore che il lavoro fatto fino adesso sia servito, me lo auguro davvero.

questi giorni di “vacanza” sono già finiti, da domani si riprende e le settimane che verranno saranno molto dure. Maggio è sempre stato un mese pieno di verifiche e interrogazioni e quest’anno non sarà diverso.

Siamo già a maggio, marzo e aprile sono passati in in un batter d’occhio, come se non li avessimo mai vissuti.

Oggi ho iniziato a guardare una serie tv ed è ambientata in un paese marittimo in estate. Mi è venuta un po’ la malinconia a guardarla perché quest’anno l’estate sicuramente non sarà bella come sempre…

Non si potranno fare tutte le cose belle che facciamo di solito, non potremo vivercela a pieno.

Domani oltre a riprendere le lezioni online, si potrà di nuovo uscire. Ovviamente non come prima perché tutta questa situazione non è ancora terminata, ma si potranno finalmente rivedere i propri famigliari.

Asolo, 3 maggio 2020

sono due mesi e un giorno che ci sentiamo ogni giorno. Con te ho condiviso tutto quello che mi è passato per la testa negli ultimi sessanta e passa giorni.

La quarantena mi ha insegnato diverse cose e la me di oggi non è quella di due mesi fa, almeno non del tutto.

Questo periodo, che sappiamo benissimo non finirà presto, mi ha fatto capire ancora di più quanto bene c’è nel mondo ma anche quanto male.

Ho capito quali sono quelle persone che ti stanno vicino solo quando stai bene ma quando stai male non ci sono nemmeno per una pacca sulla spalla.

Ho capito quanto siano importanti tanti lavori e che è in situazioni come queste che si vede quanto le persone amino o no la propria professione.

Non ho mai vissuto completamente bene questa quarantena, e so che non la vivrò mai pienamente con il sorriso in faccia perché comunque i contagi salgono e le persone, purtroppo, ci lasciano.

Ad oggi mi trovo ad affrontare uno dei mesi che si prospetta tra i più difficili in assoluto, l’ultimo mese del mio quarto anno, un mese dove o i contagiati diminuiranno o aumenteranno a seconda di come ci comporteremo. Un mese in cui saremo tutti più sottopressione che mai ma nessuno deve mollare.

Sono ogni punto di vista sarà un mese duro, ma confido in me stessa . (altra cosa che ho imparato a fare).

Per questo, mio cario diario, ci sentiremo domenica prossima e ti aggiornerò sulla settimana che inizia domani e che appunto domenica sarà appena finita.

Ad oggi i contagiati sono 210717

Domenica, 3 maggio 2020

come stai? Dalla prossima settimana inizierò a scriverti un po’ meno, soltanto alla domenica. Credo che questa cosa sarà utile, almeno non c’è il rischio che sia monotona raccontandoti sempre le stesse cose, allo stesso tempo però mi dispiacerà non scriverti tutte le sere, era diventata un’abitudine, un modo per esprimermi, riflettere o semplicemente raccontare la mia giornata.

Da domani entra in vigore il nuovo DPCM e inizia una nuova fase, la cosiddetta “Fase 2” finalmente ci hanno chiarito cosa s’intende dire per congiunti e per la gioia di tanti, oltre ai parenti, si possono vedere anche i fidanzati, purtroppo però non gli amici.

Già da oggi si vedevano molte più persone per le strade, tanti erano in bici altri, invece, a piedi, ma come biasimarli, era proprio una bellissima giornata, infatti ho passato tutto il pomeriggio all’aperto e ci ho pure studiato.

Ora ti lascio, ci sentiamo domenica prossima

Domenica 3 maggio

questa è l’ultima volta che ci sentiamo in modo così regolare, perché d’ora in poi ti scriverò a scadenza settimanale. Te ne avevo già parlato del fatto che non volevo appesantire questo momento per lasciarlo come un punto di riflessione e trovo che sia la soluzione migliore.

Domani è il fatidico giorno, tanto atteso: dopo quasi due mesi potrò rivedere il mio fidanzato! Non sarà la stessa cosa di sempre, ma meglio di niente, mi accontento. Non sto nella pelle e immagino come me altre mille persone, spero però che la gente non abusi di questa scusa o comunque rispetti tutte le regole.

Già da oggi comunque devo dire di aver visto parecchie persone in passeggiata o in macchina, d’altronde con una giornata soleggiata come quella di oggi posso anche capirli perché la voglia era salita anche a me.

Per oggi è tutto.

Montebelluna, 03/05/2020
Caro diario, sono 100.179 le persone sottoposte al test e attualmente positive al virus, con un calo di 525 assistiti rispetto a ieri. Di queste, 1.501 sono in terapia intensiva (38 in meno rispetto a ieri) e altre 17.242 sono ricoverate in altri reparti (un calo di 115 unità rispetto a ieri). I morti sono 28.884 (174 in più nelle ultime ore). Sono invece 81.654 le persone guarite o dimesse dagli ospedali (1.740 in più rispetto a ieri). Le persone che hanno contratto il virus dall’inizio dell’epidemia sono 210.717.
Una ragazza ha pubblicato nelle sue storie di instagram una segnalazione pubblica del tuo ex, un famoso tiktoker, parlando della violenza subito da esso.
La ragazza ha condiviso lo screen della conversazione, in cui lui le diceva
“Io verrò quando meno te lo aspetti”
“E se non mi apri faccio succedere un casino”
“Ti verrò a cercare per strozzarti con le mie stesse mani”
“Perché tu da me non te ne vai”
“Tu muori appresso a me”
Quest’accaduto oltre ad avermi provocato i brividi mentre leggevo, perché non ho idea di come abbia potuto sentirsi questa ragazza, mi ha fatto molto riflettere in quanto spesso sui social si leggono commenti del tipo “il femminismo nella società moderna è inutile”. Come può essere inutile se tutt’ora succedono queste cose?
Sono veramente indignata.
Dopo qualche ora il ragazzo ha risposto chiedendo scusa e giustificandosi con “tutti possono peccare”. Per me queste scuse sono insignificanti e credo che su determinate cose non si possa sbagliare, non può capitare “per caso”.
Lui ritiene di non essere colpevole di nulla, dice di non averle messo le mani addosso, se no avrebbe già una denuncia. A mio avviso bastano le parole che ha detto per prendersi una denuncia.
Inoltre continua con “dovresti denunciare chi ti ha fatto veramente del male e tu lo sai, come il tuo ex che ha fatto del revenge porn con i vostri video.”
Credo che queste parole abbiano peggiorato ancora di più la situazione, perché:
1- non giustifica quello che ha fatto e prima di incolpare gli altri dovrebbe pensare a sé stesso
2- ha messo la ragazza ancora più in difficoltà, perché ora milioni di persone sapranno di quel video, che magari prima era noto a pochi, e lei dovrà ripercorrere tutto il dolore che ha già dovuto affrontare la prima volta.
Sono veramente schifata dal comportamento di alcune persone.

Il 4 maggio è alle porte, una data che è stata per molte settimane definita come il giorno dell’inizio della fase 2, molto sinceramente non so cosa aspettarmi, se i contagi torneranno ad aumentare oppure no, questo dipende solo dal nostro comportamento, come riusciremo ad affrontare questa situazione.

Domenica 3 maggio 2020

Domani dovrebbe iniziare la fase due, ciò significa che praticamente tutte le aziende riapriranno e si potrà uscire dal comune per visite ai congiunti, cioè marito, moglie, compagno convivente, morosi e parenti fino al sesto grado. Ma non è proprio specificato chi può trovarsi e chi no. Ad esempio, alcuni dicono che Zaia abbia detto che un ragazzo non possa andare a trovare la propria ragazza, invece tutti i vari siti e telegiornali dicono il contrario, quindi che si può andare a trovarla. Sinceramente non so bene a cosa credere, ma se lo dicono addirittura al tg che si può, sarà sicuro così.

Chissà cosa succederà dopo, ci sarà un aumento dei contagi? Se si, ci sarà un’altra quarantena?

Questa sera mi aspettavo una conferenza da parte di Conte, così da chiarire i vari dubbi, ma non la ha fatta.

Un po’ mi sembra irreale il fatto che ci stiamo avviando verso una lenta riapertura, ma sarebbe anche ora, dato che la quarantena è durata due mesi e la gente sta un po’ impazzendo, ma ho una paura tremenda che fra qualche mese saremo punto a capo. Sarò io negativa, ma la normalità la vedo molto lontana.

Ahhh la normalità, quanto mi manca. Mi manca persino andare a scuola, sai? Fare lezioni online è un’incubo. Mi manca uscire al sabato sera o passare una tranquilla domenica seduta al bar con i miei amici. Mi manca semplicemente essere libera e non essere condizionata da ciò: e la mascherina, e i guanti, hai l’autocertificazione?, occhio a non uscire dal comune, e chiama per prenotare una pizza, o semplicemente una pallina di gelato. Basta! Ma la cosa che mi sta facendo arrabbiare è che nulla è specificato, e ci sono sempre moltissimi dubbi, ovviamente non chiariti ufficialmente.

Questi due mesi sono stati un incubo: di solito non sono mai a casa, e un giorno, mi sono ritrovata di punto in bianco chiusa in casa per due mesi! E te lo devo confessare, ho avuto molti momenti bui.

Ora non so per quanto ancora ti scriverò, ma volevo dirti che mi ha aiutato tenere questo diario, perché leggendo anche le mie vecchie pagine noto come sono cambiate velocemente le cose.

Ti farò sapere come andrà.

