Esami in gravidanza: analisi e ecografie da fare per una gravidanza serena

Durante la gravidanza, è necessario fare una serie di analisi per monitorare la crescita del futuro bebè e avere la conferma che tutto proceda per il verso giusto. Nella maggior parte dei casi, sono semplici esami di routine che scandiscono la crescita del tuo pancione. Tra questi:

  • analisi del sangue
  • analisi delle urine
  • ecografie
  • visite dal ginecologo.

Ogni donna deve avere informazioni chiare, fin dall’inizio della sua gravidanza, sul numero di visite e analisi da fare durante il suo percorso. Il Ministero della Salute ha appena lanciato l’app, disponibile su Apple store e su Google Play,Mamma in salute” per accompagnare la donna durante questo viaggio, informarla su che cosa deve fare e fornirle un comodo strumento per annotare visite e appuntamenti.

Il calendario dei controlli stabilito dal Ministero della salute prevede una visita al mese dal ginecologo per controllare lo stato di salute del feto e della mamma.

Esami pre-gravidanza

Per vivere una gravidanza serena e preservare la tua salute e quella del bebè, è raccomandato fare alcuni esami prima di lanciarsi nell’avventura del concepimento.

Ecco una check list degli screening da fare.

Un’attenta anamnesi da parte del tuo medico è il primo passo fondamentale per capire se esistono della condizioni che potrebbero influire sulla capacità di concepire e sul decorso della gravidanza.

Per gli esami pre-gravidanza, prima di tutto lo specialista indagherà su:

  • età di entrambi i partner;
  • eventuali precedenti gravidanze e/o aborti;
  • età del primo ciclo mestruale e regolarità del ciclo;
  • pap test effettuati;
  • esami del sangue precedenti;
  • vaccinazioni effettuate ed allergie a farmaci;
  • eventuali patologie dei familiari;
  • malattie infettive ed esantematiche avute;
  • eventuali medicine assunte;
  • eventuale consumo di alcol, droghe e sigarette.

Esami pre-gravidanza da fare

Tra gli esami che possono essere effettuati e richiesti ci sono:

  • ecografia transvaginale e addominale;
  • esame delle urine;
  • esami specifici per la fertilità con dosaggio ormonale;
  • esami del sangue, tra cui emocromo;
  • ricerca nel sangue degli anticorpi per: malattie esantematiche (come morbillo e rosolia),citomegalovirus, HIV,epatite A, B e C, sifilide, toxoplasmosi;
  • omocisteina, TSH;
  • gruppo sanguigno e fattore RH (di fondamentale importanza).

Importanza del gruppo sanguigno fattore Rh

Veloce e indolore, l’analisi permette di determinare il gruppo sanguigno ed il fattore Rh, o fattore Rhesus.

Il fattore Rh si riferisce alla presenza di una proteina sulla superficie dei globuli rossi ed è importante sapere se è negativo o positivo.

La presenza di un fattore Rh negativo nella mamma può scatenare diversi rischi per il feto, in modo particolare anemia, edema o lesioni cerebrali.

Questo perché se il bambino è Rh positivo la mamma può creare degli anticorpi verso questa proteina, che non riconosce. Dunque se si scopre è importante fare delle terapie specifiche indicate dal proprio ginecologo.

Se risulti Rh positivo, non c’è nessun problema di incompatibilità e non importa il fattore Rh del papà. Se invece sei Rh negativo e il padre è Rh positivo, dovrai fare dei controlli dal secondo mese di gravidanza.

Se il bebè è Rh negativo come te, non c’è nessun rischio di complicanze.

In caso contrario, sarai seguita durante la tua gravidanza.

Dosaggio degli ormoni gonadotropine (LH e FSH)

Le gonadotropine sono gli ormoni che agiscono sulle ovaie e sono 2:

  • ormone follico stimolante (FSH)
  • ormone luteinizzante (LH).

Il loro dosaggio è indicato solo se si ha difficoltà nel concepimento.

Il test dell’FSH va fatto per valutare eventuali problemi di infertilità e la funzionalità degli organi riproduttivi.