Domenica 3 maggio, ore:22:50

oggi è stata una giornata molto solare. Ma sono rimasto “rinchiuso” in casa a studiare inglese e per il concorso di economia del 6 maggio, sto letteralmente impazzendo. Non vedo l’ora che arrivino le vacanze d’estate per dedicarmi ai miei hobby. Domani devo anche finire l’esposizione di diritto, spero vada bene, e che non mi vengo fatte strane domande. Ora credo che andrò a studiare un po’ diritto per domani, perché voglio essere ben preparato. A domani.

…2 maggio

Sabato 2 maggio

si sta avvicinando sempre più l’atteso 4 maggio e ammetto di essere un po’ spaventata. Perché temo e auguro di sbagliarmi, che tutto torni come prima e che i risultati ottenuti finora siano stati inutili.

Perché con la scusa dell’andare a trovare i parenti congiunti, che nessuno ha ancora capito chi siano, la gente si sbizzarrirà. Anche perché tra questi in teoria rientrano anche i fidanzati stabili e mi viene spontaneo chiedermi come effettivamente il carabiniere che fermerà un ragazzo che sta andando a trovare la fidanzata possa accertarsi che egli stia dicendo la verità. Non vorrei mai trovarmi nei panni di quel poliziotto perché davvero non saprei come gestire la cosa.

A parte ciò non mi pare di averti detto che tra i provvedimenti presi dal Presidente Conte è previsto anche che i parrucchieri e i centri estetici riaprano i primi di giugno e ciò ha innervosito tutti i diretti interessati. Io conosco una mamma di una mia amica che mi ha detto essere parecchio disperata e posso immaginare. Non oso pensare in che brutta situazione si trovi adesso quella mamma e mi dispiace un sacco che stia così anche perché lei adora il suo lavoro e questo aumenta la sofferenza, spero si risolva al più presto. Si sono attivate un sacco di petizioni a favore di questo discorso perché i parrucchieri e le estetiste sono molto contrari a questa decisione.

Per oggi è tutto.

ti sto scrivendo con un sottofondo musicale diverso, i tuoni e i lampi che preannunciano l’arrivo di un temporale, che spettacolo. Devi sapere che il rumore della pioggia è uno dei miei preferiti, mi trasmette tranquillità e mi rilassa molto. Oggi ho aiutato in casa e poi ho dedicato del tempo alla ginnastica fisica. È stata una giornata tranquilla e questa sera abbiamo cenato con un’ottima pizza, sembra proprio strano come i momenti di condivisione siano aumentati in questo periodo. Per quanto riguarda il virus è tutto stazionario, siamo prossimi alle prime aperture e questo viene aspettato con ansia, peccato però che sarà difficile riprendere a fare le cose di prima con lo stesso ritmo e tempo, peccato.

Asolo, 2 maggio 2020

oggi è stata una giornata molto dura. Più passa il tempo più le cose diventano difficili. Manca poco più di un mese alla fine della scuola e sappiamo tutti cosa significhi, tutti i professori hanno bisogno di voti e di lezioni. Maggio è un mese stressante già di suo, figurati in mezzo ad una pandemia.

L’aria in casa è sempre più pesante, la curva dei contagiati è in calo ma è inutile dire che se non teniamo duro riinizierà a salire.

Ancora una volta però se mi fermo e guardo tutto ciò che abbiamo fino ad adesso devo dire che i passi sono stati tanti.

Ho rivoluzionato le mie abitudini, le mie relazione, il mio studio.

Finché non ci sarà un vaccino girare non sarà mai sicuro al 100% quindi ripongo tutte le mie speranze nel corpo scientifico.

Sabato 2 maggio

Oggi come al solito sono andato a farmi un giro in bici e dopo ho fatto la pizza, oramai questa quarantena è giunta al termine per molte persone credo che dopo il 4 maggio saremo un po’ più liberi se non altro potremo andare a trovare parenti e forse anche amici, ho sentito in televisione che domani ci sarà una nuova ordinanza quindi speriamo che ci siano qualche notizia positiva e che magari ci spieghino le cose in un modo più chiaro in modo da poter sapere cosa si può fare e cosa no, ho sentito che probabilmente dal 4 maggio si potrà andare anche fuori dal comune senza problemi e che si potrà uscire dalla regione solamente per motivi validi, credo che già questo sia un passo avanti ma credo anche che se non saranno accelerati un po’ i tempi questa situazione andrà avanti troppo. Ora caro diario ti saluto e vado a guardarmi un film.

Sabato, 02 maggio 2020

come stai? Oggi vorrei parlarti dell’evoluzione che hanno avuto le mie giornate da quando sono a casa. All’inizio ero abbastanza felice di stare a casa, i primi giorni erano molto tranquilli perché immaginavo che questo periodo sarebbe durato al massimo due o tre settimane, quindi l’avevo presa molto come un periodo di riposo e recupero, l’unica cosa a cui pensavo era: “Finalmente ho un po’ di tempo per fare le mie cose e prendermi cura di me stessa”. I primi giorni erano quelli della musica fuori dai balconi e degli striscioni con arcobaleni in terrazzo, poi c’è stata una seconda fase in cui tutti facevano qualcosa per migliorarsi, c’era chi faceva esercizio fisico, chi dipingeva, suonava, cantava, imparava una nuova lingua o cucinava, i social erano pieni di ricette, dipinti e video di allenamenti, c’è stata come una fase di crescita personale, era un buon periodo per pensare a noi stessi, ai nostri interessi e per sviluppare qualche capacità in più. Però questo può aver creato dello stress a quelle persone che in questo periodo non hanno fatto niente di particolare, è stato come se la società ci imponesse di trascorrere questa quarantena facendo qualcosa di produttivo.

Quando si è capito che la fase di lockdown sarebbe durata ancora per un po’ la situazione ha iniziato a diventare più seria e piano, piano la musica iniziava a spegnarsi e gli striscioni scomparivano e credo che questo fosse dovuto al fatto che la gente avesse iniziato a sentire lo stress da quarantena. Stare 24 ore al giorno 7 giorni su 7 dentro le stesse quattro mura non è facile e credo che chi prima era abituato a trascorrere molto tempo fuori casa si sia sentito in un certo senso un po’ oppresso da tutto ciò, è stato molto difficile riuscire ad arrivare a un compromesso tra disperazione e ottimismo.

Scrub fai da te: idea regalo per la Festa della Mamma 2018

Описание:
Festa della mamma lavoretti: scrub corpo fatto in casa profumato alla menta. Ricetta semplice.
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IN QUESTO VIDEO TUTORIAL TROVI:

0:00 intro
0:23 come decorare il barattolo
1:07 come fare lo scrub o maschera di bellezza
3:42 come fare il fiocco per decorare il regalo
4:10 il biglietto di auguri
4:24 risultato finale
4:42 link utili per continuarfe a seguire Barbara Gulienetti

OCCORRENTE PER SCRUB FAI DA TE:

– olio di cocco
– zucchero
– colorante alimentare
– olio essenziale
– carta origami
– colla multiuso
– matita
– barattolino di vetro
– forbici
– nastro
– etichetta

Quest’anno, per la Festa della Mamma, ho deciso di preparare uno scrub casalingo con l’olio di cocco, lo zucchero, dei coloranti alimentari e un olio essenziale alla menta. Sono sicura che questo prodotto di bellezza fatto in casa sarà una vera coccola per il corpo e la mente, all’insegna del relax e del benessere.

La Festa della Mamma, in Italia, cade ogni anno la seconda domenica di maggio. Quest’anno la Festa della mamma è domenica 13 maggio 2018.

#festadellamamma #festadellamamma2018 #barbaragulienetti #comefareconbarbara #faidate #diy

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Troverai video tutorial, idee fai da te, trucchi, segreti e consigli per la decorazione, creare oggetti, organizzare e arredare casa. Ecco come fare! 😊

Poi è iniziata una nuova fase in cui siamo riusciti a crearci una nuova routine e non ci sembrava più tanto strano stare in casa, abbiamo capito che non serve fare quarantamila cose al giorno per far sì che la giornata passi, abbiamo imparato a prenderci delle pause e abbiamo iniziato a confidarci e a parlare delle nostre paure, che spesso erano quelle di tanti altri, non ci sembrava più strano che la quarantena fosse prolungata perché avevamo imparato che è la cosa più giusta.

Ora siamo in una nuova fase in cui speriamo che da dopodomani la strada sia tutta in discesa, vorremmo che non ci fossero regressioni e ci piacerebbe tornare alla normalità il prima possibile.

Ora ti lascio, a domani

Sabato 2 Maggio 2020

manca veramente poco e finalmente potrò rivedere il mio fidanzato dopo due mesi. Questi mesi non sono stati per niente facili, spero anche di poter vedere al più presto le mie amiche.

Tra pochi giorni ci sarà il concorso dell’economia al quale io parteciperò, sono un po’ agitata perché so che non sarà facile ma desidero veramente che vada bene, per fortuna insieme a me parteciperanno altri miei compagni con cui ho un buon rapporto perciò ci confrontiamo e aiutiamo nello studio senza alcun problema. Devo dire che avere loro con me in questa esperienza mi tranquillizza perché ho qualcuno con cui posso parlare che mi capisce a pieno. Sono molto emozionata per questa esperienza.

Sabato 2 maggio, ore:22:15

oggi è stata un ottima giornata, anche se ho studiato molto inglese impegnando abbastanza tempo, ma non mi è pesato. Tutto sommato, dopo averlo studiato mi piace. A parte questo mi sono anche allenato un po’, sto cercando di essere abbastanza costante. Ho ascoltato anche molta musica, e mi sono rilassato. C’è ancora molta gente, che si incontra nonostante le restrizione. Comunque lo ritengo un comportamento poco responsabile e stupido, in ogni caso ci saranno sempre persone che andranno contro corrente. Ora andrò a giocare un po’ a dama. A domani.

Montebelluna, 02/05/2020
Caro diario, sono 100.704 le persone sottoposte al test e attualmente positive al virus, con un calo di 239 assistiti rispetto a ieri. Di queste, 1.539 sono in terapia intensiva (39 in meno rispetto a ieri) e altre 17.357 sono ricoverate in altri reparti (un calo di 212 unità rispetto a ieri). I morti sono 28.710 (474 in più nelle ultime ore). Sono invece 79.914 le persone guarite o dimesse dagli ospedali (1.665 in più rispetto a ieri). Le persone che hanno contratto il virus dall’inizio dell’epidemia sono 209.328.
Lunedì inizieranno a riaprire alcuni negozi e sono sicura che molta gente sarà irresponsabile e sfrutterà la possibilità di fare attività fisica all’aperto per uscire senza un valido motivo. In più si potrà andare a far visita ai parenti e fidanzati.
Sono sicura che i contagi aumenteranno. Come si può pensare di tornare alla vita di prima se ci sono ancora così tanti positivi?
Già adesso vedo tante persone che vanno in giro, ogni giorno quando vado in giardino vedo persone che passano per strada ogni due per tre, alcune con mascherina e guanti, mentre altri senza, come se non fosse successo niente, come se non ci fosse una pandemia mondiale.
Ho paura di quello che succederà, già ora la sanità è in crisi, cosa succederebbe se ci fosse una ricaduta?
Ho sempre contato sul buon senso delle persone, ma ormai credo di non poterci più fare affidamento.

Pederobba, 02 Maggio

Non inizio con la solita frase che un’altra giornata è giunta a termine, oggi mi sono reso conto che non solo la giornata, ma un intero mese si è concluso. È il 2 maggio, non capisco come sia possibile, abbiamo forse viaggiato nel tempo? Com’è possibile che le giornate passino così in fretta? Che i mesi e addirittura gli anni, in un battito d’occhi, passino? Avevo pensato di fare un resoconto di questo mese ma mi sono subito dissuaso dall’idea, finirei per dirti sempre le stesse cose che già involontariamente e inevitabilmente si ripetono, quindi ti risparmio questa tortura. Bisogna in ogni caso sottolineare che nonostante continuiamo a lamentarci, io per primo, ne abbiamo fatti di passi avanti, siamo molto più liberi, non vediamo più le pattuglie della protezione civile transitare continuamente per l’intera giornata. Non so se questo sia perché io abito tra le montagne ma qui la situazione sembra essersi decisamente rilassata, la tensione e la paura che fino a poco fa regnavano si sono dissolte, è evaporata come grazie al calore primaverile. La nostra situazione continua a migliorare e noi non ce ne accorgiamo e pretendiamo sempre più, assetati, indignati la richiediamo pur essendo consapevoli di non poterlo ottenere, eppure imperterriti continuiamo, “noi ne abbiamo il diritto” diciamo, quale diritto? Alla libertà? Si, okay, ma per quello si è disposti a sacrificare il diritto alla salute? Basterebbe rifletterci un po’. Ma di questo ho già parlato ieri, continuo a tornare imperterrito sui miei passi ogni giorno, imbuco strade diverse ma finisco per sbucare sempre nello stesso punto. Ad essere sinceri nemmeno l’introduzione è stata diversa perché già ieri avevo parlato del tempo, che erano le nostre giornate quelle a trascorrere… Sono proprio diventato banale ma sul tempo, oggi, mi soffermo un po: non abbiamo potere su niente in questo mondo illusorio, tutto procede a nostro discapito, ci crediamo i re di questa terra ma non siamo in grado di comandare nulla, a stento comandiamo anche noi stessi. Pensiamo che la Terra sia stata creata per noi, che egocentrici che siamo, noi misere creature ci crediamo il centro di questo universo infinito, il centro di un qualcosa che la nostra mente non è nemmeno capace ci comprendere, di pensare, eppure noi siamo essere superiori. Tutto questo universo che da un’eternità esiste pensiamo si inchini dianzi a dei minuscoli insetti quali siamo, insetti che vivono così poco che a stento si può dire che vivano, ma tutto deve prostrarsi a noi, tutti si deve inchinare al nostro passaggio come se fossimo dei, abbiamo una smania di controllo e un ottimismo che ci spinge a credere che con il nostro intelletto tutto possiamo risolvere e controllare. Facciamo tutti questi discorsi astratti ed illusori ma abbassando lo sguardo sulla realtà osserviamo che con questa intelligenza continuiamo ad annientarci tra di noi, a schiavizzarci a vicenda, a sfruttare il prossimo, a fare la guerra tra noi per scelte meramente banali, politiche, viviamo tutto come se fosse un gioco, viviamo tutto con tanta competitività ed egoismo (non solo nei confronti delle altre creature ma anche tra noi), ma intanto il tempo scorre e ci spinge tutti verso la fine e nemmeno ce ne rendiamo conto, anzi, scacciamo subito questi “stupidi” pensieri. Non so bene cosa c’entri tutto ciò, ma con tutti i mali che stiamo causando a questo mondo, voglio concludere con una frase di Ivan Fedorovic :”se il diavolo non esiste e quindi è stato creato dall’uomo, questi l’ha creato a propria immagine e somiglianza”.

…1 maggio

eccoci qui al primo incontro di maggio, è veramente impossibile fermare questo tempo, in quarantena i giorni scorrono senza nemmeno rendersene conto, senza percepire fino in fondo l’importanza di ogni singolo momento.

Tra pochi giorni inizierà quella che viene definita “fase2”, dove un po’ alla volta i cambiamenti si dovranno percepire, anche se sarà difficile riprendere, lentamente e osservando le corrette precauzioni. Ancora non si è capito se è concesso incontrare i parenti e gli amici, ma a quanto pare no, e questo ci intristisce abbastanza. Dove abito sono poche le persone che vedo al di fuori dei miei familiari e fidati, la voglia di incontrare qualcuno di diverso è tanta. Abitare in una zona di collina si è dimostrato importante, per esempio avere molto spazio in mezzo ai boschi per passeggiare e vedere nessuno è soddisfacente, ma al tempo stesso essere isolati talvolta rende malinconici. In questo periodo ho riscoperto l’amore per le passeggiate all’aria aperta e in luoghi veramente sperduti, dove il rumore degli alberi, del ruscello e il canto degli uccelli ti fa sentire parte della natura.

Caro diario, oggi, dopo due mesi, rivedo finalmente mia zia.

Ne sono rimasta del tutto sorpresa, in quanto per me svegliarmi e ritrovarmela in salotto senza che io sapessi nulla, è stato molto bello.

Sono molto affezionata a mia zia, visto che si é trasferita qui a Montebelluna da poco, e solo da un anno e mezzo posso veramente passare del tempo con lei, e non più per soli 15 giorni all’anno, come quando abitava in Sicilia.

Ho passato una bella giornata, e non vedo l’ora che torni a ritrovarmi.

Asolo, primo maggio 2020

oggi inizia un nuovo mese, chissà cosa ci aspetta.

Pochi giorni fa ti ho raccontato di diversi influencer che hanno violato ciò che per il bene del paese ci è stato imposto.

Purtroppo ad oggi non sono solo i “famosi” a comportarsi così, la gente sta iniziando ad uscire, senza nessuna protezione personale (che sottolineo ad oggi sono obbligatorie) e questa cosa mi rende molto triste, ma anche un po’ arrabbiata.

Oggi è stata una giornata strana, fatta di alti e bassi, ma credo sia normale. È già tanto che io non sia ancora impazzita.

Un po’ bizzarro che durante la festa dei lavoratori ci sia un periodo economico così duro, ancora più bizzarro che io abbia appena finito di studiare il primo sciopero (di donne lavoratrici) di tutti i tempi.

Non mi esporrò su questo argomento perché non ne so abbastanza, ad oggi. Mi hanno sempre insegnato che se non si ha nulla di intelligente da dire è meglio non dire niente.

Magari nei prossimi giorni mi informo e magari ti aggiorno.

Venerdì 1 maggio

Oggi nel pomeriggio sono andato a farmi un giro in bici e ho trovato molte persone in giro per il paese, credo che la possibilità di andare a farsi un giro abbia aiutato molto la gente perché altrimenti restare a casa e non uscire ,specialmente per chi vive in un appartamento e non ha un giardino, sarebbe stata veramente una brutta situazione, purtroppo ho dovuto tornare a casa prima che iniziasse a piovere e devo dire che in questi giorni non c’è un bel tempo anzi, spero che nei prossimi migliori altrimenti sarà veramente una noia, alla televisione non hanno dato notizie di un aumento dei contagiati e questa credo che sia una buona notizia per tutti noi, adesso bisognerà vedere cosa succederà dopo il 4 maggio quando riapriranno molte fabbriche, io spero che ci sia un riscontro positivo in modo da poter proseguire anche con la riapertura di altri posti, ora caro diario vado ad ascoltare un po’ di musica, a domani.