Nella donna, questo esame è consigliato quando non riesce a procreare o è spesso in amenorrea.

L’FSH permette lo sviluppo del follicolo ovarico.

I valori normali nel sangue di FSH variano durante il ciclo mestruale. (attenzione: sono valori di riferimento non assoluti, ogni laboratorio di analisi può avere range di analisi diversi quindi fai sempre vedere i risultato al tuo medico).

  • fase follicolare: 2-10 UI/ml
  • picco ovulatorio: 5-30 UI/ ml
  • fase luteale: 1-6,5 UI/ ml.

Un valore alto di FSH può significare una riduzione della produzione di ovuli di buona qualità.

L’ormone luteinizzante (LH) associato all’ormone follicolo stimolante (FSH) agisce sugli organi riproduttivi.

L’LH scatena l’ovulazione che è provocata dal suo aumento improvviso, che provoca la liberazione dell’ovulo e regola la produzione di progesterone e di estrogeni dopo l’ovulazione.

I valori normali nel sangue di LH variano durante il ciclo mestruale. Come detto in precedenza ogni laboratorio può avere valori diversi, quindi fai riferimento al tuo medico.

  • fase follicolare: 2- 12 UI/ml
  • picco ovulatorio: 10-75 UI/ml
  • fase luteale: 1-17 UI/ml.

Un valore alto di ormone luteinizzante può essere il segno di amenorrea o di ovaio policistico.

Analisi per confermare la gravidanza

Per confermare una gravidanza, esiste il test di gravidanza urinario che puoi comprare in farmacia, parafarmacia, supermercato, inoltre c’è anche il test di gravidanza sanguigno realizzato in laboratorio. Questi test sono affidabili per oltre il 90%.

Questo test si basa sulla presenza dell’ormone BetaHcg, chiamato anche ormone della gravidanza.

Il dosaggio del BetahCG fornisce due indicazioni:

  • esistenza di una gravidanza
  • buona progressione in funzione dell’evoluzione quantitativs del valore.

Il valore della BetaHcg raddoppia ogni 48 ore durante le prime settimane di gravidanza per raggiungere un tetto verso la decima settimana di amenorrea. Dopodiché decresce velocemente per raggiungere un valore tra 16° e 32° settimana.

Analisi e esami del primo trimestre

Esami del sangue

Durante la prima visita vengono prescritte analisi del sangue obbligatorie:

  • esame del sangue per determinare il gruppo sanguigno ( A, B, AB, O) e il fattore Rh ( positivo o negativo).
  • test di Coombs per valutare eventuali incompatibilità tra la futura mamma e il feto. Se risulta positivo è necessario eseguire l’immunoprofilassi se si effettuano delle procedure invasive (per esempio l’amniocentesi) e al termine della gravidanza.
  • screening della sifilide o TPHA-VDLR. Se il test è positivo, un trattamento a base di penicillina può evitare conseguenze sul feto.
  • screening della rosolia e toxoplasmosi. In caso di immunità non acquisita per la toxoplasmosi, dovrai fare un esame del sangue ogni mese. Mentre per la rosolia sarà richiesto un esame al mese fino alla 18° settimana.

Altre analisi sono raccomandate ma non obbligatorie:

  • screening dell’HIV 1 e 2.
  • in alcuni casi, sono consigliati lo screening anemia per controllare la quantità di ferro, soprattutto quando la donna mangia poco o segue una dieta vegetariana o vegana. Se i livelli di emoglobina sono inferiori a 10,5 g/100 ml è da considerare la supplementazione con ferro se appropriata.

Sindrome di down: screening in gravidanza

Per quanto riguarda lo screening delle cromosopatie o sindrome di Down, esistono diverse tecniche. Il rischio aumenta con l’aumentare dell’età della mamma.

Può essere fatta la translucenza nucale del feto durante la prima ecografia (tra la 11° e la 13° settimana): se il valore supera la soglia di 2,5-3 mm può identificare un eventuale rischio di trisomia 21 (sindrome di Down).