Pederobba, 01 Maggio 2020

Un’altra giornata è trascorsa, una giornata semplice in cui verso sera è giunta, come ieri, la pioggia a diffondere in me quella stessa sensazione che non mi metto a descriverti nuovamente. Ora sto attendendo l’ora in cui si potrà mangiare, pensa, sono già passati otto giorni dall’inizio di Ramadan, quasi non mi sembra vero che il tempo sia passato così in fretta, e il problema è che, come più volte mio padre mi ricorda, sono i nostri giorni quelli che passano. Tutto il tempo oggi l’ ho trascorso a leggere alcuni spezzoni tratti da diversi libri, spezzoni che affrontano diverse tematiche attuali e che devo studiare per un concorso di economia, solo adesso ho guardato un po’ il telegiornale per informarmi riguardo a quello che accade. Mentre guardavo il Tg provinciale ho visto che numerosi imprenditori, negozianti, stavano protestando in diversi comuni della nostra provincia con l’obiettivo di riaprire le loro attività, affermando che loro non potevano continuare in questo modo. Innanzitutto io mi chiedo se questo sia il periodo giusto per manifestare e protestare, quando si impone con tanto vigore un distanziamento; mi chiedo anche come possano pretendere le attività di ristorazione di riaprire con tutte le complicazioni del caso e con il timore che probabilmente avranno i cittadini, inoltre non si capisce bene in quale modo questi potrebbero andare nei ristoranti o bar, se da soli o in compagnia. Io comprendo che la colpa non è loro, come del resto credo non sia nemmeno di chi prende le decisioni, anche perché a perderci sono anche loro, ma se non ci fosse rischio tutte le attività ormai avrebbero riaperto, non lo capiscono anche loro? Quindi io penso che sia inutile protestare in questo momento perché in ogni caso le decisioni sono già state prese e sono state prese per la salvaguardia di tutti. Prima di concludere volevo anche parlarti di un altro fatto di cui sono venuto a conoscenza qualche giorno fa e che mi ha fatto profondamente vergognare: i medici giunti dall’Albania sono stati multati per aver festeggiato la fine del loro lavoro qui, sentire ciò è stato profondamente umiliante, com’è possibile che dopo un gesto così bello abbiano avuto il coraggio di rovinare tutto così?

Venerdì, 01 maggio 2020

come stai? Eccomi di nuovo qui sempre nel solito divano ad ascoltare la solita playlist di Spotify e a scriverti come sono andate le mie giornate. Devo partire con il scusarmi se nei prossimi giorni non sarò molto presente, ma ho veramente tantissime cose da studiare e poco tempo per farlo.

È da un po’ che non ti aggiorno sulla situazione COVID-19, ma non c’è molto da dire, i casi sembrano pian piano diminuire, ma la fine è ancora lontana. Per quanto riguarda la situazione politica devo dire che Conte è stato molto criticato,un po’ da tutti, per il decreto che ha emanato, perché ciò che ha detto non è stato molto chiaro e ci ha lasciati tutti nell’incertezza, e ovviamente tutti capiscono quello che vogliono. Purtroppo temo che dopo il 4 maggio ci sarà una ricaduta, lo so, dovrei essere più fiduciosa, ma capisco come si sentiranno le persone quel giorno lì, e credo che sia più che normale sfruttare l’occasione per vedere i propri cari, ma ho paura che questo non si farà con il rispetto delle regole.

Sui social sta spopolando questa nuova challenge, si tratta di prendere un paio di cuffiette e fare due giri intorno alla vita, se si riesce a farlo allora si viene definite belle, con un bel fisico, proprio come si deve essere, sennò si passa per la grassona di turno, sai che ti dico? Credo che le persone siano davvero tanto annoiate per pensare a una cosa del genere. È incredibile come nel 2020, cavolo sì proprio nel 2020, si debbano ancora etichettare le persone in base alla propria forma fisica. Secondo me coloro che fanno partire queste “sfide” non si rendono conto del male che provocano, ci sono ragazzine e ragazzini che proprio per la propria forma fisica soffrono tantissimo,e loro non fanno che alimentare questa cosa. Ci sono persone che soffrono di disturbi alimentari e che dopo aver visto questi video si vedranno sicuramente troppo grasse e cominceranno a mangiare ancora meno. Tutto questo perché la perfezione secondo i social vuol dire essere magre, con i capelli lunghi, possibilmente lisci, vuol dire avere gli occhi chiari, e essere sempre sorridenti, provocanti, ma non troppo che poi si passa per poco di buono, bisogna essere magre, ma non troppo sennò ti verrà chiesto “ Ma perché non mangi?” e guai a essere sovrappeso ti verrà subito detto “Oh ma quanto mangi? Smettila, non vedi come ti sei ridotta”, bisogna vestirsi bene, ma guai a mettere una maglia troppo scollata o una gonna troppo corta ti diranno “Eh ma allora te la stai proprio cercando”, bisogna truccarsi, ma non troppo perché poi ti danno di quella poco sicura di sé stessa, ma non si può nemmeno stare senza truccarsi sennò sei quella che si trascura,bisogna avere una taglia 38, anzi forse è meglio la 36. Il mondo dei social è diventato un continuo etichettarsi, un sii così, cambia il tuo modo di essere per piacere agli altri, stravolgiti, dimagrisci, fatti crescere i capelli, fatti qualche punturina che hai le labbra troppo sottili e il seno poco prosperoso, cambia, sennò non piacerai mai agli uomini. Sai cosa ti dico? Sono stanca, stanca di essere etichettata, stanca di essere giudicata, stanca di tutti questi canoni, stanca di dover cambiare, stanca di essere ridotta a una taglia, stanca di vedere persone che si suicidano per il bullismo che subiscono, stanca che la società ci dica come dobbiamo essere, stanca di venir giudicata solo in base a quanti centimetri ha la mia vita, sono proprio stanca di tutta questa storia. Mi sono proprio rotta, mi piacerebbe che tutti si sentissero belli così come sono, con le loro imperfezioni, mi piacerebbe che le persone si migliorassero per loro stessi e non per piacere agli altri, mi piacerebbe che tutte le persone si alzassero la mattina, andassero davanti allo specchio e guardandosi dicessero “Mi amo così come sono”, mi piacerebbe che tutti i canoni di bellezza sparissero, quest’ultima dovrebbe essere soggettiva, ma se non ti piacciono le ragazze magre con i capelli lunghi o i ragazzi alti e muscolosi allora non sei definito normale. Mi piacerebbe che le persone si sentissero libere di essere come vogliono, senza essere giudicate.

Venerdì 1’ maggio

avrai notato che ti scrivo con meno frequenza rispetto al solito, semplicemente per non rendere la cosa forzata e mantenere la spontaneità di questo nostro momento.

A parte ciò sii hai letto bene, siamo a maggio! Se penso al fatto che ho iniziato a scriverti che era fine febbraio mi sembra veramente strano; il tempo è volato in una maniera impressionante. Mi dispiace un sacco di non essermi goduta aprile come avrei voluto, è un mese che mi piace tanto per vari motivi: i primi caldi, le prime maniche corte e i primi shorts, le prime giornate al mare.. Insomma un sacco di belle cose che ci tocca rimandare speriamo a maggio.

Forse sono una delle poche che deve ancora realizzare il tutto, a me sembra che sia solo un lungo incubo, sarà perché non sono mai uscita e non ho mai avuto modo di vedere con i miei occhi come vanno le cose, io vado avanti per sentito dire o vedendo le cose alla TV. E non so se questa cosa contribuisca al fatto di vivermela male, boh.

Poi poco fa ho riflettuto al fatto che la prossima volta che rivedrò tutti i miei compagni di classe in aula e che rientrerò a scuola io sarò in quinta! Questo mi agita non sai quanto, mi sembrava ieri di entrare per la prima volta nella mia scuola e adesso invece sto per salutarla. Tanta tanta ansia.

Insomma una giornata piena di pensieri molto pesanti, a domani.

Venerdì 1 maggio, ore:22:30

oggi ho passato una bellissima giornata in famiglia. A pranzo abbiamo mangiato una favolosa tagliata con delle patate al forno, davvero buone. Il pomeriggio l’ho passato leggendo, facendo i compiti di inglese e allenandomi un po’. Questa sera, invece, ho guardato un bellissimo film con i miei. Ora sono qui a scriverti, dopo credo che giocherò a dama contro mio papà. Ora vado a farmi la doccia così poi gioco con mio papà. A domani.

Montebelluna, 01/05/2020
Caro diario, sono 100.943 le persone attualmente positive al virus, con un calo di 608 assistiti rispetto a ieri. Di queste, 1.578 sono in terapia intensiva e altre 17.569 sono ricoverate in altri reparti. I morti sono 28.236, 269 in più nelle ultim’ore. Sono invece 78.249 le persone guarite o dimesse dagli ospedali (2.304 in più rispetto a ieri). Le persone che hanno contratto il virus dall’inizio dell’epidemia sono 207.428.
Oggi è il primo maggio, strano vero? Il tempo passa così in fretta.
Tra poco più di un mese finisce la scuola ed inizia l’estate, sono entusiasta, ma ho qualche dubbio sul fatto che potremmo andare in vacanza.
Ci manca un anno e dovremo affrontare la maturità, come possono essere già passati quattro anni? Sono sembrati un secondo.
Sai, oggi ho riascoltato alcune canzoni che sentivo sempre 5/6 anni fa e me le ricordo a memoria, mi sembra fosse ieri.
Eppure sono cambiate così tante cose, ho fatto molte esperienze, ho conosciuto un sacco di persone, sono addirittura diventata maggiorenne ma mi sembra tutto uguale.
Mentre ti scrivo sto ascoltando musica, in questo momento vorrei davvero tanto andare ad un concerto. È da 5 anni che ogni primavera vado ad un concerto e quest’anno non l’ho potuto fare.

Voglio raccontarti una cosa.
L’anno scorso una mattina mi sono svegliata, sono scesa in centro e ho comprato due biglietti per un concerto. Sono tornata a casa e ho semplicemente detto a mia mamma “tra due settimane sei libera? Perché dobbiamo andare a Milano ad un concerto”. Devo dire che non è stata molto contenta ma alla fine mi ci ha portata.
A volte sento la necessità di evadere dalla realtà.
Molto spesso quando mi sento troppa pressione addosso mi metto le cuffiette e vado in un posto vicino a casa mia che non conosce nessuno dal quale si ha una vista magnifica. Passo le ore lì, con la musica e con me stessa.

…30 aprile

Diario ai tempi del coronavirus

Asolo, 30 aprile 2020

domani è maggio. Il terzo mese in cui mi sopporterai. Cosa è cambiato dall inizio di tutto questo?

Consapevolezza, musica e studio. Sono queste le cose che sono cambiate, sono tutte aumentate nella mia routine.

Consapevolezza in quanto so che posso fare la differenza e posso confidare nella mia forza e in quella della equipe medica.

Musica, lei mi accompagna sempre, riempie tutti i silenzi che mi mangiano dentro. Anche in questo momento la ho in sottofondo. Ultimamente ascolto solo musica italiana, patriottismo o gusto personale? Non lo so.

Lo studio, anche lui mi accompagna ogni giorno. Lo studio mi serve e allo stesso tempo mi aiuta. Di tempo libero ne ho a vagonate e investirlo nella studio è giusto, sta dando i suoi frutti.

I primi giorni di maggio uscirà un decreto e inizierà la fatidica “fase 2”. Le persone stanno già interpretando a loro piacimento le notizie che leggono, tre quarti delle quali sono finte, ovvio.

In caso le persone potessero iniziare a uscire ( non capisco come sia possibile se non con mascherina guanti e distanza) probabilmente un sacco di persone si troveranno senza rispettare i paletti che dovrebbero esserci. Io per scelta personale non vedrò nessuno, mia mamma è tra le persone più esposte e per rispetto e per amore verso gli altri la mia fare due personale sarà una fase 1.1

Amo di me la consapevolezza che sto acquisendo durante questo periodo, due tre anni fa sarei voluta scappare, lo so.

Oggi la mamma ha fatto il pane, ma cosa voglio di più?

veramente non so più cosa pensare. Questa frase la ripropongo spesso, ma è la verità. In questa situazione è difficile immaginare dato che la maggior parte delle cose che mi andrebbero di fare non posso farle. I sogni sono molti, come i desideri. Per la prossima estate ormai mi sono rassegnata, sarà assolutamente diversa ma vedremo cosa inventarci per renderla ugualmente indimenticabile.

Dal punto di vista politico c’è un gran caos, continue conferenze stampa per critiche, nuovi consigli, restrizioni nuove o restrizioni annullate, e tutto questo crea una tale confusione. Stare a casa mi fa viaggiare un sacco con la mente, non penso a questa situazione perché davvero bisogna aspettare, ma al mio futuro, alle scelte che dovrò fare, la scelta dell’università per esempio. Una scelta non banale, per niente, che poi la vita ci sta cambiando all’improvviso e credo che alle mie scelte si dovranno adattare, un peccato forse, però ecco, penso che qui entri proprio la nostra capacità di adattamento e di cambiamento improvviso, che ci permetteranno di vivere serenamente.

Giovedì 30 aprile

Oggi dopo le solite lezioni ho aiutato mio papà a sistemare la legna, devo dirti che in questi giorni sto sentendo veramente tante notizie su cosa accadrà il 4 maggio su cosa si potrà e su cosa non si potrà fare, ma soprattutto una delle discussioni che si sente molto in questi giorni è quella delle visite ai congiunti e sugli affetti stabili, ci sono articoli che dicono che si possono andare a trovare gli amici altri che dicono che non si potrebbe, insomma c’è molta confusione attorno a questo argomento, io credo che non sia stata fatta molta chiarezza e se ti devo dire la verità non mi sembra giusto che si possa andare a trovare fidanzati parenti e amici no, in fondo gli amici sono degli affetti stabili, gli amici con cui esco di solito e quelli che abitano in paese o qui vicino li conosco da più di 3 o 4 anni, alcuni addirittura dall’asilo, se non sono affetti stabili questi io non so più che dire. Detto questo spero che in questi giorni venga fatta più chiarezza riguardo a questo. Ora caro diario ti saluto, a domani.

Montebelluna, 30/04/2020
Caro diario, sono 101.551 le persone sottoposte al test e attualmente positive al virus, con un calo di 3.106 assistiti rispetto a ieri. Di queste, 1.694 sono in terapia intensiva e altre 18.149 sono ricoverate in altri reparti (1.061 in calo rispetto a ieri). I morti sono 27.967 (285 in più nelle ultime ore). Sono invece 75.945 le persone guarite o dimesse dagli ospedali (4.693 in più rispetto a ieri). Le persone che hanno contratto il virus dall’inizio dell’epidemia sono 205.463.
Il coronavirus ha cambiato le nostre vite. Abbiamo paura che accada qualcosa ai nostri cari. Viviamo isolati dagli amici ed alcuni anche dalla famiglia. Soffriamo l’incertezza di ciò che accadrà in futuro.
Molte persone sono un esempio di forza e in questo periodo stanno aiutando la collettività cucinando per gli operatori sanitari, comprando cibo per gli anziani e per le persone con malattie croniche e offrendo le loro competenze come medici, infermieri e scienziati.
Stamattina Chiara Ferragni e Fedez hanno preso parte ad una bellissima iniziativa, ovvero Milano aiuta, del comune di Milano per rispondere alla necessità di aiuto alimentare a supporto di anziani e famiglie in difficoltà.
Insieme ai volontari hanno raccolto casse di frutta e verdura all’ortomercato, le hanno imbustate per ogni famiglia, si sono recati in uno dei tanti punti di raccolta della città e hanno distribuito la spesa ad alcune famiglie della zona.
Credo sia un’iniziativa davvero fantastica e sta dimostrando ancora di più lo spirito di collettività che ci sta unendo in questi giorni.

Giovedì 30 aprile, ore:22:20

oggi è andato tutto bene. Mi sono allenato molto, perché non avevo molto da studiare. Ho letto anche molto e ascoltato musica. Per la prossima settima devo mettermi a studiare inglese, ma non mi piace come viene tratta l’argomento nel libro di inglese. In ogni caso devo impegnarmi e prendere un voto decente. Ora vado un po’ in chiamata con mio cugino per concludere la giornata. Buonanotte, a domani.

Pederobba, 30 Aprile 2020

Non ho mai capito perché la pioggia mi trasmette tanta malinconia, guardando fuori dalla finestra mi sento colmare di tristezza, tutto è così cupo, tetro, tutto così grigio e mi inquieta. Quando piove sembra che il mondo mi dica di rintanarmi a casa, di stare al sicuro, protetto tra le mura, magari sotto le coperte in ascolto di quel rumorio costante delle gocce che cadono sull’asfalto, quel continuo scrosciare dell’acqua. Ormai è diventato “normale”, anzi obbligatorio, ma un tempo rimanere a casa mi opprimeva, mi limitava, mi rendeva tetro come l’ambiente fuori, impediva al mio spirito libero di vagabondare, di errare, con i miei amici e forse è da quei momenti che ho preso a noia la pioggia; anche se ci sono dei rari casi, in inverno, in cui giungo perfino ad amare questa, amo l’atmosfera che si crea a casa, il rimanere vicino alla stufa al caldo, con il freddo clima che c’è fuori. Dopo questa breve introduzione volevo parlarti di qualcos’altro, di un tema assai recente, di un problema dei nostri tempi che sta logorando le menti di molti studiosi e non, un tema che ha, per la sua drammaticità, attirato l’interesse dell’intera collettività, questo problema è: il riscaldamento globale. Perché proprio questa tematica in un momento come questo in cui l’urgenza principale è il covid-19? Innanzitutto perché credo che riguardo a quest’ultimo ti ho parlato già fin troppo, anche dell’ambiente in realtà ti ho parlato abbastanza e molto mi ci sono dedicato nelle mie descrizioni, molto l’ho contemplato, ma mi fremeva trattare questo tema perché oggi ho letto diversi articoli a riguardo e quindi molto ci ho riflettuto. Tutti parlano di questo argomento, o meglio prima del covid tutti ne parlavano (ora sembra essere passato in secondo piano), eppure io sono dell’idea che nonostante il fatto che sia molto discusso, le persone continuano a sottovalutare il problema e gli enormi disagi, le enormi catastrofi che può causare. Perché dico che molte persone lo sottovalutano? Beh, perché io stesso molte volte guardando il telegiornale o leggendo articoli sul clima tendo a prendere alla leggera il tema in questione, forse perché sono cresciuto con queste discussioni e per me rappresentano il pane quotidiano, un enorme problema come questo si sta trasformando in una semplice chiacchiera mondana. Sui social appaiono persone indignate, post e commenti pieni di rabbia che devono sfogare contro nemmeno loro sanno chi, il dito prima infatti dovremmo puntarlo a noi stessi prima di iniziare ad accusare gli altri (ma questo non fa parte dell’essere umano che costantemente si ripete “com’è possibile che sia io nel torto?”). Ormai abbiamo constatato che ad ogni problema che il mondo deve affrontare tutti credono di avere la soluzione, tutti all’assalto contro i governi, contro i capitalisti, contro chiunque venga identificato come capro espiatorio insomma; all’improvviso tutti diventano sommi esperti di quel problema improvviso (come del resto stiamo vedendo in questi mesi con il coronavirus). Forse mi sto dilungando molto in questa parte, ma passiamo dunque al nocciolo della questione; premetto che io non sono un esperto e che nella mia ignoranza non posso avere alcuna soluzione concreta a problemi così grandi, infatti mi limito a discorrere e trattare questi problemi senza alcuna presunzione di conoscenza, sapendo che le soluzioni che io nella mia immaturità posso dare sono esse stesse immature. Con questo però non voglio dire che dato che i problemi sono così grandi, noi, persone semplici, non dobbiamo affrontarli e combatterli ma dico che dovremmo limitarci (quando non si ha abbastanza conoscenza in materia) al nostro piccolo. Tutti sappiamo, anche chi non vuole ammetterlo, che questo problema è reale e ce lo stanno dimostrando anche i fatti: nel corso della sua esistenza la Terra ha sempre affrontato fasi con caldi torridi e altre fasi, al contrario, glaciali (5 fasi glaciali, una delle quali è quella che stiamo vivendo) e che il clima, quindi, in questo pianeta è sempre in costante mutamento. Nell’articolo leggevo che l’inizio del riscaldamento globale corrisponde pressappoco all’inizio della nostra civilizzazione, questo infatti ha portato climi propizi alla nostra civiltà, ha permesso lo sviluppo di civiltà superiori e l’insediamento in determinati zone dell’uomo (che prima era nomade), quindi la creazione delle prime città. Ma il problema del riscaldamento globale non risale a quei tempi lontani, sebbene possa essere vero che il riscaldamento della Terra sia iniziato a quei tempi il vero problema sorge con la prima rivoluzione industriale quando si iniziò ad usare il carbone su larga scala e quando iniziarono a diffondersi sempre di più le industrie e sempre di più anche le emissioni di CO2, proprio qui infatti risiedono le radici del problema che stiamo affrontando oggi con tanto vigore, un problema che è andato via via ingrandendosi. Come si può vedere le radici del problema sono assai profonde anche se per molto tempo è stato ignorato (anzi negli anni ’60 si pensava addirittura che la Terra stesse andando incontro ad una nuova glaciazione), molti infatti ipotizzano che il normale andamento del clima sia stato già da molti anni, addirittura da secoli, interrotto dall’intervento dell’uomo (ora la Terra dovrebbe essere in una fase di glaciazione), ma come affrontare quindi questo problema di cui tutti parlano ma di cui non conoscono le origini? Un ritorno ad una società pre-industriale è impossibile, anzi impensabile, ci sono stati cambiamenti di cui è impossibile fare a meno; ma anche continuare in questa direzione è impossibile. Se nel XX secolo l’aumento della temperatura è stato di 0,6 ºC, nel XXI secolo si presuppone possa essere addirittura di 6ºC con delle conseguenze catastrofiche, conseguenze inimmaginabili. Per quanto ci possiamo sforzare sembra che questo tema sia troppo grande per le nostre potenzialità, possiamo ridurlo ma non annientarlo, forse abbiamo preso un vicolo cieco e per quanto possiamo rallentare prima o poi giungeremo comunque per scontrarci. Siamo, forse, prossimi alla fine?