Questo esame ecografico può essere associato allo screening della percentuale della proteine PAPP-A e dell’ormone Beta hCG tra l’8° e la 14° settimana sul sangue materno. L’associazione del prelievo ematico e dell’esame ecografico prende il nome di Bi-test.

Se questi test evidenziano un rischio aumentato di patologia esistono dei test diagnostici invasivi come l’amniocentesi o villocentesi che verranno indicati per analizzare il cariotipo fetale.

I progressi tecnologici degli ultimi decenni hanno portato allo sviluppo deitest prenatali non invasivi, anche detti NIPT. Questi sono rappresentati dalla ricerca delle cellule e del DNA fetale nel sangue materno. La diffusione, soprattutto nell’ultimo decennio, dei NIPT ha portato il Ministero della Salute nel 2015 alla definizione delle “Linee guida per lo screening prenatale non invasivo basato sul DNA”. Queste linee guida dicono che “Lo screening prenatale non invasivo non è un test diagnostico. Il test verifica la possibilità che il feto sia affetto dalle più comuni aneuploidie. I NIPT definiscono, su base probabilistica, la presenza nel feto di una specifica patologia indagata”.

Questi screening dunque ricercano ed analizzano il DNA libero presente nel sangue materno a partire dalla decima settimana di gravidanza.

Esami delle urine

  • Esami per verificare la funzionalità dei reni
  • Urinocoltura per eventuale infezione delle vie urinarie.

In gravidanza, infatti, bisogna stare attenti ad una condizione chiamata “batteriuria asintomatica”, caratterizzata dalla presenza di batteri nelle urine in assenza di sintomi.

Se scoperta in gravidanza è importante iniziare una terapia antibiotica adeguata perché se non trattata può portare a patologie del rene della mamma (pielonefrite) e ad un maggiore rischio di basso peso alla nascita del bambino e di parto pre-termine.

Prima visita ginecologica

Il consulto prenatale deve avvenire prima della fine del terzo mese di gravidanza, ossia prima della 13° settimana di gravidanza.

Questa prima vista è molto importante e il tuo ginecologo ti farà numerose domande per conoscere il tuo stato di salute, valutare eventuali rischi e modulare in questo modo il seguito della tua gravidanza.

In caso di diabete, ad esempio, di ipertensione ma anche di gravidanza insorta da tecniche di procreazione medicalmente assistita, avrai un maggiore seguito medico.

Ecco alcune domande che probabilmente il ginecologo ti farà per conoscerti meglio e capire come procede la tua gravidanza:

  • data delle tue ultime mestruazioni
  • stato di salute attuale: nausee, stanchezza, perdite di sangue, febbre, dolore, ecc.
  • stato di salute generale: malattie, trattamenti cronici, allergie, vaccinazioni, ecc.
  • precedenti chirurgici e ginecologici e ostetrici: infertilità, infezioni, prima gravidanza, eventuale storia dei parti precedenti, infezioni, allattamento, ultimo pap test effettuato, ecc.
  • eventuali indagini sierologiche per toxoplasmosi e rosolia.

Questo primo consulto comporta anche un esame medico e ginecologico e ostetrico: misurazione della pressione, frequenza cardiaca, peso, ecc.

Prima ecografia

Secondo le linee guida SIEOG, la prima ecografia deve essere fatta entro la 13 settimana + 6 giorni (I trimestre) e il suo ruolo principale è vedere:

  • se la gravidanza è in utero
  • il numero di embrioni presenti
  • se è presente l’attività cardiaca.

Inoltre è importante datare la gravidanza e misurare la translucenza nucale.

Questa prima ecografia, se viene fatta verso le 6/ 7 settimane, permette di intravedere un fagiolino con il cuore che pulsa mentre se viene fatta attorno alla 11° settimana ti mostrerà un bebè!

Gli esami da fare durante il secondo trimestre di gravidanza

Tutti i mesi fino alla fine della tua gravidanza dovrai incontrare il tuo medico o ostetrico. Ti farà delle domande per capire se ci sono sintomi anomali:

  • senti il bebè che si muove?
  • hai delle perdite?
  • hai contrazioni, ecc?

Poi, controllerà il peso: alcune donne potrebbero avere la brutta sorpresa di vedere il loro peso molto aumentato. In quel caso, il medico ti potrà dare dei consigli alimentari su come non mangiare tra i pasti e limitare i dolci.

Poi misurerà la tua pressione arteriosa, che deve rimanere nella norma. La visita continua con il controllo ginecologico e vaginale.

Se necessaria e se la paziente è d’accordo, è possibile fissare un appuntamento per l’amniocentesi (non obbligatoria, dalla 15° settimana) e l’ecografia morfologica (obbligatoria).

Esami del sangue

Lo screening del diabete gestazionale (curva da carico di glucosio) è consigliato alle donne a rischio di diabete in gravidanza. In base ai fattori di rischio può essere fatto in due momenti della gravidanza.

Lo screening del diabete viene fatto a 16-18 settimane se:

  • sei affetta da una grave obesità (BMI ≥30 kg/m2);
  • hai avuto il diabete gestazionale in una precedente gravidanza;
  • hai una glicemia a digiuno alterata, all’inizio della gravidanza o precedentemente.

Invece lo screening viene fatto a 24-28 settimane se:

  • hai un familiare di primo grado affetto da diabete;
  • il tuo bimbo nella gravidanza precedente era molto grande (macrosomia fetale);
  • sei sovrappeso o obesa (BMI ≥25 kg/m2);
  • hai più di 35 anni;
  • appartieni ad etnie a elevato rischio (Asia meridionale, Medio Oriente, Caraibi).

In questo trimestre si ripetono gli esami della toxoplasmosi e rosolia se non sei immunizzata.

Ecografie del secondo trimestre

Test invasivi: amniocentesi e villocentesi

Questi test vengono proposti alle donne considerate ad alto rischio di anomalie cromatiche:

  • precedente figlio affetto da anomalie;
  • donne che hanno superato i 35 anni;
  • aumentato spessore della translucenza nucale;
  • genitori portatori di anomalia cromatiche;
  • presenza di malattie infettive (ex citomegalovirus).

I test invasivi principalmente utilizzati sono due.

  1. L’amniocentesi viene effettuata tra le settimane 15 e 18 e consiste in una procedura ambulatoriale dove sotto guida ecografica si prelevano circa 20 cc di liquido amniotico, dove si trovano cellule fetali che potranno essere analizzate per valutare il cariotipo.
  2. La villocentesi è una procedura sicuramente meno utilizzata che si fa in regime ambulatoriale tra la 10° e l’11° settimana: sotto guida ecografica si preleva una piccola quantità di tessuto coriale che verrà successivamente analizzato, sempre con il fine di escludere patologie del feto.

Ecografica morfologica

L’ecografia del quinto mese va eseguita tra la 19° e la 21° settimana da un ecografista esperto per aumentare la probabilità di evidenziare eventuali anomalie del feto.

E’ un momento molto importante per conoscere o confermare il sesso del bebè .

L’ecografia morfologica è la seconda ecografia che si effettua in gravidanza ed ha il compito di valutare eventuali malformazioni presenti.

Questo esame dunque valuta in maniera approfondita tutti gli organi del feto. Tuttavia la possibilità di trovare un’anomalia dipende da diverse variabili come:

  • dimensione
  • posizione del feto
  • quantità di liquido amniotico
  • spessore della parete addominale materna.

Quindi è possibile che queste anomalie non siano visibili all’ecografia.

Inoltre, alcune malformazioni si manifestano solo tardivamente (settimo, ottavo mese). Bisogna considerare che un esame ecografico mirato vede circa il 30-70% delle malformazioni.

Per eseguire l’esame non è prevista alcuna preparazione ed è necessario il consenso informato.