…29 aprile

ormai ho preso l’abitudine di vivere la vita giorno per giorno dato che ormai penso che tutte le nostre certezze sono svanite e che nulla sia più certo in un mondo stravolto da una crisi sanitaria, economica e ambientale.

Mi dispiace dirlo, ma mai come adesso non possiamo prevedere e pianificare la nostra vita poichè non siamo consapevoli di cosa potrebbe accaderci domani. Tutti i nostri piani per il futuro: feste, eventi, appuntamenti sono stati posticipati a data da destinarsi. L’unica cosa che ci resta da seguire è quella di rispettare le regole che ci vengono imposte dalle autorità politiche nella speranza che siano quelle giuste e che siano efficaci, inoltre affidarci alla scienza e al progresso. Mi auguro davvero che ben presto si trovi un vaccino contro tale pandemia.

In questi giorni si sta discutendo in merito alla cosiddetta fase 2 in vigore dal 4 maggio. Essa dovrebbe consistere nella riapertura di tutte quelle imprese che oggi sono ancora chiuse, ma anche nella libertà di spostamento insomma potremmo definirla in poche parole in un quasi ritorno alla normalità. Invece secondo il parere tecnico scientifico ciò non sarebbe ancora possibile poichè questo provocherebbe una nuova ondata di contagi.

Tale modo d’agire avrà delle ripercussioni enormi nel sistema economico. Per esempio se si pensa a tutte quelle imprese che rimarranno chiuse ancora per molto tempo presumibilmente fino giugno, queste verranno veramente piegate dalla crisi. Inoltre tutti quei lavoratori e lavoratrici che perderanno il loro posto di lavoro a causa di questa emergenza che fine faranno? Riceveranno degli aiuti?

Io spero che lo Stato metta a disposizione aiuti e sussidi altrimenti si rischia di cadere in un buco da cui poi difficilmente si riesce a rialzarsi.

Pederobba, 29 Aprile 2020

Inizio col dirti che, infine, ieri ho concluso che continuerò, come ora, a scriverti ogni giorno e questo perché probabilmente poi le giornate passerebbero senza che io me ne renda conto, senza che io riesca a ricavarne qualcosa. Alla fine ho capito che scriverti ogni giorno mi permette di riflettere sulla mia giornata, di capire se ci sia qualcosa da raccontare, e in un’intera giornata è quasi impossibile non avere nulla da raccontare; se si giungesse ad una tale conclusione vorrebbe dire che si è analizzato solo superficialmente la propria giornata, solo oggettivamente, si è tenuto conto solo di cosa si è fatto e cosa no. Ma la parte più consistente e più meritevole di essere raccontata è quella soggettiva, la parte sentimentale ed emozionale, quella parte che pure nella giornata più insignificante non ti abbandona e che ti fa provare cose che in nessun’altra giornata si ha provato. È veramente complesso descrivere la miriade di emozioni che ci attraversa e popola nel corso di una giornata, ma anche descrivere quelle che più ci hanno colpito non risulta affatto semplice, questo perché le emozioni sono un qualcosa di astratto, una percezione, sono diverse per ogni singolo individuo; ma io penso che più che concentrarsi sulle emozioni in sé, bisognerebbe concentrarsi su quello che esse ci permettono di vedere. La realtà che noi osserviamo con i nostri occhi e che noi consideriamo come una realtà oggettiva, in verità è filtrata dalle emozioni che alterano la percezione di quello che viviamo oppure osserviamo. In base al nostro umore gli eventi, o meglio ancora gli ambienti che noi osserviamo sembrano trasmetterci quello che noi proviamo, sembrano rispecchiare il nostro stato d’animo. Tutto questo per dirti che in una giornata, nella descrizione di essa, questa particolarità debba risaltare più di qualsiasi altra cosa, si potrebbe semplicemente provare con il visitare lo stesso luogo più volte per capire che si giunge sempre a vedere un qualcosa di diverso. Inoltre, scrivendoti ogni sera, so che può sembrare ridicolo, oppure forse anche assurdo dirlo, ma mi sembra di riuscire a scoprire a mia volta una nuova parte di me che anche con un’acuta riflessione probabilmente non sarei riuscito a notare, mettere su carta quello che penso mi fa riflettere, mi fa capire quello che penso, cosa che non sempre è scontata, credo che molte persone nemmeno siano a conoscenza di cosa pensano o che forse non siano proprio a conoscenza del fatto che pensano. Ma tralasciando questo, mettere su carta i pensieri corrisponde ad ordinarli, corrisponde a capirli, corrisponde a far diventare concreto ciò che è astratto, corrisponde anche a capirsi e comprendere ciò che si ambisce, scoprire la propria strada e tracciarla. Quindi no, non credo che inizierò a scriverti più raramente, ho bisogno di farlo ogni giorno.

la notizia odierna che mi ha colpito maggiormente è stata una piccola rivolta da parte di alcuni titolare di attività, a Treviso in particolar modo hanno consegnato al sindaco le chiavi dei loro negozi, simboleggiando la richiesta di aiuto e come per voler dire che così è difficile continuare. La situazione è davvero difficile te lo assicuro, da un lato il dovere del lavoro chiama per un tornaconto economico, mentre dall’altro, la paura di una seconda ondata importante di contagi. Io me ne rendo conto, ma personalmente non so davvero da che parte stare e pensare, un’emergenza sanitaria mette davvero nella condizione di prendere decisioni, talvolta sbagliate anche se non è questo il punto, ma che soprattutto verranno criticate. In conclusione volevo dire che giustamente da parte degli imprenditori c’è la necessità di dover ricominciare, e se tutto questo dovesse risuccedere? Cosa saremmo chiamati a fare nuovamente? È un vero mistero

Oggi è stata una giornata molto piovosa, con vari tuoni e lampi.

E come passare una giornata del genere in modo migliore, se non facendo una maratona dei film più belli di Alfred Hitchcock, in memoria della sua morte, avvenuta esattamente 40 anni fa?

è da un po’ che non ti parlo più della situazione del Covid-19, ma non c’è molto da dire. La situazione è stabile e piano piano i contagi sembrano diminuire ma la fine di tutto questo la vedo ancora lontana.

Questa mattina ho fatto le lezioni online, poi un po’ di compiti e ho fatto gli esercizi. Ormai questa è la mia routine, non faccio molte cose nuove.

Oggi pomeriggio, dopo tantissimo tempo ho mangiato il gelato. È stata la prima volta, dall’inizio di questa quarantena, che sono uscita al di fuori del mio giardino, al di fuori della mia ‘comfort zone’. Ovviamente ho indossato la mascherina e i guanti, un’abitudine necessaria per la salute di tutti e che entrerà nella nostra quotidianità per un po’ di tempo. È stato strano. Parlare con gli altri è davvero difficile e non vedere l’espressione che fanno è davvero brutto.

Mercoledì 29 aprile 2020

scusami se non sono stata molto presente ma, detto sinceramente, non so cosa raccontarti perché le giornate continuano ad essere sempre molto monotone. La mia routine ormai è: sveglia, colazione, lezioni, pranzo, lezioni, studio, tempo libero, cena, film e nanna. Qualche sera per fortuna riesco ad andare a farmi una passeggiata ed è la parte del giorno che preferisco perché mi metto che cuffiette e stacco la spina da tutto e da tutti.

In casa a volte c’è ancora molta tensione e nervosismo: mio papà non vede l’ora di tornare a lavorare!

Sono passati esattamente 52 giorni dall’inizio della quarantena. 52 giorni ”sprecati”, ma non troppo. Dico sprecati perché in questi due mesi avevo in programma molte cose che ovviamente mi toccherà rinviare a non si sa quando! In questi due mesi però ho avuto sempre mille pensieri per la testa e non è facile togliermeli perché non so bene come occupare il tempo.

Questi 52 giorni non sono stati facili, ma alla fine siamo arrivati a fine aprile, quindi il tempo è volato tra speranza e tristezza nel mio caso.

Il 4 maggio dovremmo avere un po’ più di libertà, nella speranza che non aumentino i contagi e i morti. Il futuro è quindi nelle nostre mani.

Montebelluna, 29/04/2020
Caro diario, sono 104.657 le persone sottoposte al test e attualmente positive al virus, con un calo di 548 assistiti rispetto a ieri. Di queste, 1.795 sono in terapia intensiva (68 in calo rispetto a ieri) e altre 19.210 sono ricoverate in altri reparti (513 in calo rispetto a ieri). I morti sono 27.682 (323 in più nelle ultime ore). Sono invece 71.252 le persone guarite o dimesse dagli ospedali (2.311 in più rispetto a ieri). Le persone che hanno contratto il virus dall’inizio dell’epidemia sono 203.591.
In questo periodo mi sento veramente fortunata ad avere un giardino ed anche piuttosto grande. Ho il bisogno di uscire e stare al sole, se no dopo un po’ divento proprio malinconica. Non so come facciano a resistere le persone che vivono in un appartamento, senza poter mai stare all’aria aperta.
Credo che questa quarantena ci abbia permesso di apprezzare ancora di più le cose che abbiamo, partendo dalla salute, che ad oggi non è così scontata.
Nella vita di tutti i giorni capita di perdersi dietro ad alcune cose, più futili, mentre questo isolamento ti fa comprendere quali cose siano veramente importanti, di cosa abbiamo bisogno e cosa invece è solo un capriccio.
Spero che finita la quarantena non torneremo ad essere le persone di prima, perché se così fosse vuol dire che non abbiamo imparato niente da questa esperienza, traumatica, ma pur sempre un esperienza. Confido nel fatto che le persone diventino più responsabili, in primis verso sé stessi, ma anche verso gli altri.

Mercoledì 29 aprile

ho notato che il fatto di aver preso come un’abitudine questo nostro ritrovo mi consapevolizzi ogni giorno di più di come stia volando il tempo. So che ormai ti avrò annoiato con questo discorso, ma davvero non mi era mai successo prima e questo mi spiazza molto. Più che altro perché mi sembra sempre di non sfruttarlo al meglio, sicuramente essendo chiusa in casa so che la cosa non è così facile, ma comunque so che potrei fare di più. Poi però durante il giorno me la prendo sempre con calma per fare tutto e rimando il rimandabile. In queste giornate così grigie e tristi poi sono solo più motivata ad oziare. Boh devo dire che sono spesso confusa quindi non pretendo che tu mi capisca, anzi è molto più probabile così.

Un’altra cosa che ormai sai bene è che la situazione si fa sempre più pesante sotto ogni punto di vista, forse la cosa che mi preme di più è non sapere quando e se tutto ciò finirà o comunque quando inizierà a migliorare davvero. Tutta questa incertezza mi infastidisce parecchio, io ho bisogno sempre di certezze e qui ce ne sono pochissime. Odio non sapere nulla e soprattutto non poter fare nulla, se almeno facessi qualcosa di concreto saprei con chi prendermela, però giustamente non ho potere in questo grande problema e forse è meglio così.

Asolo, 29 aprile 2020

inutile, oggi c’era il temporale e puntualmente il mio umore scende.

Non è facile sai. Ormai mi sto abituando, credo di sì, ma non si sta bene.

La cosa che mi spaventa di più? Il futuro. Ma non quello fra dieci anni. Quello fra un mese o due. Sai ho sempre cercato il bello nelle cose, ho sempre fatto così. Oggi non ci riesco. Oggi è uno di quei giorni che vorrei fosse tutto un brutto sogno. Mi manca la mia vita di prima. Mi manca tutto quello che per me era normale, e che ora invece ormai è un ricordo. Ho tanta paura, vorrei poter tornare indietro. Vorrei poter scappare ma non posso,ogni giorno devo affrontare una giornata che non mi appartiene. La notte diventa sempre più difficile dormire, di giorno ho mille cose da fare, ho un sacco di tempo occupato.

La sera ci sono solo io. La notte poi, lei si che mi frega. Caro amico mio, oggi proprio non ce l’ho fatta. Ho un peso sul petto e ho la consapevolezza che mi accompagnerà per un bel po. Ho sempre odiato le cose tristi, i pianti, la rabbia. Eppure eccomi qua, l’incarnazione di tutto ciò che odio. Ma tanto niente è cambiato. Vado a studiare che almeno mi fa bene, e mi distraggo.

come stai? Domani è già giovedì, e tra un paio di giorni è il primo maggio, devo dire che queste ultime settimane sono passate molto velocemente, sarà che ho avuto molto da fare, ma non le ho proprio sentite. È strano pensare che all’inizio della quarantena il tempo sembrava non passare mai, invece ora sta proprio volando.

Oggi ha piovuto tantissimo e a un certo punto ha iniziato anche a grandinare e per questo motivo non ho fatto niente di particolare perchè questo tempo mi toglie completamente la voglia di fare, avevo in programma di studiare per prendermi avanti e magari anche fare un dolce o comunque cucinare qualcosa, ma non ho fatto niente di tutto ciò. Al pomeriggio ho fatto una videolezione di matematica e poi una videochiamata con dei miei compagni di classe per metterci d’accordo su come suddividere il lavoro da fare per una ricerca, poi mi sono messa sul divano e ho solo guardato serie TV, ma non mi sento tanto in colpa per averlo fatto, credo che ogni tanto prendersi un po’ di tempo vada bene, soprattutto se nei giorni prima si ha avuto molto da fare. Tra l’altro dovrei anche prepararmi per un concorso sull’economia circolare, a cui avevo deciso di partecipare già quando eravamo a scuola, credo che sia una bella opportunità per mettersi a confronto anche con altre persone, e anche per essere più informata su quello che sarà un nuovo modello economico da seguire.

Ora devo proprio andare, i compiti di matematica mi aspettano,ma ci sentiamo domani.

Lunedi 20 aprile 2020

nel mondo che abbiamo sempre conosciuto fin da bambini era impensabile una situazione del genere, qualcosa che potesse turbare tutti in questo modo, le carestie e le guerre erano racconti sbiaditi dei nostri nonni o dei libri di storia. Invece, come purtroppo stiamo assistendo in diretta, tutto il mondo si è scoperto vulnerabile ed oggi ci troviamo, tra mille incognite, a dover ricostruire quanto davamo per scontato e a combattere per mantenere il nostro stile di vita. Ed è proprio in questo momento che bisogna dimostrare le grandi capacità e l’intelligenza delle nuove generazioni, nonostante molti adulti pensino il contrario, perché coloro che ne subiranno le conseguenze di questa crisi mondiale e che dovranno tirar su tutto di nuovo con gli anni siamo noi giovani di oggi.

Mercoledì 29 aprile, ore:22:30

oggi ho studiato diritto e perfezionato il Power-Point, in ogni caso mi sento che domani non sarà facilissimo esporlo. Non è stato semplice fare un lavoro di gruppo su 28 pagine del libro, in più studiarlo, il tutto in due giorni e mezzo per la precisione. Non ho capito il perché di questa cosa, ma ho cercato di fare del mio meglio, ovviamente. A dirti la verità ne sono rimasto molto perplesso, in ogni caso non sono uno che protesta, ma non l’ho trovato affatto giusto, anche il perché siamo solo un gruppo all’interno della nostra classe a fare questa cosa. Credo che porterò a termine la giornata leggendo, e bevendo un tè. A domani.

…28 aprile

Martedì, 28 aprile 2020

come stai? Siccome non ho più niente da dirti sulla mia vita, vista la monotonia degli ultimi giorni, ti racconto un po’ quello che sta succedendo nel mondo.

Purtroppo alcuni governi stanno approfittando di un periodo storico così delicato, per imporre il loro potere. Per esempio il governo della Cambogia ha indetto uno stato d’emergenza senza limiti che prevede la censura dei mezzi d’informazione e dei social media, nonché la sorveglianza di massa.

Nelle Filippine il presidente di estrema destra Rodrigo Duterte ha autorizzato polizia ed esercito a sparare su chiunque violi la quarantena. Le forze dell’ordine sono arrivate a rinchiudere le persone in gabbie per cani ed a umiliarle sui social network, una situazione simile si ha anche in Paraguay dove le forze dell’ordine hanno minacciato con il taser numerose persone accusate di aver violato la quarantena.