Terzo trimestre di gravidanza

Visite da fare nel terzo trimestre

Si avvicina il momento del parto, nel terzo trimestre parli con il tuo medico degli ultimi mesi di gravidanza, del travaglio e del parto e dei metodi per affrontare il dolore: epidurale o protossido d’azoto chiamato anche gas esilarante, non molto diffuso in Italia, che permette tramite l’inalazione una riduzione di ansia e dolore con un rilascio di endorfine .

E’ anche arrivato il momento di iniziare un corso preparto.

In questo periodo, è importante anche il morale della donna in gravidanza ed il medico deve essere bravo a intuire eventuali segnali di depressione o di ansia e agire di conseguenza.

Bisogna organizzare anche i contatti con la clinica o l’ospedale scelti per il parto. Oltre agli esami di routine (pressione, peso, ecc.) si misura l’attività cardiaca del bebè e la distanza fondo uterino-sinfisi pubica per la verifica dell’accrescimento fetale.

Nel settimo mese di gravidanza, il medico indaga anche sui possibili disagi della gravidanza:

  • mal di schiena
  • emorroidi
  • gambe pesanti
  • insonnia.

Può anche prescrivere un’integrazione di vitamina D per favorire l’apporto in calcio del bebè.

Ecografia da fare nel terzo trimestre di gravidanza

Alla 32°-33° settimana, si esegue un’ecografia per verificare la crescita e la morfologia del feto. Inoltre si controlla che sia in posizione cefalica, la quantità di liquido e si valuta la circolazione fetale e placentare con la flussimetria.

Se è ancora in posizione podalica, si valuta col medico la possibilità di effettuare manovre ostetriche per farlo girare.

Esami del sangue

  • Esami del sangue per screening di toxoplasmosi (se non sei immune) e altre malattie infettive (epatite B, sifilide, HIV etc..)
  • Esami per verificare se i livelli di emoglobina sono inferiori a 10,5 g/100 ml e considerare la supplementazione con ferro, se appropriata.
  • Tra le settimane 35 e 37, tampone per ricercare un batterio (streptococco emolitico gruppo B) a livello vaginale e rettale, che può causare gravi infezioni neonatali. Se risulta positivo, bisogna seguire una terapia antibiotica.
  • A 28 settimane fare la profilassi anti-D di routine alle donne Rh(D) negative.
  • Screening per gli anticorpi atipici per emazie
  • Esame chimico fisico delle urine ed urinocultura.

Gli esami gratuiti in gravidanza

Pre-gravidanza

Il Ministero della Salute nel 2017 ha aggiornato la lista delle prestazioni sanitarie che il Servizio Sanitario Nazionale offre gratuitamente alle coppie e alle donne che necessitano di visite e esami pre-gravidanza.

La coppia ha anche diritto ad una visita specialista in genetica medica in caso di rischio di malattie genetiche familiari, ad esempio in seguito ad aborti ripetuti.

Per ottenere l’esenzione,devi avere la richiesta scritta del tuo medico o ginecologo.

Esami gratuiti in gravidanza

Le visite ginecologiche vanno fatte ogni mese e sono gratuite come gli esami del sangue e le analisi delle urine. Controlla la lista degli esami in esenzione nel decreto ministeriale del 1995, aggiornato nel 1998.

Le analisi e gli esami gratuiti in gravidanza sono:

  • la prima ecografia e la morfologica del secondo trimestre, mentre l’ecografia del terzo trimestre non viene più offerta gratuitamente tranne se il ginecologo lo richiede per problemi del feto o della mamma.
  • In autunno, prima dell’arrivo dell’influenza stagionale, il vaccino è raccomandato e gratuito per le donne al 2° e 3° trimestre di gravidanza.
  • In caso di minaccia di aborto, sono da includere tutte le prestazioni specialistiche necessarie per il monitoraggio dell’evoluzione della gravidanza.
  • Inoltre sono gratuiti i corsi preparto e lo psicologo in caso di disagio emotivo durante la gravidanza.

In collaborazione con la Dott.ssa Flavia Costanzi, medico chirurgo
in formazione specialistica in Ginecologia ed Ostetricia.

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