In Uganda la polizia ha effettuato un blitz in una casa di rifugio per persone che fanno parte della comunità LGBTQ+ ed ha arrestato 23 di loro, sostenendo che stessero violando la quarantena. Due persone sono state picchiate e le altre messe alla pubblica gogna.

In Thailandia grazie a una legge emergenziale il premier può disporre coprifuoco a piacimento e censurare i mezzi d’informazione. Alcuni giornalisti sono già stati denunciati per aver criticato la gestione dell’emergenza.

In Israele il primo ministro Benjamin Netanyahu ha sfruttato la sua posizione di potere per ordinare la chiusura dei tribunali, bloccando il processo che lo vede imputato di corruzione.

In India il governo del nazionalista Narendra Modi sta sfruttando il lockdown per colpire soprattutto lavoratori migranti e minoranze musulmane, già perseguite prima della pandemia.

Dopo che ti ho bombardato di notizie ti chiedo: “Ma perché l’uomo riesce ad essere anche più cattivo del virus?”, io sinceramente una risposta non so darla, mi stupisco ogni giorno di più delle atrocità che vengono commesse, pur trovandoci in una situazione di emergenza così grave ci sono comunque governi e persone che riescono a rendere il tutto ancora più tragico. Quelli che ti ho fatto prima sono solo alcuni esempi, potrei andare avanti ancora per molto, ma credo che questo basti a farti capire in che situazione ci troviamo. È anche vero che durante il corso dell’umanità le epidemie hanno provocato un’espansione dei poteri dello Stato, ma questo non fa che aggravare la situazione, dopo tutti gli errori commessi in passato e dopo tutto il tempo che è trascorso siamo ancora al punto di partenza, anziché pensare a come risolvere il modo civile la situazione, ci sono governi che pensano solo al proprio tornaconto, non si preoccupano minimamente di star violando i diritti umani, pensano solo a come essere più forti, a come imporsi ancora di più (come se già non lo facessero abbastanza). Io sono veramente non me ne capacito, non riesco a comprendere la mentalità di questi soggetti, che pur di farsi vedere più potenti sono disposti a uccidere e a privare le persone di tutte le loro libertà.

Ora ti devo proprio lasciare, ma ci sentiamo domani.

scrivere giornalmente la data in queste pagine mi mette di fronte al fatto che i giorni volano nel vero senso della parola. Per quanto riesca a tenermi occupata, tra studio, pulizie, lettura, cucina, a volte mi sembra di non aver impiegato in maniera ottimale il tempo. Uscire di casa ti mette nell’ottica di poter fare più cose, anche se non è sempre così poi, e a fine giornata ti senti veramente di aver vissuto.

In questa situazione è leggermente diverso sai, ripeto, talvolta mi sembra di non aver fatto tutto quello che dovevo fare, una minima parte ancora non realizzata, e ti assicuro che questo mi infastidisce. Sono una ragazza che ha sempre avuto le giornate scandite, persino d’estate, organizzate tra lavoro amici e feste, mi piace avere un ritmo costante nel fare le cose e non perdere tempo. Questa quarantena mi ha messo fronte una situazione che non avevo mai vissuto, ogni giorno mi invento cose nuove da fare appunto per non sentirmi inutile, le giornate sono scandite lo stesso però non come prima. Il fatto di alzarmi alle sei mi permetteva di vivere a pieno la giornata, incontrare persone e relazionarmi. Ho scoperto una parte di me stessa nuova, più eremita e solitaria, anche se l’altra parte, la vera me, non l’ora di poter essere come prima.

Asolo, 28 aprile 2020

oggi proprio no!!

Sai, come ti ho già detto la quarantena ci da moltissimo tempo per pensare e a volte avrei solo bisogno di non pensare a niente!!

Oggi c’era un temporale pazzesco e quindi ho dormito tutto il pomeriggio per non sentirlo (18 anni sto anno si, sono ancora una bambina)

Tra circa una settimana le “restrizioni” dovrebbero man mano farci tornare alla normalità ma sono sicura che ci saranno un botto di incoscienti e che i casi saliranno.

Ora che sono quasi due mesi di tutto ciò devo dirti che non pensavo sarebbe così tanto difficile.

Però oggi ho una notizia STUPENDA! Ho preso il massimo su un compiti di una delle mie materie preferite. Questo ha decisamente reso la mia giornata migliore.

Pederobba, 28 Aprile 2020

Stasera sto provvedendo a scriverti più presto, in questa mezz’ora prima di poter mangiare, sperando che tu mi possa aiutare a far passare più in fretta il tempo. In ogni caso, credo che dovrei iniziare a scriverti un po’ più raramente, un giorno si e uno no forse, non saprei, ci sto ancora pensando. Ciò che ti dico sembra essere ormai trito e ritrito, ci sono giorni in cui mi pare di ripeterti cose già dette e non capisco perché ad una persona venga da scrivere più volte le stesse cose, è un automatismo questo? È perché è un pensiero fisso? Eppure per un qualche motivo ci sono delle frasi preimpostate nella nostra mente che siamo soliti usare quando non abbiamo più nulla da comunicare, le proferiamo magari ogni volta in maniera diversa, tentiamo di abbellire, ma si può abbellire il nulla? No, non si può, ma è quello che ingenuamente io sto facendo ora, mi attacco a delle minuzie insignificanti e le esamino come se da queste dovessi trarre una strabiliante conclusione. Prima stavo studiando la prima rivoluzione industriale che ha posto le basi della società nella quale noi oggi stesso ancora viviamo, nella quale sono sorte delle straordinarie innovazioni che hanno completamente mutato la situazione degli uomini; e proprio mentre leggevo queste parole, non proprio queste ma il significato era questo, pensavo che l’uomo riesce ad utilizzare ogni situazione che migliora il benessere della comunità a proprio favore, a favore di un singolo soggetto intendo, ogni innovazione infatti sembra sempre favorire chi già prima si era affermato, accrescendo sempre più il proprio potere e la propria ricchezza. Per quanto riguarda i meno fortunati, loro vedono migliorare la propria situazione ma sempre di poco, ogni grande passo avanti sembra non comprenderli, il progresso sembra escluderli o meglio sfruttarli. Loro che più contribuiscono per questo progetto finiscono per non toccarlo con mano e non giovarne, accontentandosi delle briciole concessegli dai grandi capitalisti. La loro situazione, come noi stessi possiamo constatare migliora, i lavoratori oggi sono molto più tutelati rispetto ai primi operai che non godevano di tutela alcuna, ma per ogni piccolo passo avanti è necessario un grandissimo sforzo, sono necessarie manifestazioni, scioperi, rivolte, e tutto questo meccanismo quindi procede a rilento, il progredire e il migliorarsi della situazione del lavoratore dovrebbe essere costante se si vuole veramente che la società, e il tenore di vita di essa, progrediscano.

Martedì 28 aprile, ore: 21:56

oggi ho studiato diritto e letto il mio libro. Ormai sono arrivato verso la fine del libro, e onestamente mi sta mettendo molta paura. Il genere è legal thriller e quando vengono descritti come sono commessi gli omicidi, suscita una certa paura.

Questa sera ho appena finito una chiamata di gruppo con i miei amici di Maser, non li sentivo da un po’ e mi mancavano. Ora credo che andrò a guardare un po’ la tv, e poi andrò a letto. Ho letto abbastanza questo pomeriggio, non leggero ancora. A domani.

Montebelluna, 28/04/2020
Caro diario, sono 105.205 le persone sottoposte al test e attualmente positive al virus, con un calo di 608 assistiti rispetto a ieri. Di queste, 1.863 sono in terapia intensiva (93 in meno rispetto a ieri) e altre 19.723 sono ricoverate in altri reparti (630 in meno rispetto a ieri). I morti sono 27.359 (382 in più nelle ultime ore). Sono invece 68.941 le persone guarite o dimesse dagli ospedali (2.317 in più rispetto a ieri). Le persone che hanno contratto il virus dall’inizio dell’epidemia sono 201.505.
Questo periodo è perfetto per capire dove vogliamo andare.
Sono dell’idea che ognuno debba reagire di fronte a questa crisi nella maniera che ritiene più opportuna. Non credo ci sia un modo giusto o sbagliato di affrontare questa situazione.
In questo periodo quarantena, con il coronavirus, in questa situazione che sembra così irreale ho riflettuto molto sull’importanza degli amici, della famiglia, delle persone con cui abbiamo a che fare ogni giorno. In questi giorni non mi è mancato nulla dal punto di vista materiale: ho una casa, ho da mangiare, ho modi con cui passare il tempo ad esempio leggendo o guardando la tv, ho il telefono, ho veramente tutto, ma mi sembra di non avere niente. Sento un vuoto, che non posso colmare senza avere a fianco le persone a cui voglio bene.

Martedì 28 aprile

Il tempo di questa giornata è stato completamente adatto a quello che dovevo fare: niente. Finalmente una giornata in cui ho potuto fare quello che veramente mi viene bene.

Okay a parte gli scherzi, ieri ho avuto un’interrogazione che è andata anche bene, e ora per un po’ sono libera per godermi questi, forse, ultimi giorni di quarantena.

Perché da ieri girano degli articoli che dicono che tra i parenti congiunti di cui parla Conte sono compresi anche i compagni e i fidanzati, ormai mi sono convinta che sia vero quindi spero di non essermi illusa per niente perché davvero non se ne può più.

Quindi questa settimana sarebbe dovuta essere corta perché c’è il ponte del primo Maggio, ma sono molto agitata per questa faccenda quindi sicuramente non passerà mai.

Ci sentiamo domani.

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